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Ultimo aggiornamento ore 22.33 del 18 Giugno 2019

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Fondazione Crc, il Comune verso l'azione legale contro le nomine

Il Consiglio comunale ha approvato una mozione ad hoc. Il sindaco De Pasquale: «Una partita giocata sulla pelle della nostra città. Portare Con-Vivere anche a Massa e in Lunigiana sarà un impoverimento per Carrara»

dopo l'elezione del presidente
Fondazione Crc, il Comune verso l´azione legale contro le nomine
Carrara - Il Comune di Carrara potrebbe presto intraprendere un'azione legale contro le nomine dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che ieri ha votato il suo nuovo presidente, Enrico Isoppi e il vice presidente, Sergio Chericoni.

Il Consiglio comunale svoltosi in serata ha, infatti, dato il via libera a una mozione presentata da Daniele Del Nero, capogruppo del Movimento 5 Stelle, in cui si invita il sindaco e la giunta a «dare incarico all'avvocatura di valutare se ci sono stati profili di illegittimità e in questo caso a ricorrere alle vie legali».

Nel documento presentato sono evidenziati tre punti che, secondo il gruppo di maggioranza, potrebbero pregiudicare la validità del voto, ovvero: 1) «il mancato rispetto delle norme statutarie e regolamentari in ordine alla rappresentatività di genere, tale da determinare ad oggi il mancato rispetto della soglia minima del 30% con tre sole rappresentanti donne su un Comitato di undici componenti (relativamente a tale irregolarità sarebbe stato già presentato un esposto al Mef da parte dell’onorevole Elena Emma Cordoni)»; 2) «il mancato rispetto delle norme statutarie e regolamentari in ordine alla nomina del presidente e del vice presidente, laddove tali norme impediscono chiaramente che la nomina possa avvenire il giorno stesso del primo insediamento del Comitato di indirizzo»; 3) «il paradosso logico rappresentato dalla presentazione delle candidature, da parte di almeno cinque componenti del Comitato, prima che sia stata conclusa la verifica dei requisiti per la nomina degli stessi a membri del Comitato».

La vicenda è stata oggetto della comunicazione del sindaco Francesco De Pasquale in apertura del Consiglio comunale di questa sera, mercoledì. Riportiamo di seguito l'intervento integrale.

Come tutti sapete ieri si è tenuta la votazione per il rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Purtroppo le nomine dimostrano che sono rimasti completamente inascoltati gli appelli al buonsenso lanciati nei giorni scorsi da questa amministrazione, affinché gli enti chiamati alla nomina rinunciassero alle candidature proposte in quanto esse erano in aperta violazione delle norme previste da Statuto e Regolamento sulla parità di genere ma anche perché quelle proposte rappresentavano un evidente tentativo della vecchia politica di restare aggrappata alle poltrone dopo la chiara richiesta di cambiamento lanciata dai cittadini alle ultime elezioni.
Evidentemente, mentre i cittadini si sono espressi chiaramente e a più riprese per il cambiamento e per la discontinuità nella gestione della cosa pubblica, alcuni centri di potere sono ancora sotto il giogo di chi per anni ha mal amministrato questa città ed ancora oggi non si rassegna ad andare in pensione. Mentre apprendiamo dalla stampa che sia la Camera di Commercio che l’Associazione Industriali prendono le distanze dalle nomine fatte ieri, e si dicono contrarie all’esclusione dei candidati dell’amministrazione dal vertice della Fondazione, non possiamo non chiederci a chi e a quali forze- o forse sarebbe meglio dire interessi - abbiano risposto gli esponenti del comitato di indirizzo.
Voglio ricordare che la nostra scelta di puntare su professor Roberto Verona, l’ingegner Michele Santini, l’avvocato Simona Ricci, la commercialista Marzia Grassi ha coniugato sia la ricerca di professionalità e competenza con la richiesta di cambiamento degli elettori, essendo questi volti nuovi slegati dalle logiche di partito da sempre alla base della spartizione delle poltrone.
I nostri candidati, che ringraziamo per la disponibilità e per il lavoro svolto, ci raccontano di una votazione avvenuta in un clima di grande tensione nel corso della quale anche l’organo di controllo – chiamato a vigilare sul rispetto delle regole – non sarebbe stato poi così super partes. In attesa degli accertamenti che sicuramente ci saranno sul rispetto di Regolamento e Statuto, una riflessione politica su quanto accaduto è doverosa.
Leggendo le dichiarazioni pubblicate oggi sulla stampa locale è evidente che la partita è stata giocata sulla pelle della nostra città. Proprio mentre le risorse a disposizione della Fondazione sono in picchiata, i nuovi vertici aprono all’idea di “allargare i confini di Con-Vivere e la durata del festival anche su Massa e sulla Lungiana”. Ci domandiamo quali saranno le conseguenze di questa annunciata uscita dai confini del territorio comunale. Le risorse sono sempre meno e questo ci lascia supporre che ci sarà un più che prevedibile impoverimento dell’offerta su Carrara. La sete di potere dunque ha prevalso non solo come abbiamo già avuto modo di dire - in riferimento alla rappresentanza di genere - sul rispetto delle norme ma anche sull’attaccamento e sulla tutela dell’interesse della propria città.
Rammentando quanto accaduto in passato in questa provincia, non si tratta certo di una novità. Quando i cittadini sono stati chiamati a esprimersi hanno dato chiara indicazione di dare un taglio netto rispetto a queste logiche e hanno chiesto trasparenza e rispetto delle norme. In qualche bel palazzo questo messaggio evidentemente non è ancora arrivato ma sarà cura di questa amministrazione ribadirlo ogniqualvolta ne avrà la possibilità.
Mercoledì 9 gennaio 2019 alle 22:43:32
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