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Assemblea permanente: "I carraresi vogliono veramente cambiare?"

A 31 mesi dalla formazione, i membri dell'assemblea si dichiarano "attoniti" dai risultati elettorali

Assemblea permanente: `I carraresi vogliono veramente cambiare?`
Carrara - L'Assemblea permanente ha diffuso un comunicato in cui si esprime disappunto per i risultati della ultima tornata elettorale. L'organismo si è costituito dopo l'occupazione del Comune seguita all'alluvione di novembre 2014, scegliendo lo stesso nome che i cittadini si diedero per la lotta contro la Farmoplant.

"Chiudere con questa amministrazione – si legge nella nota – che ha portato Carrara ad essere un “non-luogo” non avrebbe soltanto interrotto un ciclo. Avrebbe dimostrato palesemente la presa di coscienza dell’individualità civile di ogni singolo cittadino. Invece – e purtroppo – sommando i punteggi della “sinistra à trois” si ottiene un tristissimo risultato. E tutto per arrivare ad un ballottaggio? Ma come è possibile?"

"Domandiamoci – prosegue il comunicato – se ambiamo a detenere ancora tutti questi record: essere il secondo Comune più indebitato d’Italia, con ben 180 milioni di debito; avere un’incidenza di malattie oncologiche fra le più alte d’Italia; essere il secondo Comune con il più alto tasso di vittime accertate di mesotelioma pleurico attribuito alle scellerate lavorazioni di materiali tossici – con siti tuttora da bonificare nella zona industriale – e alla massiccia presenza di polveri sottili nell’aria; avere avuto 4 alluvioni in undici anni, causate dal dissesto idrogeologico a monte e alla mancata manutenzione dell’alveo e degli argini di torrenti e canali; avere la strada dei Marmi costata 119 milioni di Euro (dei quali 22 stanziati dai fondi Europei e 97 sulle spalle dei carraresi, ndr); il caso “black marble” o quello della “tassa marmi” che ha portato la Procura a chiedere il rinvio a giudizio (per abuso di ufficio) di politici, funzionari e imprenditori accusati di aver abbassato i tributi addirittura di 10 volte rispetto al minimo consentito; avere una “coltivazione” del marmo selvaggia e non regolamentata, che favorisce l’economia dei pochi impoverendo l’introito nella città".

"Noi ci sentiamo stanchi – si legge oltre – Non sopportiamo più sulle nostre spalle l’incapacità di questi individui, che non hanno minima coscienza delle brutalità da loro inflitte alla nostra povera Carrara, città martire e depredata nell’anima. E ancora vogliono sedersi lì tra le file del potere, arroccati ad esso ed imperterriti come unica celebrazione del proprio ego. Non sopportiamo più neanche il clientelismo, la promessa di un alloggio popolare o di un posto di lavoro in cambio di un voto, e tutte quelle azioni volte a mantenere ancora le terga sugli scranni comunali. Il nostro impegno da sempre è mandarli a casa. E non solo Zubbani ma anche individui come Roberta Crudeli, Cristiano Bottici, Giuseppina Andreazzoli, Leonardo Buselli, o Massimiliano Bernardi. Non sono nomi citati a caso: erano facenti parte della giunta Zubbani e saranno dentro in un’eventuale giunta Zanetti. Piaccia o meno".

"Il dubbio che il prossimo sindaco possa riuscire a svegliare Carrara da questo stato catatonico è oggettivo e trasversale. D’altro canto, proporre una squadra con elementi che hanno già dimostrato quantomeno la propria incompetenza – se non peggio – non può che dare delle certezze per l’avvenire. Negative, ovviamente. Si confida nella memoria cittadina, per ottenere un futuro migliore. Soprattutto per i nostri figli e nipoti. Carrara Assemblea Permanente, indipendentemente dai risultati di questa campagna elettorale, continuerà il proprio percorso di denuncia e di proposta. Sempre e per sempre a difesa della città," conclude il comunicato.
Giovedì 22 giugno 2017 alle 22:42:48
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