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Ultimo aggiornamento ore 11.53 del 24 Maggio 2019

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I cavatori delle coop contro i sindacati: «Non ci hanno difeso»

I lavoratori di Gioia, Canalgrande e Lorano: «Non aderiamo allo sciopero del settore edile. Condividiamo gli obiettivi ma chiediamo più attenzione nella difesa dell'occupazione in cava e al piano»

«troppi silenzi sulle cave chiuse»
I cavatori delle coop contro i sindacati: «Non ci hanno difeso»
Carrara - “Condividiamo le motivazioni che domani, venerdì, porteranno i lavoratori del settore edile a incrociare le braccia, perché anche noi siamo convinti che solo la crescita economica, e quindi una politica di forti investimenti pubblici attraverso lo sblocco dei tanti cantieri fermi, porti a una ripresa dell'occupazione. Ed esprimiamo solidarietà alle donne e agli uomini che in questi anni di crisi hanno perso il proprio posto di lavoro. Ma non possiamo aderire alla giornata di sciopero indetta dai sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil perché non ci è piaciuto l'atteggiamento, timido se non silente, tenuto fin qui dai nostri rappresentanti sindacali sulla questione delle cave di marmo”. Con queste parole i consigli delle cooperative di cavatori di Massa-Carrara (Cooperativa fra Cavatori di Gioia; Cooperativa Cavatori Canalgrande e Cooperativa Cavatori Lorano) spiegano le motivazioni che li hanno portati a non aderire allo sciopero di domani.

“Noi siamo lavoratori che hanno una storia e un presente fatto di valori di solidarietà e comunanza - spiegano – e che vedono nel sindacato uno strumento indispensabile per garantire sicurezza, diritti, tutele e occupazione, ma proprio per questo non possiamo nascondere l'amarezza e la delusione che ci hanno colti vedendo i nostri rappresentanti rimanere troppo a lungo in silenzio di fronte agli attacchi al nostro lavoro e di fronte a cave chiuse per cavilli burocratici e interpretativi di norme controverse, provvedimenti che hanno messo e mettono a grave rischio l'occupazione di tanti di noi”.

“Ci fa piacere che lo striscione che domani i sindacati porteranno a Roma dica un chiaro Sì alle cave a Carrara- continuano i cavatori delle cooperative -, ma ci avrebbe fatto piacere che quel netto Sì fosse stato detto anche quando siamo stati soli di fronte a un'offensiva ideologica e pregiudiziale che aveva e ha come unico scopo quello di impedire alle cave di poter lavorare. Comunque meglio tardi che mai se oggi i nostri sindacati tornano a far sentire la propria voce, anche perché ci sembra che oramai sia patrimonio comune la necessità, che noi già da tempo abbiamo sollevato, di arrivare a una chiarezza normativa che non lasci spazio a interpretazioni pregiudiziali contro le cave e il lavoro dei cavatori”.

“Il nostro auspicio – spiegano i consigli delle tre coop di cavatori - è che si possa iniziare una strada di confronto costruttivo con tutti i soggetti interessati dal Comune alla Regione, anche in vista del nuovo Piano Regionale Cave che andrà in discussione in Consiglio Regionale. E chiediamo che in questo cammino Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil siano al nostro fianco proprio per garantire un sistema di escavazione e lavorazione del marmo sempre più in grado di creare crescita e occupazione in maniera compatibile con l'ambiente e sicura per tutti i lavoratori. E proprio per questo ci diciamo fin da subito disponibili a un incontro con i tre segretari”.
Giovedì 14 marzo 2019 alle 19:49:36
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