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Ultimo aggiornamento ore 21.13 del 18 Dicembre 2018

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De Pasquale a Di Maio: «Quei cavatori non possono rimanere senza stipendio»

Il sindaco scrive anche ai parlamentari e amministratori regionali per chiedere l'istituzione di un fondo di garanzia per i lavoratori delle sei cave raggiunte dal fermo previsto dall'articolo 58 bis della legge regionale 35

la lettera al ministro
De Pasquale a Di Maio: «Quei cavatori non possono rimanere senza stipendio»
Carrara - Il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale ha inviato una lettera al ministro del lavoro e vicepresidente del Consiglio dei minsitri Luigi di Maio, ai presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato Andrea Giaccone e Nunzia Catalfo, a tutti i parlamentari eletti nel nostro territorio ovvero Deborah Bergamini, Laura Bottici, Massimo Mallegni, Martina Nardi e Riccardo Ricciardi e a Cosimo Maria Ferri, e ancora al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al assessore regionale alle Cave Vincenzo Ceccarelli. Riportiamo di seguito il testo della lettera scritta per chiedere l'istituzione di un fondo di garanzia per i lavoratori delle sei cave raggiunte dal fermo previsto dall'articolo 58 bis della legge regionale 35. La proposta è stata messa a punto insieme a Giacomo Giannarelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale.

Egregio,
con la presente sono a esprimerLe tutta la mia preoccupazione per la situazione alle cave di marmo di Carrara innescata a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 58 bis della Legge Regionale 35/2015.
La norma transitoria è derivata dall’interpretazione dell’Avvocatura Regionale sui cosiddetti “fuori piano”, richiesta dai Carabinieri Forestali che avrebbe fatto scattare la chiusura definitiva delle cave incappate nei fuori piano. Ne è seguita una fitta serie di incontri con la Regione Toscana sulle sanzioni di applicare, nel corso dei quali la nostra amministrazione ha sempre rappresentato i rischi delle ricadute occupazionali e sui lavoratori.
I nostri uffici si stanno adoperando affinché i tempi di approvazione dei progetti necessari alla ripresa delle attività siano i più brevi possibili. Ciononostante, non tutte le cave raggiunte dalle prescrizioni dell’articolo 58 bis hanno la capacità di garantire il salario ai dipendenti durante il periodo di fermo. Questo significa che i primi a pagare rischiano di essere che a pagare siano proprio coloro che non hanno nessuna responsabilità per le difformità, ovvero i lavoratori.
Abbiamo ampiamente manifestato questa nostra preoccupazione a tutti i livelli, soprattutto in sede di confronto con gli esponenti dell’amministrazione della Regione Toscana. Purtroppo siamo stati ascoltati solo in parte e adesso ci troviamo a fronteggiare una grave emergenza sociale che coinvolge attualmente oltre 100 cavatori, direttamente interessati dal fermo previsto dalla norma transitoria.
Non solo: gli effetti della 58 bis si faranno sentire anche sui tanti lavoratori dell’indotto, a partire dagli autotrasportatori. Di più: è altamente probabile che oltre alle 6 interessate fino a questo momento, anche altre cave saranno raggiunte da questi provvedimenti con conseguenze insostenibili per un tessuto sociale già duramente provato dal punto di vista occupazionale, economico e sociale come quello di Carrara.

In una realtà fragile come la nostra, dove la disoccupazione viaggia da anni su numeri a due cifre e i parametri economici sono costantemente al di sotto della media regionale e di tutto il centro-nord, in un territorio già riconosciuto come area di crisi che recentemente ha avviato il percorso per acquisire lo status di area di crisi complessa, gli effetti della norma transitoria rischiano di essere davvero devastanti su tutto il tessuto sociale. Per questo siamo convinti che sia indispensabile garantire un sostegno economico ai lavoratori, diretti e indiretti, interessati al fermo delle attività.

Chiediamo pertanto che i rappresentanti di tutte le istituzioni si adoperino per dare un contributo positivo in tal senso. A prescindere dallo schieramento politico di appartenenza, tutte le forze di questo territorio devono dimostrare la più ampia coesione e unità per raggiungere un obiettivo comune.

Il sindaco di Carrara
Francesco De Pasquale
Domenica 2 dicembre 2018 alle 12:21:06
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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