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«La nuova tassazione sul marmo è frutto di un accordo»

Duro attacco del PD, che chiede le dimissioni di assessore e dirigente: «Una scelta politica»

«La nuova tassazione sul marmo è frutto di un accordo»
Carrara - Si riaccende lo scontro sulla tassazione del marmo Sulla delibera del 23 marzo, con la quale veniva stabilito di mantenere la tassazione del marmo inalterata per il prossimo biennio, si era scatenata la bufera. La maggioranza aveva dapprima rispedito al mittente la mozione dell’opposizione che ne chiedeva il ritiro. Poi è tornata sui propri passi, ritirandola in autotutela e sostituendola con la delibera del 28 aprile, che aumenta del 5% il valore medio dei materiali. Ora il PD chiede le dimissioni di assessore e dirigente: quest’ultimo, ha affermato il sindaco in un’intervista, avrebbe cambiato opinione sulla regolarità dell’atto. “Affermazioni ridicole – commenta il segretario Gianluca Brizzi – Quella di non effettuare il procedimento per rideterminare la tassazione è stata una scelta politica. Quando il sindaco afferma che la delibera gli è stata sottoposta con un parere di legittimità, sta mentendo. Nel momento in cui il PD ha evidenziato l’irregolarità dell’atto, i 5 stelle hanno costretto il proprio gruppo consiliare a votare contro la mozione. A distanza di dieci giorni, è la stessa giunta a smentire il proprio gruppo consiliare. Senza l’annullamento avrebbero esposto la maggioranza ad eventuali azioni di responsabilità.”

De Pasquale ha inoltre affermato di avere le mani legate per via del ritardo della legge regionale. La Regione lo ha smentito: “Da parte nostra nessun ostacolo”. “L’addossamento di responsabilità alla Regione – commenta Brizzi – all’osservatorio dei prezzi e alla tracciabilità è un leitmotiv che ritroviamo persino nei testi delle delibere. La tracciabilità non c'entra con le tariffe. Ricordo poi che l'idea pentastellata contemplava l'autocertificazione. Quanto all'osservatorio dei prezzi: la nostra proposta è che sia un soggetto terzo rispetto ai controllati.”
La legge regionale potrebbe vedere la luce già il mese prossimo. “Siamo andati in Regione a sollecitarla, ci hanno risposto che dovrebbe essere pronta a Giugno – spiega Cristiano Bottici – abbiamo chiesto che lasci il più possibile libere le mani dell’amministrazione. Deve avere la possibilità di scrivere nel regolamento degli agri marmiferi quello che ha sempre sostenuto.”

I democratici non hanno dubbi: “Siamo passati da un accordo secco – afferma Brizzi – che non contemplava alcun un procedimento, a un compromesso al ribasso. Quando i 5 stelle hanno presentato la prima delibera, dicevano che non c'era stato tempo per l'istruttoria. In una settimana ricca di festività, invece, sono riusciti a stabilire che tutti i materiali sono aumentati indistintamente del 5%. Non ci stupiremmo se nei prossimi mesi fossero mostrate ulteriori «sensibilità» rispetto alle iniziative dell'assessorato alla cultura,” commenta il segretario, alludendo forse agli industriali. E punta il dito su alcune assenze che definisce “sistematiche”: sia il 23 marzo che il 28 aprile l’assessora all’ambiente Sarah Scaletti che l’assessora al sociale Anna Lucia Galleni non sedevano in giunta. Il segretario prosegue: “Parliamo di circa 20 milioni di introiti, un sindaco che risponde «no comment» ha dell’incredibile. Sembra dirci che la nuova delibera porterà ulteriori contenziosi. Sarà retroattiva? Non lo sappiamo. Nel testo è scritto che la precedente era una proroga, ma non è così. Se una cosa del genere l'avesse fatta l'amministrazione precedente ci sarebbe stato un sollevamento popolare. Qui sfumano entrate milionarie e tutto passa sotto silenzio.”

Bottici pone il problema del «procedimento lampo»: “La nuova delibera sui prezzi è stata fatta in tre giorni. Prima la maggioranza descriveva l'istruttoria come un'impresa impossibile, senza le competenze di Marco Tonelli. Il procedimento prevede due momenti fondamentali: l’indagine di mercato e la ricognizione cava per cava. I sopralluoghi sono stati effettuati?"

“Il sindaco ha la memoria corta – osserva Roberta Crudeli – nei 5 anni passati affermava che per sciogliere il nodo beni estimati fosse sufficiente una delibera. Avremmo potuto segnalare il problema dopo lo scadere dei termini, ma abbiamo agito diversamente per il bene di Carrara, perché vogliamo fare un'opposizione costruttiva. Chiediamo le dimissioni sia dell’assessore Trivelli che del dirigente Fini, se davvero hanno commesso le inadempienze che l'amministrazione ha descritto.”

Venerdì 4 maggio 2018 alle 14:13:04
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