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Ultimo aggiornamento ore 10.45 del 19 Settembre 2019

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Il Consiglio comunale approva i Pabe, De Pasquale: «Una svolta»

Soddisfatto il sindaco di Carrara e gli assessori: «È solo il primo di una serie di atti di indirizzo con cui scriveremo il futuro della città»

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Il Consiglio comunale approva i Pabe, De Pasquale: «Una svolta»
Carrara - «Voglio esprimere la soddisfazione di tutta l’amministrazione per l’approvazione della delibera di adozione dei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi, che segna un punto di svolta per questa consiliatura: i Pabe sono infatti solo il primo di una serie di atti di indirizzo con i quali riscriveremo il futuro di questa città» lo ha detto il sindaco Francesco De Pasquale commentando l’esito della votazione del Consiglio comunale di martedì sera. Il primo cittadino ha assistito a tutto il dibattito e si è allontanato dall’aula solo poco prima della votazione, a causa degli impegni legati alla trasferta a Fabriano dove da oggi è chiamato a rappresentare Carrara nell’ambito dell'Annual Conference delle Unesco Creative Cities.

«Partendo dallo studio Irta Leonardo-Università di Pisa, che ha confermato quanto la nostra economia sia ancora strettamente dipendente dal settore lapideo abbiamo voluto cogliere l’occasione non solo per dare regole all’attività estrattiva ma anche porre le basi per una diversificazione che possa aiutare lo sviluppo economico e sociale del territorio. Così è nato l’articolo 37 che permette di compensare attraverso la presentazione progetti di nuova occupazione e di filiera connessa all’attività estrattiva che aumentino le ricadute sul territorio chi si discosta di non oltre il 5% dalle rese minime previste. Per la prima volta inoltre vengono definite le quantità sostenibili che discendono dal contingentamento delle produzioni previsto dal Piano Regionale Cave: a ogni cava è stato attribuito un quantitativo massimo sulla base di un criterio oggettivo-matematico-statistico tenendo a riferimento le produzioni dei 5 anni precedenti. Voglio precisare che non abbiamo attribuito tutte le quantità ma abbiamo tenuto da parte un piccolo serbatoio per consentire lo sviluppo di quelle attività estrattive che volessero modificare le loro produzioni ma questo potrà avvenire solo dietro presentazione di progetti di compensazione socio-economica, ambientale e paesaggistica che prevedano un incremento occupazionale. È un piano sperimentale che avrà bisogno di essere costantemente aggiornato in base all’andamento del settore» ha dichiarato il vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega al marmo.

«Voglio ricordare a tutti che i Pabe hanno rappresentato una sfida non facile: da una parte per la loro natura sperimentale che non ha precedenti in materia, dall’altra per la complessità di nozioni normative contenute nel Pit e la loro conseguente incertezza interpretativa. E’ stato un lavoro immenso in particolare in una realtà come Carrara che ha 80 cave attive estese su una superficie pari a quella dell’intero comune di Forte dei Marmi.  Di qui la necessità di una proroga, di cui beneficeranno anche diversi altri comuni che pure hanno una realtà meno complessa della nostra. Il nostro lavoro, del resto, è iniziato un anno e mezzo fa, su un avvio di procedimento del 2016 privo di contenuti ed è stato fortemente condizionato dallo stallo indotto dalla sovrapposizione delle competenze, che abbiamo superato solo grazie all’interpretazione costruttiva delle procedure data dall’ufficio» ha osservato l’assessore all’urbanistica Maurizio Bruschi.

«Per la prima volta sono state riconosciute in uno strumento della pianificazione del nostro territorio delle specifiche aree di tutela delle sorgenti, alle quali sono associate precise limitazioni e prescrizioni per l’attività estrattiva. È quindi affrontato il grande tema del rischio idrogeologico, in due importanti declinazioni. Da un lato vengono riconosciute, per la prima volta, aree nelle quali ci sarà assoluto divieto di effettuare riempimenti: si tratta di aree depresse che svolgono la funzione di immagazzinamento idraulico nel caso di eventi di pioggia. L’altro tema di rilievo è quello dei ravaneti: lo abbiamo affrontato tutelando la funzione di quelli che sono in grado di immagazzinare acqua durante gli eventi di pioggia e prevedendo la realizzazione di studi di dettaglio che evidenzino l’effettiva pericolosità di questi corpi detritici con successivi interventi per la loro sistemazione. Non siamo dunque davanti a un insieme di norme generiche ma ad un Piano pensato sulla realtà di  Carrara» ha aggiunto l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti.
Mercoledì 12 giugno 2019 alle 18:19:18
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