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Ultimo aggiornamento ore 12.49 del 14 Novembre 2018

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Piano cave: in 20 anni saranno estratti 31 milioni di metri cubi

Se n'è discusso nella commissione consiliare del Comune di Carrara in relazione alle previsioni regionali sul distretto apuo-versiliese

il futuro del marmo
Piano cave: in 20 anni saranno estratti 31 milioni di metri cubi
Carrara - Il piano regionale delle cave torna al centro del dibattito sul lapideo. Due i punti che piazza 2 Giugno intende mettere in discussione: la resa estrattiva, che col nuovo testo passa dal 20 al 30%, col 30% dei blocchi rispetto al battuto, e la previsione della quantità di materiale escavato per i prossimi vent’anni, che tiene conto solo dello stato attuale della produzione. “La scorsa settimana l’amministrazione è stata invitata a Firenze, dove ha seduto a un tavolo di concertazione sul piano cave". Lo ha riferito l’assessore Trivelli nel corso dell'ultima commissione marmo; Giuseppe Bruschi e Massimo Dell’Amico dell’ufficio marmo si sono invece curati d’illustrare le possibili criticità del piano. L’adozione del Prc è prevista per dicembre 2018; dopo l’approvazione, il Comune ha a disposizione un anno per adeguare il piano operativo comunale e due per adeguare il piano strutturale. Nel frattempo, visto che gli uffici sono già al lavoro sui piani attuativi dei bacini estrattivi per il prossimo giugno, dovranno senz’altro tenere conto delle prescrizioni contenute nel testo.

Il piano cave formula una stima dei fabbisogni delle varie tipologie di materiali su scala regionale, individua i comprensori e al loro interno i giacimenti potenzialmente escavabili. Per ciascun comprensorio sono definiti gli obiettivi di produzione sostenibile: per il bacino apuo-versiliese sono 31 milioni di metri cubi in 20 anni. Il piano operativo, inoltre, consentirà nuove autorizzazioni solo solo se i quantitativi minimi da destinarsi esclusivamente alla trasformazione in blocchi e lastre saranno non inferiori al 30% della produzione. Un quantitativo che per alcune cave potrebbe essere difficile da raggiungere, commenta Trivelli, a seconda della maggiore o minore compattezza del materiale.

Piazza 2 Giugno ha facoltà d’inviare osservazioni al piano in una decina di giorni, prima che partano i tavoli tecnici. “Chiederemo una valutazione di sostenibilità della percentuale richiesta – afferma Trivelli – ci possono essere bacini in cui il raggiungimento della quota del 30% potrebbe essere problematica.” In ultimo, le previsioni sull’escavato nei prossimi vent’anni si basano sulla media dell’ultimo quinquennio, senza contemplare una prospettiva di crescita: “Ogni cinque anni il comune è tenuto al raggiungimento delle percentuali dei volumi assentiti – commenta l’assessore – potrebbe essere un’occasione per fare le opportune variazioni.”
Martedì 16 ottobre 2018 alle 15:24:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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