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Paradiso Spa, Bernardi (Alternativa per Carrara): «Esposto alla corte dei conti»

Paradiso Spa, Bernardi (Alternativa per Carrara): «Esposto alla corte dei conti»
Carrara - Transazione con la Paradiso Spa, Bernardi è pronto ad andare alla Corte dei Conti. In consiglio comunale di Martedì 25 febbraio il consigliere di Alternativa per Carrara ha presentato un’interrogazione rivolta al vicesindaco Matteo Martinelli: lo chiama a dichiarare pubblicamente le motivazioni che lo hanno spinto a optare per la transazione invece di chiedere un altro CTU e “ad assumersi tutte le responsabilità per aver voluto transare con la Paradiso Spa ed impegnare 11 milioni e 200 mila euro, indebitando il Comune di Carrara per 10 anni, senza l'ombra di una sentenza passata in giudicato che condanni il Comune ad un “quantum" in merito al risarcimento deciso dalla perizia.” Altrimenti Bernardi presenterà un esposto alla Corte dei Conti.

Ricordiamo che la soluzione presa prevede che il Comune verserà alla Società Paradiso 12,5 milioni di cui 3 milioni entro fine maggio 2020 e il restante in rate annuali da 950mila euro per 10 anni a tasso di interesse legale. “Nel 2006 la Corte di Cassazione aveva stabilito che la Paradiso Spa di Andrea Franzoni aveva ragione – ricostruisce Bernardi – e che essendo arrivata seconda aveva perso un'opportunità di aggiudicarsi l’appalto e che quindi doveva essere risarcita. Nel 2009 per la quantificazione del risarcimento il Tribunale di Massa aveva nominato un CTU per stabilire il valore massimo del risarcimento stesso, valore dall'importo di 11,2 milioni di euro che nel 2018 era stato aggiornato per la rivalutazione monetaria e per gli interessi maturati e portato a 13,4 milioni di euro. A tutt'oggi, però, il Giudice del Tribunale di Massa non ha depositato il pronunciamento relativo al “quantum “ da risarcire.” Il consigliere di Alternativa per Carrara aggiunge: “La transazione poteva essere gestita diversamente, vista la mancanza di una sentenza di condanna che quantificasse l'ammontare del risarcimento. Forse non si è voluto valutare la possibilità che, al momento del pronunciamento di condanna da parte del Giudice che a tutt'oggi non c’è, il Comune di Carrara avrebbe potuto ricorrere in Appello e chiedere che fosse predisposto un nuovo CTU, aprendo così ad altre possibilità.” Pronta la replica di Martinelli: “La sentenza c’è, forse Bernardi non l’ha vista. Questa controversia ha fatto tutti e tre i gradi di giudizio: i primi due di merito, in cui la Corte di appello ha dato ragione alla Paradiso; poi la corte di Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado, stabilendo che la Paradiso spa avrebbe dovuto vincere l’appalto e deve essere risarcita dal Comune. Questo si sa del 2006. Il Consiglio comunale è stato tenuto all’oscuro di questo contenzioso, non troverete mai una voce apposita nei bilanci che vanno dal 2011 al 2017.” Il vicesindaco con delega al bilancio parla di una “trappola” lasciata appositamente per l’amministrazione De Pasquale. Vannucci di Insieme per Carrara precisa: “La questione è stata spesso discussa in Consiglio comunale sin dagli anni ‘90. Oggi si è deciso di spendere 12 milioni e non c’è stato un passaggio in Consiglio o in commissione. È indubbio che la Paradiso vada risarcita, ma sulla quantificazione del danno il Comune ha sempre tenuto una linea; se proprio quei soldi vanno restituiti, dev'essere un giudice a imporlo a Piazza 2 Giugno. Nessuno voleva nascondere la situazione, ed è impensabile che qualcuno stesse preparando una trappola per l’amministrazione attuale già 40 anni fa. In questo caso non è stato un giudice a decidere, ma un CTU.”

Irene Rubino
Giovedì 27 febbraio 2020 alle 15:22:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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