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Ultimo aggiornamento ore 23.29 del 19 Novembre 2019

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F2i compra la Porto di Carrara Spa: finisce l'era Bogazzi

Era nell'aria da alcuni giorni e la firma per l'acquisto della società dell'armatore carrarese è arrivata

59 milioni di ricavi
F2i compra la Porto di Carrara Spa: finisce l´era Bogazzi
Carrara - Era nell'aria da alcuni giorni e la firma è arrivata. La firma che mette fine all'era-Bogazzi nel porto di Marina di Carrara. Enrico Bogazzi, l'armatore carrarese, patron della Porto di Carrara Spa, che oggi lavora sul terminal della banchina Fiorillo dello scalo apuano.

F2i, infatti, il maggiore fondo infrastrutturale italiano con una dotazione di circa 5 miliardi di euro, ha annunciato ieri l’ingresso nel settore dei porti con l’acquisizione di gruppo Porto di Carrara Spa (PDC Spa), che detiene terminali portuali a Carrara, Marghera e Chioggia. Il gruppo, che movimenta ogni anno circa 5 milioni di tonnellate di rinfuse solide, rappresenta uno dei principali hub portuali italiani e opera nel settore strategico dell’approvvigionamento di alcune delle principali filiere industriali italiane. Attraverso i terminali del gruppo PDC passano infatti la maggior parte degli approvvigionamenti siderurgici per i distretti di Brescia, Verona e Vicenza, i cereali destinati alla trasformazione nei distretti industriali alimentari della Pianura Padana e il marmo e le pietre destinate ai distretti lapidei di Carrara e Verona.

PDC S.p.A e le sue controllate Multiservice S.r.l e Transped S.r.l operano come poli portuali polispecialistici nonché vere e proprie piattaforme logistiche, come avviene per l’assemblaggio e movimentazione di moduli a favore di Baker Huges General Electric nell’area di Carrara.

Il gruppo ha chiuso il 2018 con circa 59 milioni di euro di ricavi consolidati. F2i, rilevando la quota di maggioranza detenuta dall’armatore e operatore portuale Enrico Bogazzi e quella di minoranza detenuta dalla cooperativa di servizi portuali Ciclat, intende proseguire nel solco operativo segnato dall’azionista di controllo uscente che ha saputo fare di Gruppo PDC uno dei principali poli portuali italiani. L’investimento è stato realizzato attraverso il terzo fondo F2i, assistito da Venice Shipping and Logistics (VSL) in qualità di advisor industriale.

“F2i ha deciso di entrare nel settore dei terminali portali per rinfuse perché si tratta di un’infrastruttura vitale per l’approvvigionamento delle filiere industriali italiane e uno snodo strategico per l’attività economica del Paese” ha commentato Renato Ravanelli, amministratore delegato del fondo F2i che ha tra i suoi azionisti fondazioni di origine bancaria, casse di previdenza, fondi pensione e istituzioni bancarie, nazionali e internazionali, “Si tratta di un comparto frammentato, con molti operatori di piccole dimensioni: F2i, fedele alla sua missione di aggregatore in settori strategici per la nostra economia, si candida a creare un campione nazionale a controllo e gestione italiana, che garantisca anche la neutralità d’accesso a infrastrutture strategiche quali i porti. La nascita campione italiano è estremamente importante per alimentare il ruolo del nostro Paese nell’economia mondiale, anche alla luce dell’impatto che avrà sugli scambi internazionali via mare la Belt and Road Initiative in cui l’Alto Adriatico rappresenta uno snodo cruciale”.

F2i si è avvalsa come banca finanziatrice di Intesa San Paolo, assistita dallo studio Chiomenti, e come advisor industriale dalla società VSL. Il fondo è stato inoltre assistito dai seguenti advisor: Cleary Gottlieb e lo studio Zunarelli per il legale; Virtax per il fiscale; Pwc per l’accounting; Prothea per gli aspetti finanziari; Aon e Willis per gli aspetti assicurativi, Bain come advisor di mercato, Duff & Phelps come advisor immobiliare e Rina per gli aspetti tecnici.

COS'È F2I
F2i, acronimo di Fondi italiani per le infrastrutture, è una società di gestione del risparmio fondata nel 2007 e guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli. F2i è il più grande fondo chiuso in Italia e uno dei maggiori in Europa, grazie alla gestione di asset per circa 5 miliardi di euro investiti in settori chiave dell’economia italiana: aeroporti, energie rinnovabili, distribuzione del gas naturale, ciclo idrico integrato, telecomunicazioni, reti logiche, sanità. Attraverso le sue partecipate F2i dà lavoro a più di 17 mila persone in Italia e milioni di utenti ogni giorno utilizzano i servizi e le infrastrutture delle società in portafoglio.
F2i Sgr ha 19 azionisti, tra cui fondazioni di origine bancaria, casse di previdenza e fondi pensione nazionali ed esteri, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, fondi sovrani. I fondi gestiti da F2i Sgr sono sottoscritti da investitori professionali italiani ed esteri, in ugual misura.
Sabato 1 giugno 2019 alle 07:01:06
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