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Ultimo aggiornamento ore 12.02 del 22 Agosto 2019

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«Togliete le palme, reimpiantate i pini». La proposta di Legambiente al Comune

L'associazione ambientalista ha presentato un dossier sulle alberature cittadine e lancia l'allarme: «Non ci sono solo i pini di viale Colombo»

«piante in salute»
Carrara - «A seguito della richiesta dell’assessore Andrea Raggi di proporre specie sostitutive per i pini su alcune alberature stradali, Legambiente ha consegnato una corposa relazione che, estendendosi alle principali alberature di Carrara, evidenzia situazioni di grave deperienza a carico di ippocastani, lecci e tigli, indeboliti da potature drastiche (conseguenti a distanze d’impianto troppo ravvicinate)». Lo afferma Legambiente Carrara che interviene per chiedere all'amministrazione di intervenire per riqualificare le alberature delle strade di Carrara. L'associazione ambientalista questa mattina, lunedì, ha consegnato un corposo dossier al sindaco Francesco De Pasquale e agli assessori Raggi e Sarah Scaletti (ambiente) nel quale si chiede anche di rimuovere le palme appena piantate e il reimpianto dei pini.

«Considerate le funzioni fondamentali delle piante per la vivibilità del pianeta e della città – affermano gli ambientalisti – e l’importanza di gestire con la massima cura il patrimonio del verde pubblico, Legambiente avanza una proposta di riqualificazione delle intere alberature di Carrara e invita il comune ad assegnare l’incarico di redazione di un vero piano del verde pubblico e, nell’immediato, ad investire nella formazione professionale degli addetti alla manutenzione del verde. A giudicare dai contenuti e dalle proposte per le singole strade, la richiesta a Legambiente si è rivelata un boomerang per l’assessore. Infatti, se per realizzare il parcheggio auto sul marciapiede del viale Colombo, l’assessore ha già eliminato un primo lotto di pini sostituendoli con palme Washingtonia e intende proseguire eliminandoli tutti, Legambiente, al contrario, propone l’eliminazione della sosta auto dai marciapiedi, la rimozione delle palme appena piantate e il reimpianto di pini con alcuni accorgimenti per renderli ancora più maestosi e contenere al minimo il dissesto delle pavimentazioni».

«Oltre a motivi funzionali (un marciapiede ombreggiato da pini è certamente più fruibile di uno assolato con palme), Legambiente, considerato che le pinete, per noi così familiari, sono assenti in tutta Europa (ad eccezione di Spagna e Italia), ritiene irrinunciabile il valore identitario dei pini sul viale Colombo. Essi, infatti, comunicano al cittadino europeo che scende in Italia questo messaggio: "Benvenuto a Carrara. Questa è la prima città in cui incontri le pinete. Hai il privilegio di star entrando in Toscana, la regione che ospita oltre la metà delle pinete dell’Italia, la patria del pino domestico. Goditi il suo incomparabile valore paesaggistico e la lunga storia che ti racconta" (a partire dalle pinete romane –impiantate per la costruzione di navi– per arrivare a quelle piantate a scopo di bonifica e, poi, per l’industria dei pinoli, di cui la Toscana è stata a lungo il massimo produttore mondiale). Per ragioni analoghe, ritiene necessario mantenere i pini lungo la via Aurelia (ripiantando i numerosi esemplari mancanti), rispettandone così l’unitarietà, fino a Roma».

«La salita di San Ceccardo – prosegue Legambiente – per segnalare il suo ruolo di ‘porta di ingresso’ al centro città, richiede un’alberatura molto importante; dal punto di vista paesaggistico, dunque, i pini sarebbero appropriati. Tuttavia, visto che diversi pini sono inclinati con propensione all’instabilità e che il dissesto del manto stradale rende la discesa pericolosa per gli scooteristi, Legambiente ne propone la sostituzione con roveri, alberi possenti, rustici, di grandi dimensioni, chioma spettacolare, radici profonde e molto stabili. Ritenendo fuorviante l’alternativa pini sì/pini no che ha suscitato tante polemiche, si è posta il quesito “pini: dove e perché?”, chiedendosi per ciascuna strada quale fosse il valore prevalente: ornamentale, funzionale (es. ombreggiamento), paesaggistico, identitario. Per le strade generiche ha ritenuto prevalenti gli aspetti pratici: valore ornamentale, spazio disponibile, funzione ombreggiante, antipolveri, antirumore e il contenimento dei costi di impianto e manutenzione. In queste strade, dunque, i pini che creino dissesti particolarmente accentuati delle pavimentazioni o che abbiano problemi di malattie o instabilità possono essere liberamente sostituite da altre specie più idonee. Per la prima parte di via Don Minzoni, ad es., viene proposto l’impianto di siliquastri (dalle splendide fioriture) nei tratti sprovvisti di alberatura e al posto dei pini (molti dei quali inclinati)».

«Il viale XX Settembre, in quanto strada urbana di collegamento tra la città e il mare – dice infine – richiede alberi di dimensioni sufficientemente grandi (tigli, lecci, ippocastani, pini, platani, bagolari), preferibilmente disposti in più tratti omogenei. La relazione, tuttavia, non si limita ai pini, ma segnala un serio stato di deperienza, particolarmente esteso sul viale XX Settembre, a carico dei tratti a ippocastani, lecci e tigli, spesso ridotti a scheletri viventi. Tale stato viene attribuito a un originario errore progettuale: le distanze d’impianto troppo ravvicinate (per ottenere il verde ‘pronto effetto’) hanno impedito il pieno sviluppo delle chiome, costringendo a contenerle con potature drastiche che, oltre a deturpare l’aspetto ornamentale, riducono la capacità di rispondere agli stress ambientali e sono la via di penetrazione di infezioni fungine e batteriche. Ne discende quindi tutta una serie di indicazioni per una radicale riqualificazione del viale comprendente una riprogettazione delle alberature con esemplari ben distanziati, così da consentire il pieno sviluppo della chioma, evitare le potature drastiche, e ottenere finalmente piante belle e in piena salute. Per altre strade vengono date indicazioni specifiche: ad es. il reimpianto di un filare di tamerici sul lato mare di viale Colombo (dal porto al cantiere navale) e sul viale Vespucci, le cui tamerici sono state ridotte in condizioni veramente pietose da capitozzature e potature scriteriate».
Lunedì 12 agosto 2019 alle 15:26:11
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