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Ultimo aggiornamento ore 15.11 del 19 Novembre 2018

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Piano Cave, Mallegni: «Teatrino. Il Pd è maggioranza in Regione, può cambiarlo»

Intanto interviene Articolo 1: «Ci auguriamo una sollecita definizione dell'iter per la definizione dei piani di coltivazione»

il dibattito sul marmo
Piano Cave, Mallegni: «Teatrino. Il Pd è maggioranza in Regione, può cambiarlo»
Carrara - “Il Pd ha la maggioranza in Regione Toscana. Se vuole modificare il piano cave ha i numeri per farlo. Il teatrino che stanno mettendo in piedi è imbarazzante. Il tempo delle promesse è finito. Forza Italia non avrà nessun problema a sostenere un provvedimento che punta su un equilibrio tra attività e sostenibilità che però non metta in discussione né le imprese né l’occupazione princìpi che questo piano fa saltare”. È quanto ha affermato Massimo Mallegni, senatore di Forza Italia e in merito all’incontro che si è tenuto prima al Cosmave e poi a Carrara a cui hanno partecipato alcuni parlamentari.

“Il resoconto di questi incontri è sconcertante. - spiega il vice presidente del gruppo a Palazzo Madama - Prima il Pd costruisce uno strumento per ammazzare il lapideo, prima con il Pit e ora con il Piano Cave, poi fa credere alle imprese di poter fare marcia indietro. E’ un chiaro segnale che le elezioni regionali fanno molta paura al Pd e al centro sinistra. Forza Italia lo ha detto più volte. Cambiate il piano cave per non renderlo uno svantaggio ma un vantaggio per il territorio, le imprese e l’economia e noi ci saremo”.

Intanto sull'argomento cave e regolamenti interviene Nicola Del Nero di Articolo 1-Mdp. Riportiamo di seguito la nota integrale.
Vogliamo spendere alcune considerazioni in merito alla diatriba che compare in questi giorni sulla stampa, in merito alla conseguenze dell’introduzione dell’articolo 58 bis della Legge Regionale in materia di cave (Disposizioni transitorie per il sanzionamento di difformità volumetriche sino all'approvazione dei piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane), ed alle critiche alla condotta tenuta dal Comune circa gli imminenti piani attuativi.
Nei giorni scorsi, da una parte dell’opposizione consiliare è stato lamentato il rischio della chiusura definitiva di vari siti estrattivi (con decadenza dalla concessione), in conseguenza del provvedimento di sospensione dell’attività per mancato rispetto del piano di coltivazione, primo provvedimento che aprirebbe la seguente fase di valutazione dei redigendi piani di messa in sicurezza e ripristino ambientale, che può concludersi positivamente o meno, con decisione del Comune.
L’esito di tale iter, per così dire “riparativo”, tuttavia, si legge nell’intervento, sarebbe di particolare complessità, e con rischio di esito negativo, anche alla luce dei vincoli più stringenti che il Comune di Carrara vorrebbe inserire nei prossimi piani attuativi, da disporsi entro il prossimo 15 giugno, con rischio, quindi, dell’ulteriore moltiplicarsi di situazioni di violazione e conseguente “incertezza” nell’esito positivo dell’iter procedurale per così dire “riparativo”.
Il 5 novembre, replica per l’amministrazione l’assessore, il quale lamenta a sua volta l’ingiustificato allarmismo, garantendo che il Comune valuterà i progetti di messa in sicurezza e di risistemazione ambientale con la dovuta attenzione e provvederà alla loro approvazione, consentendo alle cave, cui verrà sospesa l’attività, di riprendere le lavorazioni nell’ambito della legalità, del rispetto della sicurezza dei lavoratori e del tema ambientale.
Si intrecciano, quindi, varie questioni e varie esigenze, dal rispetto della legalità e delle obbligazioni gravanti sul concessionario, alla salvaguardia dell’occupazione, sino al tema del rispetto ambientale.
Conseguentemente, oltre ad augurarci una sollecita definizione dell’iter che condurrà alla definizione dei piani di coltivazione, e con esso alla previsione di tutte le prescrizioni necessarie per la tutela dell’ambiente, riteniamo, affinché il “quadro” pro futuro sia definitivamente completo, anche sotto l’aspetto della tutela dell’occupazione dei lavoratori che sono impiegati nei siti estrattivi in cui sono rilevate violazioni ed attivate le procedure di cui all’art. 58 bis LRT 35/2015, che sia necessaria l’istituzione di un fondo di garanzia che intervenga proprio a sostegno delle maestranze delle imprese che si trovano in condizioni di attività sospesa.
Giovedì 8 novembre 2018 alle 08:27:16
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