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Ultimo aggiornamento ore 13.29 del 19 Novembre 2018

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Tariffe del marmo, si riaccende lo scontro in commissione

Trivelli: «Valore medio confermato in vista di future modifiche». Bottici: «Delibera politica»

Tariffe del marmo, si riaccende lo scontro in commissione
Carrara - Una commissione marmo molto accesa, quella di giovedì 7 giugno, che ha visto maggioranza e opposizione tornare a scontrarsi sulle tariffe. Ripercorriamo brevemente la vicenda: l’amministrazione, dopo aver annullato in autotutela le delibera numero 132 del 23 marzo con la quale aveva stabilito di mantenere la tassazione del marmo inalterata per il prossimo biennio, con nuova delibera del 28 aprile ha aumentato del 5% il valore medio di mercato dei materiali da taglio. La prima delibera era stata duramente contestata dall’opposizione e in particolare dal Partito Democratico, poiché il regolamento degli agri marmiferi prevede una rideterminazione biennale dei canoni soggiacente a procedimento istruttorio.

L’assessore Alessandro Trivelli così ha ricostruito l’iter seguito dall’amministrazione: “Siamo al lavoro su tracciabilità e osservatorio dei prezzi. In vista delle modifiche che andremo a fare, prima c’è stata un’ipotesi di conferma del valore medio di mercato.” Ratificato dalla prima delibera. “Poi è stata avviata l’attività istruttoria per vedere eventuali dati che potessero farci pensare a una determinazione dei prezzi.” Così si è arrivati alla seconda delibera. Il dirigente Franco Fini ha letto la relazione frutto dell’istruttoria.

Il consigliere democratico Cristiano Bottici ha espresso alcune perplessità sulla procedura: “La proroga secca della merceologica è in linea con quanto detta il regolamento? Gli anni precedenti era stato fatto un sopralluogo cava per cava. Un procedimento debole renderebbe difficile per il Comune difendersi da eventuali ricorsi.”

Tutte le cave hanno avuto la proroga con una condizione, ha spiegato Giuseppe Bruschi dell’ufficio marmo: “Qualora una cava faccia una variante la proroga decade, si torna in cava e si rivaluta la scheda.” Con un’ulteriore precisazione: “L’articolo 10 bis del regolamento prescrive i sopralluoghi in cava solo qualora sia ritenuto opportuno.”

Per il vicesindaco Matteo Martinelli si tratta di atti ad elevata conflittualità: “I contenziosi vertono principalmente sulla legittimità del contributo regionale. Se il castello costruito dalla legge regionale n. 35 del 2015 crollasse emergerebbero grosse criticità. È compito del consiglio preoccuparsi che procedimento venga tenuto in modo da scongiurare un contenzioso amministrativo.” Insomma i dubbi del vicesindaco vertono sulla forma stessa del procedimento. “Non sarà perfetto – ha osservato Bottici – ma nemmeno alla cieca. L’aumento del 5% delle tariffe comporterà circa 2 milioni in più d’incasso”.

Bottici condivide la preoccupazione di evitare i contenziosi, ma contesta il nuovo sistema di tracciabilità: “Se coi controlli blocco per blocco l’autocertificazione passa in mano agli industriali, non capiamo come si possa intervenire sul controllo. Il procedimento in essere non è perfetto, ma non è alla cieca.” Il consigliere d’opposizione Massimiliano Bernardi ha sollevato la proposta un tavolo permanente con gli industriali.

Gianluca Brizzi, segretario del Partito Democratico di Carrara, aveva espresso il timore che la tassazione fosse frutto di un accordo. Trivelli ha affermato: “Darci dei collusi con gli industriali e menzionare insieme la carta di Pisa significa muovere un’accusa implicita ma grave. Con gli industriali abbiamo solo avuto dei colloqui naturali.” I democratici avevano parlato anche del rischio di danno erariale. Sul punto Trivelli risponde: “La Corte dei conti dovrebbe avere uno strumento per determinare valore medio di mercato: altrimenti come può certificare un danno erariale?”

Per Bottici la prima delibera era “nettamente politica”: “Nel testo della delibera il regolamento degli agri marmiferi viene subordinato all’istituzione dell’osservatorio marmi e alla definizione del sistema di tracciabilità, ancora in essere. Non si trattava di una proroga: venivano confermate delle tariffe in attesa che fossero riviste. Nel momento in cui abbiamo sollevato un principio di legittimità, chiedendo se fosse stato seguito il procedimento previsto, è stata pubblicata la seconda delibera in cui si è tenuto conto dell’istruttoria, al di là di intendimenti politici. Scaricare sull’ufficio responsabilità di delibera politica è stato fatto dalla maggioranza. Se avessimo voluto creare un problema avremmo sollevato il problema della legittimità il 3 di maggio, quando dirigente non avrebbe avuto più tempo per l’istruttoria. Che ci sarebbe stato un danno erariale lo avete ammesso voi, confermando che il valore medio dei materiali è aumentato del 5%”.
Venerdì 8 giugno 2018 alle 09:17:28
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