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Musetti sulla consulenza per la partecipata: "Una presa in giro"

Duro attacco di Forza Italia: "Delibera priva di motivazione, vara un segreto d'ufficio che non esiste"

Musetti sulla consulenza per la partecipata: `Una presa in giro`
Carrara - Gianni Musetti (Forza Italia) interviene duramente sul "giallo" della consulenza legale da 15 mila euro richiesta dal Comune per una non meglio precisata partecipata: "I grillini hanno preso in giro gli elettori di Carrara – si legge nel comunicato – 21 mila euro in consulenze per un avvocato esterno, nonostante ci sia un ufficio legale che ha appena ricevuto dalla stessa amministrazione cinque stelle 42 mila euro di bonus. E tutto questo con una delibera che incarica uno studio legale senza alcuna motivazione, varando un segreto di ufficio che non esiste e che è severamente vietato dalla legge anticorruzione voluta dal sottosegretario Raffaele Cantone".

"Il decreto anticorruzione e trasparenza 33/2013, ribadito dalla circolare Cantone, prevede che una delibera, per essere valida, debba necessariamente riportare le motivazioni della spesa – scrive Musetti – senza alcun vincolo di tutela della privacy o di segreto istruttorio se non quello di servizi segreti o servizi di polizia. Quanto messo in atto non solo è illegale, ma rappresenta una vera e propria mancanza di trasparenza che meriterebbe un chiarimento o delle dimissioni immediate dei responsabili".

Nella nota si legge la seguente ricostruzione della vicenda: "Nella determinazione a firma Cristiano Boldrini che sostituiva il segretario generale Pietro Leoncini che si trovava in ferie, il sindaco DePasquale chiede alle avvocatesse Marina Vannucci e Sonia Fantoni una consulenza legale su un problema di una partecipata senza individuarne né il motivo né il nome. Le avvocate si dichiarano, con nota scritta, "impossibilitate".

"Le contraddizioni non si esauriscono qui: il dirigente dichiara di stare individuando uno studio legale esterno per mancanza di competenze interne, ma subito dopo ricorda che avrebbe dovuto fare questo affidamento solo dopo una selezione pubblica aperta agli interessati. La determina ha quindi più di un vizio di forma, fra quasi quello di essere firmata dal segretario generale che in realtà il giorno in cui è stata messa all'albo era già in ferie, ma sicuramente il più grave è che non individua la motivazione, le finalità e i soggetti interessati, così come prevede la legge art. 3 del decreto 241/90. I grillini sono identici a quelli che hanno sostituito, e con simili nefandezze lo stanno dimostrando ampiamente," conclude Musetti.
Mercoledì 27 settembre 2017 alle 15:30:00
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