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Ultimo aggiornamento ore 08.20 del 19 Luglio 2018

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Marmo e salvaguardia Apuane: un piano per le quantità estratte sostenibili

Pabe, il Comune di Carrara annuncia un percorso partecipativo e il Consiglio regionale dà il via libera alla proroga di un anno

Marmo e salvaguardia Apuane: un piano per le quantità estratte sostenibili
Carrara - Nell’ambito della redazione dei che Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (Pabe), il Comune di Carrara ha sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica con l’Istituto di Ricerca sul Territorio e l’Ambiente-Leonardo (Irta-Leonardo) finalizzato alla stesura congiunta di un progetto per l’individuazione dei quantitativi sostenibili di materiale escavabile nell’ottica della filiera corta.

La normativa vigente (Allegato V del PIT- PPR) prevede infatti che tra i vari obiettivi i Pabe individuino le quantità di escavato sostenibili sotto il profilo paesaggistico con l’obiettivo di salvaguardare le Alpi Apuane in quanto ambiente naturale e antropico unico e non riproducibile e al tempo stesso garantire il giusto sostegno economico alla popolazione locale attraverso lavorazioni di qualità in filiera corta.

Nell’ambito del progetto, martedì 10 luglio è stato avviato il percorso partecipato previsto dall’accordo, con una riunione di presentazione e primo ascolto. All’appuntamento hanno preso parte, in momenti successivi, i rappresentanti di associazioni di categoria, sindacati, cooperative, enti di controllo e associazioni ambientaliste. Per l’amministrazione erano presenti l’assessore al marmo Alessandro Trivelli e l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti.

“E’ il primo passo di un percorso partecipato molto importante. I Pabe sono i ‘piani urbanistici’ nati dal Piano di indirizzo territoriale (Pit): interessano i settori marmo, urbanistica e ambiente e rappresentano un tipo di pianificazione senza precedenti. I Pabe dunque sono un’occasione irripetibile e decisiva per il destino delle Apuane e del loro paesaggio, e avranno ricadute strategiche sulle condizioni di vita delle popolazioni residenti” ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bruschi. “La redazione dei Pabe è una tappa fondamentale nella regolamentazione dell’escavazione. Abbiamo deciso di avvalerci di un supporto scientifico per la definizione delle quantità sostenibili di escavato perché riteniamo che tale parametro debba discendere da uno studio analitico e oggettivo, in modo da tutelare al tempo stesso ambiente, occupazione e ricadute socio-economiche” ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Sarah Scaletti. “Il supporto scientifico che arriverà dallo studio di Irta, sarà alla base della riflessione politica che avvierà l’amministrazione per la successiva definizione di uno dei contenuti essenziali dei Pabe” ha aggiunto l’assessore al marmo Alessandro Trivelli.

Quello di martedì è stato il primo di una serie di incontri finalizzati alla stesura dello studio: “Sarà un percorso partecipato con tutti i soggetti interessati, vogliamo infatti che tutti gli attori contribuiscano con il loro apporto e il loro punto di vista per una massima condivisione sia del percorso che dei risultati” hanno concluso gli esponenti dell’amministrazione.

Nel frattempo dal Consiglio regionale arriva il via libera alla proroga di un anno. per l’approvazione dei Piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane (Pabe). La proposta di legge è stata approvata all’unanimità in commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Stefano Baccelli (Pd). La nuova scadenza è fissata al 5 giugno 2019 e non sarà prorogabile.

I Piani attuativi sono strumenti previsti dalla legge urbanistica toscana (65/2014) e dal Pit (Piano di indirizzo territoriale) con valenza di Piano paesaggistico regionale per assicurare la pianificazione delle attività estrattive e garantire una programmazione che tenga conto sia del bacino estrattivo che del contesto paesaggistico di riferimento.

Per arrivare a modalità di elaborazione condivise, nell’ottobre 2017 la Regione ha istituito un tavolo tecnico con i Comuni del territorio. In quella sede le amministrazioni hanno espresso “forti criticità” sulle tempistiche anche in ragione delle peculiarità tecniche e degli oggettivi elementi di novità presenti. Da qui la richiesta di posticipare il termine di applicazione delle norme transitorie in base alle quali, e nelle more dell’approvazione dei Piani, sono consentiti gli ampliamenti delle attività estrattive.
Venerdì 13 luglio 2018 alle 10:36:13
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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