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NEOFASCISMO, IL FILO NERO CHE NON SI SMENTISCE

di Daniele Canali

NEOFASCISMO, IL FILO NERO CHE NON SI SMENTISCE
Carrara - La Costituzione della Repubblica Italiana non impedisce a nessun cittadino di professarsi fascista. E’ impedita invece la ricostituzione del partito fascista o di forme associative ad esso compatibili. La Costituzione ha garantito a tutti gli italiani la dignità di una vita che, sotto il fascismo, non era nemmeno lontanamente ipotizzabile.

Ma il fascismo non è stato ancora metabolizzato dalla coscienza del paese, anzi si presta oggi come ieri ad una operazione di riduzione delle libertà civili e delle conquiste sociali, sindacali, politiche. Asservito ad un capitale finanziario privo di scrupoli, trova sempre più spazio in relazione ad una risposta che è sostanzialmente mancata a partire dalle istituzioni dello stato: tristemente, al loro interno, sono tollerati se non incentivati comportamenti ed atteggiamenti, omissioni e coperture che sono uno spergiuro rispetto al giuramento di fedeltà alla Costituzione.

La sequenza ininterrotta di provocazioni e sfregi operata dai gruppi neonazisti risponde ad una logica e ad un progetto. Il gruppo che colpisce nel nostro territorio non è composto da “ragazzi” esaltati, ma anche da persone che, in questa fase, trapassano saperi, atteggiamenti, conoscenze, relazioni. Operano tra La Spezia, Sarzana, Carrara ma, il vero collegamento operativo è con le organizzazioni neofasciste di Lucca che, come da indagini, processi, sentenze, mantengono precisi collegamenti con le mafie della droga.

Già, il filo nero…oggi come ieri non si smentisce. Penso anche che si sia organizzata una rete malavitosa che stia scalzando posizioni date per acquisite alle nuove mafie “d’importazione” e che, attraverso lo spaccio, stabilisca contatti e nuove adesioni alle varie sigle del neonazismo italico ed europeo. Ora, forse, queste considerazioni sono state fatte, a fine di indagine, da qualche solerte magistrato, dalle forze di polizia. A loro spetta l’indagine, la cattura, la condanna, la rieducazione; sono fermamente convinto che questo avverrà in virtù del fatto che le piccole connivenze sono quantificabili come fenomeno marginale.

A noi invece spetta il compito della vigilanza, prima che questa tensione precipiti in episodi senza possibilità di ritorno, prima che la situazione sfugga di mano. Oggi come ieri la vigilanza si esercita nelle piazze, con manifestazioni, assemblee, iniziative di tenuta sociale e culturale.
Questi episodi, infine, hanno ormai infranto un patto non scritto nato alla fine della seconda guerra mondiale: il rispetto dei morti e della loro memoria. Nessuno ha mai deturpato o oltraggiato le tombe dei fascisti carraresi caduti nei “fatti di Sarzana” o altri, anche repubblichini, seppelliti nei nostri cimiteri.

La rottura di questo patto significa semplicemente che queste organizzazioni non hanno corrispondenza con il vecchio fascismo, ma sono parte del neonazismo razzista e negazioni sta dei nostri giorni. Sabato sarò alla manifestazione promossa dall'ampi e dall’associazionismo e dai partiti; sarò con il mio fazzoletto rosso al collo perché la libertà e la democrazia conquistata dai nostri padri fu per tutti: è così che gli dimostrammo di essere meglio di loro.
Sabato 24 marzo 2018 alle 12:11:42
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