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Marmo, le aziende tentano di ricucire con la città | Video

Presentato il bilancio di sostenibilità: dal 2001 a oggi l'estratto è calato del 37% mentre il 40% è lavorato 'in loco'. Mezzo miliardo di euro la ricaduta sulla provincia

Marmo, le aziende tentano di ricucire con la città<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/Erich-Lucchetti-sul-Bilancio-di-10.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>
Carrara - Dal 2001 a oggi l’estrazione del marmo a Carrara è calata del 37%, fino ad arrivare al livello attuale di circa 3,3 milioni di tonnellate annue. È questo uno dei dati contenuti nel primo bilancio di sostenibilità del settore lapideo presentato da Confindustria Livorno-Massa-Carrara.

“Un’operazione trasparenza che rappresenta una svolta storica per il nostro territorio” ha detto Erich Lucchetti, il presidente della delegazione degli industriali di Massa-Carrara. Il bilancio di sostenibilità è un report del settore rivolto ad aziende, sindacati, associazioni, enti pubblici, ordini professionali, che vuol comunicare alla comunità locale il ruolo sociale svolto dalle aziende del lapideo all’interno della comunità.

A presentare i dati, Andrea Mezzadri, docente di economia aziendale all’Università Cattolica di Milano, che ha svolto lo studio commissionato ad Altis, l’Alta scuola di impresa e società dell’ateneo lombardo.

Tra gli altri dati, sicuramente degni di nota, va segnalato, oltre al calo della produzione generale di marmo, anche quello di blocchi estratti: -15% sul 2001. Un settore quello lapideo che pesa sul prodotto interno lordo provinciale per il 13% con 5mila addetti diretti e indiretti e 3mila nell’indotto. Interessante anche il dato sulla cosiddetta ‘lavorazione in loco’: oltre il 40% dei blocchi è lavorato in provincia. E, a proposito di lavorati, nel suo report Confindustria ha voluto evidenziare che il 35,7% dell’export nazionale di prodotti lapidei proviene dal territorio apuano. Inoltre, i dati occupazionali sul settore reggono, dopo la flessione dovuta alla scomparsa delle lavorazioni sul granito. Infine, il fatturato consolidato del settore sfiora il miliardo di euro, con una stima di quasi mezzo miliardo per quel che riguarda la ricaduta nella nostra provincia.

Un dato quest’ultimo che comprende i 27 milioni che le aziende del lapideo pagano di ‘tassa marmi’ ai comuni di Carrara, Massa e Fivizzano e 147 milioni di euro distribuiti ai dipendenti, residenti per il 95% in provincia.

Insomma, dati soddisfacenti secondo gli industriali del marmo, che hanno messo in evidenza come questa operazione trasparenza fosse necessaria. “Non ci siamo accorti – ha sottolineato Lucchetti – che la scarsa conoscenza e anche la carente capacità di parlare, raccontare, condividere stava creando una frattura innaturale fra le aziende, gli operatori, i lavoratori che di marmo e nel marmo vivono e la comunità. Il silenzio si è trasformato in difetto di conoscenza, per poi diventare man mano scollamento, incomprensione, astio e contrapposizione”.

Una contrapposizione che in provincia e in particolare a Carrara si sente, eccome, tra i cittadini e le aziende del marmo. “Con questo strumento del bilancio di sostenibilità – ha affermato Alberto Ricci, presidente degli industriali – vogliamo documentare che lo sviluppo, la crescita, l’occupazione sono il prodotto di un’alleanza forte dei territori, dove il valore sociale dell’impresa è riconosciuto come patrimonio comune”.

Relativamente proprio alla responsabilità sociale e ambientale delle 20 imprese del lapideo che hanno aderito a questo strumento, sono stati evidenziati altri dati: l’80% delle aziende sponsorizza organizzazioni no profit; la stessa percentuale agevola i lavoratori con la mensa aziendale o la fornitura di buoni pasto; il 50% delle imprese ha un presidio medico interno o convenzioni con centri medici esterni. Sul fronte ambientale, 100 mila euro è la spesa media in azioni a tutela dell’ambiente; nel 2015 il consumo di acqua si è ridotto del 9% rispetto all’anno precedente; ridotto del 2,5% il consumo di energia elettrica rispetto al 2014; il 20% delle aziende

“Questo bilancio rappresenta una cambiale che le aziende firmano nei confronti del territorio – ha evidenziato in conclusione Umberto Paoletti, direttore generale di Confindustria Livorno-Massa-Carrara – perché si sono prese un impegno che le vincola a presentare ogni anno questa rendicontazione”.

Di seguito le 20 aziende partecipanti al bilancio di sostenibilità: Benetti Macchine, Bettogli Marmi, Calacataborghini, Campolonghi Italia, Caro & Colombi, Successori Adolfo Corsi Carrara, Cave di Sponda, La Facciata, Fantiscritti Marmi, Franchi Umberto Marmi, Furrer, Il Fiorino, Bruno Lucchetti, Marmi Carrara, Prometec, E. Ronchieri, Santucci Group, Società Apuana Marmi, Tonini Cave Fantiscritti, Guglielmo Vennai.
Martedì 11 luglio 2017 alle 21:37:50
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11/07/2017 - Erich Lucchetti sul Bilancio di sostenibilità del lapideo



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