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Un (bel) pezzo di Carrara nel mare di Savona

È anche questo il nuovo terminal del porto di Vado Ligure, inaugurato pochi giorni fa e che servirà al carico e scarico di container. Il riempimento arriva dalle cave (e dal porto) di Carrara

800mila tonnellate
Un (bel) pezzo di Carrara nel mare di Savona
Carrara - Un (bel) pezzo di Carrara nel mare di Savona. È anche questo il nuovo terminal del porto di Vado Ligure, inaugurato pochi giorni fa e che servirà al carico e scarico di container. Apm Terminals, questo il nome, è la più importante infrastruttura portuale realizzata in Italia da decenni a questa parte, che va a completare un investimento complessivo di circa 450 milioni di euro, di cui 180 milioni da parte di Apm Terminals, 43 dei quali in project financing. Il committente dell’opera è l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che ora ne affiderà la gestione proprio ad Apm Terminals per i prossimi 50 anni.

Ma veniamo a Carrara, in particolare alle sue cave e al suo porto. Infatti sono questi gli snodi principali che hanno permesso il riempimento del nuovo scalo portuale. Un progetto che a maggio scorso, quando era in via di conclusione, fu descritto come un esempio di economia circolare a tecnologia avanzata per riutilizzare le terre derivanti dall'attività estrattiva. Un'operazione dell’azienda carrarese di costruzioni San Colombano Spa che riguarda il riutilizzo di materiali di scarto delle cave per riempimenti portuali. Per arrivare al risultato sono stati necessari duecento viaggi di camion al giorno dalle cave al porto, 5-6mila tonnellate di terre trasportate al giorno per un totale di 800mila tonnellate.

Nello specifico, l’operazione ha permesso di riutilizzare una ingente quantità di materiale trasportato via camion dai bacini marmiferi al porto di Marina di Carrara, presso il terminal Mdc della Dario Perioli Spa. Oltre a San Colombano e Perioli, questo progetto si era concretizzato in breve tempo grazie alla collaborazione di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Comune di Carrara e Confindustria Livorno Massa-Carrara.

Uno degli aspetti che ha più soddisfatto gli attori del progetto ha riguardato il trasporto dal monte al porto. Infatti, inizialmente, i timori erano che i duecento camion aggiuntivi quotidiani che sarebbero arrivati a Marina, avrebbero causato disagi da un punto di vista acustico e ambientale ma così non è stato. Questo perché sono state utilizzate tecnologie che permettono ai camion, attraverso un sistema di lettura targhe, di accedere al porto immediatamente senza sostare all’esterno dello scalo.

IL TERMINAL
Tornando al porto ligure, Vado Gateway è un terminal semi-automatizzato e va a potenziare in modo significativo la competitività del sistema portuale ligure ed italiano. Inizialmente potrà operare su una prima parte di banchina di 450 metri, ma già dal luglio 2020 si potranno sfruttare tutti i 700 metri che la compongono. Con fondali a filo banchina di 17.25 metri e un’altezza di ben 4.5 metri sopra il livello del mare, Vado Gateway potrà accogliere ed operare senza limitazioni anche le “grandi navi” di ultima generazione (Ulcs – Ultra large container ships). La holding che lo gestisce è composta da Apm Terminals col 50,1%, insieme ai cinesi Cosco Shipping Ports col 40% e Qingdao Port International, con il 9,9%. Apm Terminals è una multinazionale con sede centrale all’Aia, in Olanda, attiva nella gestione di terminal container.
Lunedì 16 dicembre 2019 alle 12:59:53
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