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Ultimo aggiornamento ore 22.19 del 16 Agosto 2018

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Meno cemento, più ristrutturazioni e parchi a Villa Ceci e Fossa Maestra

Sono gli obiettivi che l'amministrazione di Carrara inserirà nel Poc, il piano operativo comunale

LA RELAZIONE DELL'ASSESSORE BRUSCHI
Meno cemento, più ristrutturazioni e parchi a Villa Ceci e Fossa Maestra
Carrara - Si è conclusa intorno alle 23 di martedì scorso il Consiglio comunale di Carrara. Buona parte della seduta è stata dedicata all'integrazione dell'amministrazione carrarese al Piano operativo comunale, ovvero quello strumento che disciplinerà il "futuro" urbanistico della città. A prendere la parola l'assessore Maurizio Bruschi. Riportiamo di seguito l'intervento integrale.

Questa sera si discute l’integrazione del documento di avvio deliberato nell'agosto del 2015, con i quali si sono definiti gli obiettivi e le strategie posti alla base della formazione del Piano Operativo (Po). L’ integrazione non è altro che la traduzione tecnica delle linee programmatiche e dei contenuti del programma di mandato per quanto attiene la pianificazione territoriale attraverso le quali l’amministrazione intende indicare le priorità, rispetto a quanto definito nel 2015, e i principali temi.
La prima linea di intervento è quella di incentivare la riqualificazione degli spazi aperti del territorio urbanizzato e riuscire a definire un “progetto di suolo resiliente”, che possa contribuire a mitigare gli effetti di uno sfruttamento delle risorse ambientali così intenso come quello a cui si è assistito a Carrara, diventa il tema centrale del progetto urbanistico e delle strategie di medio e lungo periodo delle politiche pubbliche.
Nello specifico di Carrara si tratta della necessità di riqualificare estese aree di pianura con insediamenti a bassa densità che si trovano in condizioni di elevato o molto elevato rischio idraulico, causato prevalentemente da fenomeni di ristagno e dalla scarsa capacità, o dalla compromissione, dei sistemi di drenaggio. Lo sviluppo urbanistico di queste aree, effettuato con modestissimi investimenti infrastrutturali, ha infatti spesso trascurato fossi, canalette e le opere di drenaggio dei campi, rallentando il deflusso delle acque piovane e provocando di fatto diversi livelli di criticità. La sfida è considerare il territorio aperto non più un’area bianca in attesa di essere urbanizzato ma un sistema complesso di valore paesaggistico e ambientale .

La seconda linea di intervento riguarda il reperimento di dotazioni pubbliche a standard vista la carenza di standard generalizzata su tutto il territorio comunale, riprende corpo così l’idea della costituzione di una “città pubblica”, con nuove dotazioni e servizi per i cittadini in questo contesto è assolutamente prioritario per Carrara mantenere e valorizzare le aree verdi presenti nel territorio e innalzare la qualità delle aree verdi urbane.
Carrara deve poter contare in un “progetto organico di spazi pubblici”, nel quale i parchi dell’area umida della Fossa Maestra, l’area verde di Villa Ceci e il Parco pubblico della Padula costituiscano i nodi di una rete estesa di fruizione pubblica un “progetto organico degli spazi pubblici”, in modo da delineare spazi centrali che inquadrino la scena urbana, affermino l’identità dei luoghi e allontanino l’idea di periferia. La formazione del progetto organico degli spazi pubblici, assume una valenza strategica, per riportare in primo piano il territorio nel suo complesso, non solo l’edilizia ma le acque, i boschi, le aree rurali e il tema del controllo della trasformazione d’uso dei suoli per indirizzare l’attenzione e quindi la disciplina, dalla valorizzazione privatistica dei suoli alla pianificazione dell’ambiente e del paesaggio. L’esigenza primaria di garantire il mantenimento di tutti i livelli scolastici e di ricostruire scuole sicure e adeguate porta a tentare di definire una strategia integrata per Marina, che potrebbe offre alla città una duplice occasione: da una parte la possibilità di concepire un nuovo polo scolastico – a partire da quello che già c’è – come una nuova centralità urbana, un polo culturale sul mare, da mettere in stretta relazione formale e funzionale con i progetti del Water-Front, che ridefiniranno l’interfaccia Porto-città, e con la riqualificazione delle pinete retrostanti (un centro civico fondato su principi di sostenibilità ed efficienza energetica, con spazi flessibili per attività scolastiche, sportive, ludiche e di relax, con aree dedicate a riunioni collettive, feste, ecc.). Dall’altra è l’occasione per verificare la possibile realizzazione del parco pubblico di Villa Ceci, un atto storico nell'amministrazione della città di Carrara, atteso da anni, immaginato da decenni.

Terza linea d’intervento la mobilità: un terzo tema che deve assolutamente essere affrontato, almeno per trattarlo anch’esso in una dimensione integrata alla riqualificazione urbanistica, paesaggistica e ambientale, è quello della mobilità il P.O. si propone di costituire un sistema che punti alla qualità, cercando di mettere in rete le aree qualificanti il territorio, mediante una serie di percorsi protetti e piacevoli che consentano accedere ai luoghi di incontro, ai servizi pubblici, ai punti dove ammirare la bellezza dell’entroterra, con la necessaria tranquillità e sicurezza. A questo proposito la possibilità di recuperare il Vecchio Tracciato Della Ferrovia Marmifera con tutto il sistema di connessioni che tale struttura può configurare, la ferrovia marmifera come spina dorsale del sistema della mobilità dolce, ….. questi sono gli obiettivi del bando di progettazione che il settore Lavori Pubblici sta mettendo a punto. Dovrà contenere la Riqualificazione dell’Area Stazione FS – Avenza attraverso l’Attuazione dell’Ambito strategico AS - Avenza Stazione -contenuto nel POC per la creazione di un polo intermodale Il PO dovrà inoltre contenere criteri e indirizzi che parlano ai progetti di opere pubbliche e ai piani della mobilità fondati sul principio di integrare la pianificazione urbanistica e mobilità in tutte le sue articolazioni, assumendo l’accessibilità come parametro per le scelte localizzative, e dovrà inoltre porre l’attenzione su altri gravi deficit funzionali che riguardano i parcheggi, le aree a verde, i marciapiedi e gli attraversamenti in sicurezza. Sempre riferendosi alle reti lente Carrara deve senz’altro recuperare e valorizzare i percorsi storici e quelli paesaggisticamente più preziosi. La rete dei percorsi pedonali che collegavano i paesi e le frazioni e questi ai boschi e alle cave sono una risorsa da riportare alla luce, per lo sviluppo di nuovi itinerari turistici e per la stessa rivitalizzazione delle aree interne. Gli insediamenti storici della collina sono un patrimonio da mettere in valore prima di tutto per gli abitanti e a questo si lega anche il tema più generale dell’accessibilità: Cave, Parco delle Apuane, via dei Marmi e connessioni urbane e territoriali sono gli spunti su cui lavorare.

Ultima linea di intervento: le aree di trasformazione. il POC dovrà approfondire alcune delle aree di trasformazione che già individuava il PS (Piano strutturale) e che mantengono ancora una forte valenza strategica: alcune di queste aree si trovano in parte in zone ad elevato rischio idraulico, altre invece vedono ancora la presenza di attività produttive ancora funzionanti ed è comunque evidente che è qui che si concentreranno gli sforzi per il miglioramento dello spazio pubblico e delle dotazioni urbane. Qui si aprono temi importanti per il futuro della città: la possibilità di mantenere e arricchire la filiera del marmo, la possibilità di ritrovare le dotazioni a standard ora insufficienti, la necessità di riorganizzare il sistema della mobilità e di adeguare la rete stradale agli usi contemporanei, passa dal mantenimento o dal recupero e riqualificazione di queste aree.
E’ in gioco la possibilità di dare a Carrara una nuova immagine di qualità, che sia pari alla fama della sua risorsa principale – il marmo inteso come territorio – è questa passa dal modo in cui si interverrà in queste aree.
Giovedì 9 agosto 2018 alle 14:35:49
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