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Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 6 Luglio 2020

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Franzoni e Musetti arrivano a Roma ma vengono portati in caserma. Il caso alle Iene

I due promotori della manifestazione sono passati da strade secondarie per arrivare in piazza San Giovanni e «mandare l'avviso di sfratto al governo Conte»

la «marcia per non marcire»
Carrara - «Siamo partiti, sono le 6.10, e passeremo da strade secondarie per arrivare alle 15 a Roma in piazza San Giovanni e mandare l'avviso di sfratto al governo Conte». Così ieri mattina Gianni Musetti, esponente carrarese di Forza Italia, mentre guidava la sua auto per giungere nella capitale e manifestare con altri imprenditori e militanti politici il suo dissenso.

La manifestazione, lanciata pochi giorni fa, la «marcia per non marcire» non era stata autorizzata dalla Prefettura di Roma in funzione delle misure governative anti-covid, ma i promotori hanno voluto forzare la mano per arrivare comunque a destinazione. Insieme a Musetti altri due carraresi, l’imprenditore Nicola Franzoni e l’insegnante Manfredo Bianchi, tutti riconducibili agli ambienti di destra. Bianchi era balzato all'onore delle cronache due anni e mezzo fa per aver portato la bandiera della Repubblica Sociale Italiana sulla vetta del monte Sagro, scatenando indignazione e polemiche.

I tre, insieme ad altri imprenditori, sono riusciti ad arrivare a Roma ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine, identificati, portati in caserma e multati. «Ci hanno fermato e ci hanno impedito di manifestare a Roma» ha scritto Musetti sui social mentre era in questura. «Non esiste il diritto di manifestare pacificamente, liberamente, costituzionalmente. Siamo in una dittatura con un illiberale che ci sorride mentre ci obbliga e ci proibisce e ci nega le nostre libertà individuali. Che vuole negare il futuro del nostro Paese, delle nostre aziende, delle nostre famiglie. Oggi bloccano noi, domani lo faranno con tutti gli altri che insorgeranno. Ribellatevi. Fatelo ora!».

Fermato e identificato dai carabinieri anche Nicola Franzoni che in piazza San Giovanni è arrivato: «Rivendico il mio diritto di manifestare contro questo governo che in 3 mesi mi fa perdere 60mila euro. Stare fermo mi costa 60mila euro. I 600 euro non arrivano e neanche la cassa integrazione, io ho 30 dipendenti alla fame e nessuno interviene».

E del caso se ne sono occupate Le Iene. La popolare trasmissione di Italia 1 ha pubblicato un articolo con l’annuncio che martedì sera parlerà proprio del caso durante la diretta. «Primo maggio, la “marcia su Roma” di alcuni imprenditori in barba alle regole» è il titolo dell’articolo apparso sul sito ufficiale delle Iene. «Una chat su Telegram – è scritto – raccoglie circa 500 persone, che si dichiarano piccoli imprenditori e normali cittadini, che vogliono protestare contro il governo. Hanno organizzato per oggi una “marcia su Roma”. “Ci vediamo alle 15 in piazza San Giovanni”, scrivono. Ma per legge non lo possono fare: noi siamo entrati in quella chat, ed ecco come si sono organizzati».

Riportiamo di seguito quanto pubblicato.

Una “marcia su Roma” per la Festa dei lavoratori che sembra suonare simbolicamente già come una provocazione da destra. A organizzarla attraverso una chat su Telegram è un gruppo di “piccoli imprenditori e cittadini”, così si definiscono, per protestare contro il governo in barba alle regole di contenimento del coronavirus. La promessa è di portare centinaia di persone in piazza San Giovanni - la piazza simbolo delle manifestazioni e del concertone del 1° maggio - per protestare contro Conte e le regole per la fase 2. “Tutti uniti per rovesciare questo governo incapace e assassino”, dicono.
Con un grande problema: questo tipo di evento è proibito dalle attuali disposizioni del governo. Noi di Iene.it siamo entrati in quella chat, e abbiamo visto che sono in molti a scrivere di essere in arrivo da altre regioni: c’è chi dice di essere in viaggio da Milano, chi da altre città. Gli organizzatori di questa manifestazione non autorizzata hanno anche creato un gruppo pubblico su Facebook, dove ormai da qualche ora i partecipanti inviano foto e video di loro che si mettono in marcia verso Roma.
C’è anche chi si lascia andare a espressioni violente verso gli agenti o i politici, ma viene immediatamente fermato dagli amministratori: “Sarà una protesta pacifica”. E c’è anche chi si è premurato di comprare mascherine e guanti per tutti. “Rispettate il distanziamento”, dicono anche in alcuni volantini. E gli organizzatori lamentano anche la webcam di piazza San Giovanni sia stata disattivata per non mostrare le immagini della manifestazione. In effetti mentre scriviamo la webcam risulta offline.
Anche se fosse rispettato, però, spostarsi è ancora proibito fino al quattro maggio e anche gli assembramenti sono proibiti. “Ma le multe poi me le tolgono vero?”, si chiede una partecipante preoccupata. Eh sì, perché a quanto pare alcune di queste persone sono state fermate dalla polizia e multate per essersi spostate senza una delle motivazioni necessarie. “Certo, sono incostituzionali”, replica sicura un’altra utente.
Non è dato sapere quanti saranno i partecipanti, ma secondo quanto riporta il Corriere della sera la notizia di questa manifestazione non autorizzata è arrivata anche alle orecchie delle forze dell’ordine. La Questura avrebbe infatti intensificato i controlli intorno alla piazza e alle stazioni per intercettare chiunque provi a raggiungere San Giovanni.
Sabato 2 maggio 2020 alle 07:00:08
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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