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Le pro loco contro il protocollo d'intesa proposto dal Comune: "mercoledì presenteremo il nostro"

Avenza, Carrara, Marina di Carrara e Fontia annuciano che costituiranno un consorzio. Con le nasciture Fossola e Gragnana

Le pro loco contro il protocollo d´intesa proposto dal Comune: `mercoledì presenteremo il nostro`
Carrara - Oggi le pro loco attive sul territorio di Carrara hanno annunciato che andranno a costituire un consorzio. In conferenza stampa erano presenti i presidenti della pro loco di Avenza Sascha Biggi, di Marina di Carrara Paolo Bontempi, di Carrara Marco Martini e di Fontia Cristiano Corsini. I rappresentanti delle associazioni si sono inoltre dichiarati scontenti del protocollo d’intesa proposto loro dall’amministrazione; ne hanno pertanto elaborato una propria versione, sulla falsariga di quelli sottoscritti in altre città d’Italia, che andranno a discutere in Comune mercoledì.

“Per la prima volta abbiamo deciso di darci una struttura, un coordinamento – ha spiegato Biggi – che coinvolgesse tutte le pro loco, le nostre e quelle, nasciture, di Fossola e Gragnana. Lo scopo è creare un unico soggetto che coordini i rapporti tra le pro loco e costituisca un interlocutore unico nel dialogo non solo con l’amministrazione ma con la Regione, la Provincia, e gli organi dell’Unpli (Unione nazionale pro loco d’Italia) regionale e nazionale. Speriamo di qui a fine anno di riuscire a istituirlo”.

Perché fare questo passo adesso? “Ogni momento storico ha una sua specificità – ha risposto il presidente della pro loco di Avenza – abbiamo avuto un incontro col Comune, che ci ha presentato un protocollo d’intesa per sancire il rapporto tra noi e l’amministrazione. Ne siamo rimasti tutti insoddisfatti. Abbiamo deciso di formularne uno differente, sulla base dei protocolli d’intesa sottoscritti tra comuni e pro loco in altre città italiane. Mercoledì mattina lo presenteremo all’assessore di riferimento”.

“L’interesse della nuova amministrazione dovrebbe essere quello di dare un segnale di cambiamento – ha commentato Martini – anziché promuovere bandi che scavalchino le pro loco. L’ultimo protocollo d'intesa siglato tra. I'Anci (Associazione nazionale comuni d'Italia) e I'Unpli afferma chiaramente che le pro loco debbano essere il primo interlocutore dell’amministrazione. Le regole proposteci dall’amministrazione, al contrario, sono troppo limitative per la libertà stessa delle singole associazioni: non c’è certezza su eventuali finanziamenti né sul momento della loro erogazione. D’altra parte, vi sono numeri legati agli obblighi da ottemperare: è un protocollo idoneo solo a chi possiede attività commerciali”.

“Già alla precedente amministrazione avevamo chiesto un budget preventivo sulla base del quale definire una programmazione annuale – ha precisato Biggi – siamo sempre stati costretti a rincorrerli. Abbiamo sempre organizzato eventi in economia totale”.

Del rapporto, e in particolare del filo diretto, con l’ex sindaco Angelo Zubbani si è invece detta soddisfatta la pro loco di Marina di Carrara. “L’erogazione dei finanziamenti dipendeva molto dal rapporto delle singole pro loco con l’amministrazione,” ha precisato Corsini.

I rappresentanti delle diverse associazioni si sono espressi duramente anche sulla delibera 480 del 29 Settembre che dispone le regole per partecipare ai bandi sui mercatini. Dopo aver individuato cinque temi portanti intorno ai quali organizzarli, la delibera dispone infatti che “sia previsto un numero minimo dei partecipanti ai mercatini “tematici” aventi requisiti di specializzazione in linea con il tema prescelto che dovrà essere non inferiore all’80% dei posti disponibili nel singolo mercatino”.

Una determina “ridicola”, secondo il presidente della pro loco di Carrara, che ha commentato: “Come si fa a lavorare così? Prediamo ad esempio il tema del marmo: il Comune ha chiesto in camera di commercio quante siano le aziende che vendono souvenir. Su 30 banchi l’80% sarebbero da legare al tema, ma non abbiamo 24 attività territoriali con questi requisiti! Al di là dei titoli di studio, bisognerebbe interpellare chi queste le cose le fa prima d’intervenire a livello normativo”.
Mercoledì 4 ottobre 2017 alle 18:42:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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