Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
pubblicità massa carrara Richiedi contatto
Ultimo aggiornamento ore 22.34 del 16 Dicembre 2018

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

Contratto cavatori, Confindustria: «Richieste sindacati anacronistiche»

Erich Lucchetti replica a quanto emerso in questi giorni di scioperi e blocchi stradali e racconta la versione degli industriali sulla vicende

«TONI SCOMPOSTI E PREPOTENTI»
Contratto cavatori, Confindustria: «Richieste sindacati anacronistiche»
Carrara - «Per imporre le proprie rivendicazioni, i sindacati provinciali del marmo hanno inscenato chiassosi blocchi stradali e stanno esercitando una pesante pressione sull’amministrazione comunale, in evidente disagio di fronte a tanta prepotenza». Si apre con queste parole la nota di Confindustria Livorno Massa-Carrara e del suo vice presidente Erich Lucchetti sulla questione del rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori delle cave.

«Lo stesso sindaco – prosegue – è stato strigliato per le esitazioni ad intervenire (anche con la revoca delle concessioni!) nei confronti degli “avidi” imprenditori. Tutto questo non è normale e riflette una pericolosa chiusura verso un sistema di relazioni industriali moderne: non c’è provincia, non c’è settore in Italia dove, per un semplice rinnovo di un contratto integrativo, le proteste arrivano ad usare toni scomposti come quelli che abbiamo visto in questi giorni a Carrara».

«L’Associazione Industriali si rivolge apertamente – aggiunge Lucchetti – senza alcuna pressione, a tutta la comunità locale, dagli amministratori alle famiglie, dai lavoratori ai professionisti di tutti i settori, per argomentate con toni pacati le cose che ci dividono rispetto ai sindacati. Il settore lapideo, con i suoi operatori e gli enti di regolazione e di controllo (Asl, Regione, Arpat) da anni è impegnato in una profonda riorganizzazione sui temi della sicurezza del lavoro, del rispetto delle normative e della valorizzazione della filiera; negli ultimi dieci anni, inoltre, anche i tributi della tassa marmi sono praticamente quintuplicati e nella nostra comunità si sta riscoprendo l’orgoglio per il centro storico, il decoro, le iniziative culturali legati al marmo e a quanto il marmo può dare al territorio. Tutti dovremmo contribuire al futuro della città con spirito di squadra».

«Per accattivarsi facili simpatie nella pubblica opinione - sottolinea il vertice di Confindustria - i sindacati attribuiscono agli imprenditori del marmo fatti che semplicemente non esistono: nessuno dei temi con i quali ci stiamo confrontando per il rinnovo dell’integrativo riguarda la sicurezza del lavoro (obbiettivo prioritario e inderogabile) o le quantità estratte (che da venti anni a questa parte sono diminuite del 20 percento). Sostenere che i premi di risultato, che sono la ragione primaria dei contratti integrativi, debbano essere corrisposti a tutti indipendentemente dalle dinamiche competitive è un inutile appiattimento che mortifica valori e meriti: ai nostri interlocutori sindacali abbiamo semplicemente proposto che le decisioni sui premi siano prese dalle singole aziende in base ai risultati effettivi. La strenua difesa di premi uguali per tutti a prescindere dalle effettive possibilità delle imprese è semplicemente anacronistica. E non c’è nessuna chiusura da parte nostra di fronte al principio che quando le aziende producono risultati positivi debbano avvantaggiarsene anche i lavoratori. Quello che oggi, nei marcati globali e con la pressione competitività che abbiamo addosso, è inaccettabile è che il premio sia riconosciuto indiscriminatamente a tutti i lavoratori, anche quando le aziende non sono in grado di sostenerli. Con le loro fumose proteste, i sindacati creano un clima di malessere tra i lavoratori che non hanno senso e pericolose divisioni all’interno della nostra comunità».

«Il confronto sull’integrativo solo apparentemente riguarda l’entità e le modalità di corresponsione del premio: in realtà stiamo prendendo decisioni che incidono sui progetti di investimento e di sviluppo delle imprese, sui loro piani occupazionali e sul consolidamento della filiera. Attenzione perché – conclude Lucchetti – stiamo decidendo il modo stesso in cui il distretto di Carrara pensa di operare nel mercato mondiale nei prossimi anni: possiamo isolarci dal resto del mondo e gestire retribuzioni e premi di risultato come se fossimo in un’isola deserta che si preoccupa solo delle cave e dei suoi materiali, ma non andremmo certo lontano; dobbiamo piuttosto creare le condizioni per un sistema industriale dinamico e moderno, che valorizza i marmi ma pronto a confrontarsi apertamente con i concorrenti grazie alla capacità di lavorare tutte le pietre e di immaginarne sempre nuovi impieghi. Al di là della contesa specifica sui premi, in questi giorni stiamo prendendo decisioni sul futuro del settore lapideo nel territorio ed è bene che il confronto sia fatto con toni pacati e che tutti siamo consapevoli delle conseguenze delle nostre decisioni».
Domenica 1 luglio 2018 alle 08:07:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


Sondaggio

A Massa tutte le sedute di Consiglio comunale si apriranno con l'inno nazionale. Sei favorevole o contrario?

























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy

Liguria News