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Ultimo aggiornamento ore 13.33 del 24 Settembre 2018

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Più controlli, diminuiscono le terre alle cave. Esaminati i bacini di Torano e Pescina

Otto cave sanzionate. Trivelli: "Inseriremo obbligo di piano di gestione detriti in regolamento agri marmiferi"

Più controlli, diminuiscono le terre alle cave. Esaminati i bacini di Torano e Pescina
Carrara - Giro di vite sulle terre stoccate alle cave. Da settembre scorso sono stati eseguiti due controlli a settimana, rispettivamente da un funzionario dell'ufficio Marmo e da uno del settore Ambiente, per valutare le condizioni dei luoghi e rilevare possibili criticità idrauliche. I due uffici avevano intimato la rimozione di 200mila tonnellate di terre, pena sanzioni e misure amministrative. Ad oggi sono state esaminate 48 cave: la ricognizione del bacino di Torano e di quello di Pescina è ormai quasi completa. Questa la ricostruzione fatta da Laura Oberti, dipendente dell’ufficio ambiente, in commissione marmo, oggi presieduta da Stefano dell’Amico al posto di Nives Spattini, alla presenza dell’assessore Alessandro Trivelli.

“Abbiamo abbiamo chiesto ad almeno sette cave di attuare accorgimenti precisi per evitare il dilavamento dei depositi – ha spiegato Oberti – molte erano in regola col piano, a quelle che non lo erano abbiamo raccomandato di evitare le contropendenze e spostare il deposito dei detriti. Abbiamo trovato due ravaneti non conformi al progetto di messa in sicurezza presentato e approvato. Otto cave sono state sanzionate, una addirittura con la sospensione dell’autorizzazione. Oberti ha assicurato che le pene pecuniarie sono particolarmente pesanti e vanno dai 5mila ai 25mila euro (50mila nel caso di sospensione della concessione). "Da quando abbiamo intrapreso i controlli le terre sono sensibilmente diminuite, nel 2017 sono state rimosse circa 144mila tonnellate.”

“Le prime sanzioni erano già partite a settembre, con l’inizio dei sopralluoghi,” prosegue Oberti. I primi controlli avevano riscontrato irregolarità rispettivamente in una cava a Ravaccione e una ai ponti di Vara. Nel primo caso il problema sembra essersi risolto; i proprietari della cava ai Ponti di Vara stanno rimuovendo ingenti quantità di terre e hanno chiesto una proroga. Dovrebbero impegnarsi a rispettare i tempi con una fideiussione di almeno un milione di euro.

“Vorremmo inserire tra gli obblighi al carico del concessionario quello di un piano di gestione dei detriti in regolamento agri marmiferi,” ha dichiarato Trivelli.

Giovedì 22 febbraio 2018 alle 19:00:00
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