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Ultimo aggiornamento ore 12.49 del 14 Novembre 2018

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Cave, rischio decadenza e regole sui confini: Trivelli scrive alle imprese

L'assessore al marmo di Carrara: «Ecco come funziona la norma transitoria»

MODIFICHE IN VIGORE DA VENERDì
Cave, rischio decadenza e regole sui confini: Trivelli scrive alle imprese
Carrara - L’assessore al Marmo Alessandro Trivelli, con la collaborazione del settore, ha inviato una lettera a tutti i gestori delle cave di marmo di Carrara per illustrare loro i dettagli della norma transitoria approvata dal Consiglio Regionale lo scorso 26 settembre. Nello specifico si tratta dell’articolo l’art. 58 bis della Legge regionale 35/15, che entrerà ufficialmente in vigore venerdì 26 ottobre e che ha come oggetto le “disposizioni transitorie per il sanzionamento di difformità volumetriche sino all’approvazione dei piani attuativi dei bacini estrattivi”.

Il provvedimento è già stato illustrato sulla stampa e in occasione di un incontro a Palazzo Ducale alla presenza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Con la lettera l’amministrazione vuole assicurare un’informazione capillare e puntuale in modo che tutti i gestori siano al corrente delle disposizioni.

«La norma è frutto di un dialogo tra enti che ha visto il Comune di Carrara come immediato promotore del confronto posto che, a seguito di un recente parere dell’avvocatura regionale e su impulso del Corpo Forestale dei Carabinieri, si profilava all’orizzonte il dover procedere a revoca sia dell’autorizzazione che della concessione per le attività incorse in difformità superiori ai 1000 metri cubi, con ovvie ricadute sia sul piano occupazionale che di indotto. La nostra amministrazione ha lavorato con l’obiettivo di fornire contributi condivisi sull’elaborazione della norma, nel rispetto dei principi di salvaguardia della sicurezza sui luoghi di lavoro, dell’ambiente e di tutela dei livelli occupazionali. Buona parte di questi contributi sono stati recepiti» ha ricordato l’assessore Trivelli.

La lettera inviata ai gestori spiega che gli interventi svolti in difformità dal progetto autorizzato, superiori a 1000 metri cubi sono considerati varianti sostanziali ai sensi dell’art. 23 della L. 35/2015. Conseguentemente vengono applicate la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 52 c. 4 L. 35/15 e la sanzione amministrativa della sospensione dell’attività estrattiva e della decadenza dall’autorizzazione e dalla concessione.

Per quanto riguarda il merito dll’articolo 58 bis, si precisa che fino all’approvazione dei piani attuativi dei bacini estrattivi e comunque non oltre il 5 giugno 2019, le cave che abbiano effettuato difformità superiore a 1000 metri cubi in epoca antecedente l’entrata in vigore della legge, non incorreranno nella decadenza dall’autorizzazione e dalla concessione, ma verranno sanzionate attraverso un’ordinanza comunale, che, previa presentazione di una perizia giurata attestante la realizzazione della difformità prima dell’entrata in vigore della norma, inibisce di estrarre materiale dall’area difforme, sospende l’intera attività di escavazione e applica la sanzione di cui all’art. 52 c.4 L.R. 35/15.

Le imprese saranno tenute a presentare un progetto di messa in sicurezza e di risistemazione ambientale, che il Comune dovrà approvare entro 60 giorni, fermi restando i termini previsti per il rilascio di autorizzazioni o atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa statale di riferimento. Una volta approvato il progetto ed eseguite le opere di messa in sicurezza l’attività estrattiva potrà essere ripresa ma non nell’area oggetto di difformità. La risistemazione ambientale dovrà essere eseguita entro 180 giorni dall’approvazione del progetto; in difetto verrà applicata la sanzione più grave della decadenza. Successivamente, una volta adempiuto agli obblighi di cui al progetto approvato, le imprese potranno richiedere di riattivare la lavorazione anche nell’area oggetto della difformità nei limiti e alle condizioni previsti dal Piano di indirizzo territoriale (PIT).

Qualsiasi difformità al progetto di coltivazione superiore a 1000 metri cubi che verrà eseguita in epoca successiva all’entrata in vigore dell’art. 58 bis, incorrerà nella più grave sanzione della decadenza dall’autorizzazione e dalla concessione.
Mercoledì 24 ottobre 2018 alle 13:39:41
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