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Fossa Combratta, il M5s: «Il nostro stop all'escavazione è un indirizzo politico»

Il Pd all'attacco: «Tutelare il monte Brugiana ma con altri strumenti»

LA CAVA NEL BOSCO
Fossa Combratta, il M5s: «Il nostro stop all´escavazione è un indirizzo politico»
Carrara - «L’ordine del giorno su Fossa Combratta che abbiamo presentato e approvato con i soli nostri voti in Consiglio comunale è l’indicazione dell’indirizzo politico che troverà compimento in futuro solo con i prossimi strumenti urbanistici. Ci siamo impegnati affinché in questi strumenti sia sancita la futura esclusione dell’area di Fossa Combratta da quelle destinate all’estrazione». In una nota il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Carrara spiega così la scelta di proporre e approvare l'ordine del giorno sullo stop all'escavazione nella "cava nel bosco" quella di Fossa Combratta che si trova sul monte Brugiana.

«Nel corso del dibattito in Consiglio – sottolineano i pentastellati – sono state dette probabilmente in modo strumentale molte “inesattezze” (per usare un eufemismo). Per questo vogliamo rispondere ad alcune affermazioni partite dai banchi dell’opposizione. Come detto, il nostro ordine del giorno è un’indicazione di indirizzo politico limitata alla cava in oggetto, non – come qualcuno ha detto - il primo passo verso la chiusura di tutte le cave. Fossa Combratta è infatti una realtà del tutto particolare, non assimilabile al resto delle cave, isolata rispetto agli altri bacini marmiferi e in un’area boschiva praticamente intatta su un versante del monte Brugiana. Bernardi dunque mente sapendo di mentire, e sorprende che lo stesso consigliere dopo aver presentato un’interrogazione sul transito dei camion a Torano trascuri il fatto che in un prossimo futuro l’attività di Fossa Combratta potrebbe comportare il passaggio di circa 1500 mezzi pesanti all’anno dai paesi di Bergiola e Bedizzano. Dopo l’ultima commissione marmo, dalla quale era uscita una sostanziale condivisione della nostra linea, ci ha sorpreso molto il dietro front dell’opposizione. Il Pd è sembrato letteralmente arrampicarsi sugli specchi. Lapucci – prosegue il M5s – dopo aver interpellato Legambiente, presentato una sua mozione e vestito i panni del paladino dell’ambiente, è stato protagonista di una clamorosa retromarcia. Anche gli inviti alla prudenza del consigliere Vannucci con inspiegabili riferimenti al piano di coltivazione (di cui nessuno ha mai parlato) sono suonati assurdi. Forse tutte queste prese di posizione, si capiscono alla luce delle parole della consigliera Andreazzoli, che durante il dibattito ha fatto esplicito riferimento alla diffida dei titolari dell’autorizzazione di Fossa Combratta. Un intervento che probabilmente è stato sufficiente a far cambiare completamente idea all’opposizione».

Sulla diffida della ditta nei confronti del Comune. «L’atto – affermano i pentastellati – è stato inviato via pec mercoledì pomeriggio quando gli uffici erano chiusi ed è stato consegnato ai consiglieri e all’amministrazione solo giovedì mattina. Abbiamo appreso della sua esistenza grazie alla consigliera Andreazzoli, - che evidentemente non ha bisogno del protocollo per apprendere le notizie - senza che però questo cambiasse la nostra posizione. Comprendiamo il tentativo dell’imprenditore di tutelare la sua attività, ma precisiamo che con il nostro ordine del giorno abbiamo voluto esercitare il mandato che ci hanno assegnato i cittadini, adempiendo alla nostra funzione di consiglieri comunali che prevede anche la prerogativa di compiere atti di indirizzo politico relativamente alla futura pianificazione del territorio. Approvare un ordine del giorno in cui scriviamo che “riteniamo opportuno perseguire la tutela ambientale e paesaggistica del Monte Brugiana in via preferenziale rispetto ad altre finalità” e in cui ci impegniamo “in sede di pianificazione territoriale a proporre la cessazione di ogni attività estrattiva nelle aree individuate” significa proprio esprimere la nostra sacrosanta visione attraverso un atto di indirizzo politico altrettanto sacrosanto sul futuro sviluppo del territorio».

L'ATTACCO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CARRARA
"Ancora una volta il Sindaco De Pasquale cerca di vendere alla cittadinanza una ricostruzione confusionaria e tendenziosa del dibattito che si è tenuto nel consiglio comunale scorso.
Un dibattito surreale al quale il sindaco o non ha partecipato o lo ha fatto a suon di “non so” o “risponderemo in futuro”. Ormai avere risposta chiara e nei termini corretti da parte di De Pasquale è diventato più difficile che far parlare il memorabile pappagallo di Portobello.
In compenso, come accaduto nel penultimo consiglio comunale, messo alle strette sull’elenco dei provvedimenti riguardanti il settore marmo appartenenti al lungo elenco di promesse elettorali disatteso, il Sindaco ha preferito abbandonare il Consiglio.
Il Partito Democratico, durante le commissioni consiliari, la discussione tra forze politiche che ha preceduto il Consiglio Comunale e durante le sospensioni del Consiglio stesso ha sempre dichiarato il proprio sostegno ad una programmazione che preveda la tutela dell’area del Monte Brugiana. Questo obbiettivo si persegue con atti concreti come ad esempio la predisposizione dei piani attuativi, strumento con il quale si possono programmare scelte di quel tipo e per la quale, l’Amministrazione cinque stelle è tutt’oggi inadempiente.
Abbiamo proposto di modificare l’ordine del giorno preservando la parte relativa alla tutela ambientale e alla programmazione futura, chiedendo di soprassedere sul dispositivo finale che , a nostro giudizio, si inseriva in maniera impropria all’interno di una procedura amministrativa (conferenza dei servizi)già in corso che non prevede nessun coinvolgimento diretto del Consiglio.
Non siamo stati ascoltati e la maggioranza ha licenziato un atto inidoneo a produrre effetti e che espone, come sempre i consiglieri a gravi rischi di natura patrimoniale
Del resto, tutto il percorso che ha preceduto la discussione in Consiglio Comunale è stato altamente irrituale ed ha visto addirittura la presenza attiva nella commissione competente di soggetti esterni in qualità di “aspiranti consulenti” e di “suggeritori” dei tecnici e dirigenti comunali presenti.
Da mesi, purtroppo, assistiamo al solito copione: la maggioranza approccia questioni delicate in maniera superficiale e propagandistica, le opposizioni cercano di dare un contributo di idee ricevendo di norma un rifiuto da parte della giunta che poi, puntualmente, deve correre ai ripari in maniera maldestra, come in occasione della famosa delibera delle tariffe e dei provvedimenti di chiusura delle cave gestiti in maniera approssimativa e a grave danno dei lavoratori."
Sabato 1 settembre 2018 alle 15:01:47
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