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Marmo, il PD attacca: «La conferma delle tariffe è da Corte dei Conti». De Pasquale: «Temporaneo»

Il regolamento degli agri marmiferi prevede una revisione biennale dei canoni. Brizzi:«Pronti a confronto»

Marmo, il PD attacca: «La conferma delle tariffe è da Corte dei Conti». De Pasquale: «Temporaneo»
Carrara - Sul fronte marmo si è acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione. Il Partito Democratico ha contestato la conferma dei prezzi di mercato per i materiali da taglio per il biennio 2018-2019 ratificata dalla giunta De Pasquale. La delibera di giunta n. 132 del 23 marzo 2018 ha stabilito infatti di mantenere per questo biennio le stesse tariffe previste per il 2016-2017. Di qui il problema: l’articolo 10 bis del regolamento degli agri marmiferi stabilisce infatti che i canoni vadano rideterminati a cadenza biennale sulla base del valore medio di mercato dei materiali. “Ogni due anni, l’aggiornamento dei prezzi materiali da taglio soggiace per norma a un procedimento che contempla indagini di mercato, sopralluoghi in cava con contraddittorio, la valutazione dei prezzi di mercato rispetto alla borsa merci di Verona, il controllo dei dati dell’import export – spiega il segretario del PD di Carrara Gianluca Brizzi – un iter che sarebbe dovuto partire a ottobre dell’anno scorso, ma che non c’è stato affatto. Ricordiamo che le tariffe hanno avuto un incremento di circa 5 milioni annui rispettivamente nel 2016 e nel 2017, per un totale di 10 milioni in più nelle casse comunali. Confermare immutate per il 2018-2019 le stesse tariffe del biennio precedente, senza adeguarle al valore di mercato, significa creare un danno erariale. I dati più recenti forniti dalla Imm segnalano un notevole incremento dell’export, a cui corrisponderà un mancato gettito aggiuntivo. In conferenza dei capigruppo abbiamo già chiesto formalmente al segretario generale del Comune se la procedura fosse corretta. Chiameremo De Pasquale a rispondere alla Corte dei Conti.” Questa non è l’unica spia della stagnazione amministrativa, secondo la consigliera democratica Roberta Crudeli: “Quando De Pasquale e i 5 stelle era all’opposizione non votarono per l’aliquota al 5 per cento, che oggi vediamo riproposta in maniera pedissequa dalla delibera di consiglio comunale del 21 marzo.”

La situazione è temporanea, assicura De Pasquale, che replica: “Visto quello che ha fatto l’amministrazione precedente, se dovessimo andare noi alla Corte dei Conti la partita sarebbe impari. Si tratta comunque di un provvedimento transitorio, della durata di qualche mese, in attesa che parta il nuovo sistema”. Che prevederà la tracciabilità blocco per blocco: “L’autocertificazione spetterà in un primo momento ai concessionari, ma poi faremo partire dei controlli. Le tariffe verranno ridiscusse appena riusciamo ad avere il sistema di tracciabilità funzionante. Se la precedente amministrazione avesse già istituito l’osservatorio dei prezzi del marmo saremmo già a buon punto, ma così non è stato.” Quando avverrà la transizione al nuovo sistema? “Appena possibile. I tempi sono tecnici, devono essere i dirigenti a fare i bandi. Non possiamo applicare il valore blocco per blocco senza prima inserirlo nel regolamento degli agri marmiferi”.

Per l’amministrazione, “la delibera di giunta n. 132 è stata un atto dovuto, che non arreca alcun danno alle casse del municipio”. Questo perché il testo prevede la possibilità di stabilire “anche prima dello scadere del biennio adeguamenti del valore medio di mercato dei marmi ad uso ornamentale”, in base ai dati provenienti dall’osservatorio dei prezzi e dal nuovo sistema di tracciabilità. Che però non sono ancora realtà: devono essere messi a punto e resi operativi. Gli uffici sono al lavoro, assicura l’assessore al marmo Alessandro Trivelli. “L'attuale metodologia deve necessariamente essere rivista – spiega Trivelli – perché ha determinato, negli anni passati, il proliferare di un ingente numero di contenziosi scaturiti che espongono a costi e che saranno dunque superate dall'introduzione del sistema di tracciabilità e dal lavoro dell'Osservatorio."
“Il testo parla cose futuribili, esponendosi a ricorsi legittimi dei portatori d’interesse, i proprietari di cava. – commenta Brizzi – non è opinabile invece il fatto che la legge preveda un iter preciso: il regolamento e la legge regionale n. 35 del 25 marzo 2015 parlano chiaro. Con la delibera del n. 136 del 30 marzo 2016, il dirigente Marco Tonelli era nella posizione di rivendicare anche le tasse da gennaio a marzo. L’attuale amministrazione, non avendo fatto il procedimento, non potrebbe fare alcun tipo di rivalsa retroattiva. Sul tema del marmo siamo pronti a un dibattito pubblico.”
Domenica 15 aprile 2018 alle 13:44:14
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