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Ultimo aggiornamento ore 10.31 del 20 Giugno 2019

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Gay Pride, Lapucci (Fi): "No al patrocinio del Comune di Carrara"

Il consigliere manifesta contrarierà per la delibera di giunta a sostegno dell'evento per i diritti Lgbtq

Gay Pride, Lapucci (Fi): `No al patrocinio del Comune di Carrara`
Carrara - Forza Italia Carrara manifesta contrarietà rispetto al patrocinio rilasciato dal Comune di Carrara alla manifestazione “Toscana Pride”. Lo fa sapere il consigliere comunale di Fi, Lorenzo Lapucci, che a riguardo ha elaborato un atto, inserito fra gli ordini del giorno del prossimo consiglio, per chiederne la revoca. Per il consigliere è “inopportuno associare il nome di un’istituzione quale il Comune di Carrara ad una simile manifestazione”.

Nel documento il forzista contesta la delibera di giunta 212 che riconosce il patrocinio del Comune alla manifestazione che si terrà a Pisa il 6 luglio, indetta dalle associazioni lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali, queer e asessuali, riunite per l'evento Toscana Pride. “Considerato che il patrocinio è da considerarsi come l’espressione del sostegno concesso dal Comune ad iniziative pubbliche o private, per l’apporto dato dalle stesse allo sviluppo sociale, culturale, artistico, sportivo, ricreativo, turistico, economico alla comunità locale e che l’iniziativa patrocinata non rispecchia gli elementi sopra descritti, non apportando nessun tipo di sviluppo alla comunità carrarese”, e constatato “che nel manifesto politico del Toscana Pride tra le azioni che il comitato intende compiere c’è quella di “promuovere relazioni solidali, affettive e sessuali che non siano esclusivamente mutuate da modelli eteronormati o monogami affermando di fatto il diritto alla poligamia vietato dall’articolo 556 del codice penale”, il consigliere punta il dito contro il manifesto politico dell'evento. Nel quale si legge che l'obiettivo della manifestazione è arrivare ad “assicurare la piena equiparazione di tutte le famiglie attraverso il riconoscimento della responsabilità genitoriale e attraverso la riforma della legge sulle adozioni” rivendicando di fatto il diritto di adottare bambini per coppie omosessuali”. Bersaglio di critiche anche il temi dell'utero in affitto.

“Ritenuto che è inopportuno associare il nome di un’ istituzione quale il Comune di Carrara ad una simile manifestazione – si legge nel documento - e che la decisione in merito al patrocinio doveva tenere conto di tutti i principi enunciati nel manifesto politico di Toscana Pride, alcuni dei quali contrari alle norme dell'ordinamento giuridico italiano, si impegna il consiglio comunale a manifestare contrarietà al patrocinio concesso dalla Giunta”.
Martedì 11 giugno 2019 alle 16:38:43
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