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Psi Carrara: «Beni estimati, si avvicina il consiglio comunale della vergogna»

Psi Carrara: «Beni estimati, si avvicina il consiglio comunale della vergogna»
Carrara - Il Partito Socialista di Carrara all'attacco contro l'amministrazione pentastellata: "Allo scadere di tre anni in cui non si ricordano provvedimenti degni di nota oltre all’abbattimento di qualche pino storico e la devastazione del pavimento in marmo della Caravella, l’Amministrazione dei 5 Stelle mostra il suo vero volto e porta in consiglio comunale delibere e provvedimenti relativi al marmo, come la consacrazione dei beni estimati, solo tre anni fa considerati abominio e furto storico, che avrebbero meritato ben altro approfondimento.

Nel consiglio comunale che andrà “in onda” rigorosamente senza pubblico, sarà posto in approvazione di soppiatto, il Regolamento degli Agri Marmiferi che, come si sa, rappresenta il documento politico amministrativo sul quale si declina una larga parte dell’economia locale e sul quale i cinque stelle hanno sviluppato, quando erano all’opposizione, un campagna di disinformazione accreditando analisi giuridiche e teorie dietrologiche, a partire dai “beni estimati”, che hanno letteralmente devastato la città.

Dei “beni estimati”, che l’attuale sindaco definiva “plurisecolari privilegi”, che si impegnava ad abbattere con una semplice delibera degli organismi cittadini, si parlava dappertutto, compresi i bar, le farmacie e i mercati settimanali, come di un furto alla città, scandendo il ritornello “Tutte le cave son dei carrarini”, mentre oggi vengono trattati dai 5 Stelle come uno dei tanti argomenti, non certo l’unico, da risolvere secondo convenienze sopravvenute, possibilmente a porte chiuse e nella più fitta oscurità forse per un tardivo senso di vergogna per aver contravvenuto ai tanto sbandierati (e mai praticati) principi di onestà, trasparenza e partecipazione.

In consiglio Comunale e in assenza dei Cittadini che non potranno assistere al voto dei consiglieri da loro eletti, sarà adottato il Regolamento degli Agri Marmiferi trattato come la concessione temporanea di uno spazio nella pubblica piazza ed è perciò lecito e doveroso chiedersi dove sono finiti tutti coloro che si stracciavano le vesti e sostenevano quotidianamente, in pubblico e in privato, che l’abolizione dei Beni estimati era esclusivamente questione di volontà politica e non un problema giuridico.

È lecito e doveroso chiedersi dove sono finiti, e se hanno ancora un briciolo di dignità i molti che, con l’attale Sindaco, allora consigliere comunale, erano certi che fosse sufficiente una delibera di giunta per abolire i Beni estimati, ma è lecito anche chiedersi quale sia la posizione della Regione che ha chiesto costosi pareri per risolvere il problema poi affossato dal Governo mentre la Corte Costituzionale ha rinviato al Parlamento l’adozione di una legge che permetta di superare l’anomalia giuridica.
C’è solo da domandarsi che cosa abbia fatto il Comune, anche attraverso i parlamentari locali che fanno parte della maggioranza che sostiene il Governo, per l’adozione di un provvedimento apparentemente così semplice e tanto invocato dalla base grillina.
La maggioranza 5 Stelle, sorda, grigia e smemorata metterà in scena, senza pubblico, un dietrofront storico di cui dovrà rendere conto, prima di tutto, a quanti sono stati illusi con la promessa di un cambiamento che non solo non c’è stato, ma che viene contraddetto da atti politici che tutti possono valutare.
Se questo è il volto del cambiamento promesso dobbiamo abbandonare le illusioni e temere che non facciano di peggio perché hanno dimostrato di esserne capaci".
Giovedì 25 giugno 2020 alle 19:29:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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