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Ultimo aggiornamento ore 23.29 del 19 Novembre 2019

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Cave, economia circolare e tecnologia: il progetto che riutilizza le terre

Il materiale di scarto utilizzato per riempimenti portuali con trasporto via nave in partenza dal terminal Perioli di Marina di Carrara. Operazione apprezzata al G20 dei giovani imprenditori

san colombano
Cave, economia circolare e tecnologia: il progetto che riutilizza le terre
Carrara - Un progetto di economia circolare a tecnologia avanzata. Si può sintetizzare così l’operazione dell’azienda carrarese di costruzioni San Colombano Spa che riguarda il riutilizzo di materiali di scarto delle cave per riempimenti portuali. Duecento viaggi di camion al giorno dalle cave al porto, 5-6mila tonnellate di terre trasportate al giorno per un totale di 800mila tonnellate. Sono questi i numeri principali di una sfida che potrebbe rappresentare uno sbocco futuro per i riutilizzi dei detriti di risulta dalla lavorazione delle cave e che ha ricevuto il plauso dei giovani imprenditori del G20 nell’ultimo meeting avvenuto in Giappone.

Nello specifico l’operazione ha permesso di riutilizzare una ingente quantità di materiale trasportato via camion dai bacini marmiferi al porto di Marina di Carrara, presso il terminal Mdc della Dario Perioli Spa, dove viene caricato su navi con destinazione Vado Ligure, dove è in fase di avanzata costruzione un nuovo terminal container, alla realizzazione del quale, in questa fase conclusiva, ha contribuito anche il materiale prodotto dalla San Colombano, azienda Carrarese operante nel settore delle costruzioni e del lapideo.

La conferenza stampa che si è tenuta oggi, venerdì, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale di viale Colombo, è stata dedicata alla presentazione di questo progetto, che può costituire l’avvio di un processo virtuoso, utile sia al fine dello smaltimento del materiale di risulta delle cave, sia ai fini del reimpiego dello stesso materiale, che ha ottime caratteristiche geomeccaniche, per riempimenti portuali e rilevati.

Tale progetto che, secondo gli attori in campo, avrà importanti benefici per il territorio intero e una volta ultimato permetterà il riuso di 800mila tonnellate di materiali di risulta dell’escavazione, si è concretizzato in breve tempo grazie alla collaborazione di tutti gli enti ed i soggetti privati interessati, i cui rappresentanti erano oggi presenti all’incontro: il presidente dell’AdSP Carla Roncallo, l’assessore allo sviluppo economico e alla pianificazione dell’Economia del mare del Comune di Carrara, Andrea Raggi; l’amministratore delegato della Dario Perioli Spa e presidente del terminal MdC, Michele Giromini; il direttore di Confindustria Livorno Massa-Carrara, Umberto Paoletti, il titolare della ditta carrarese San Colombano, fornitore del lapideo Edoardo Vernazza, già vicepresidente Giovani di Confindustria Massa-Carrara e componente della presidenza nazionale di Ance Giovani con delega all’economia circolare.

Secondo imprese e istituzioni, il progetto, avrà importanti ricadute positive in termini economici (riduzione costi di materie prime, creazione di una nuova rete di business, nuove opportunità di mercato e nuove filiere), ambientali (ottimizzazione dell'uso delle risorse, attenuazione del rischio idrogeologico) e sociali (in termini occupazionali).

«L’obiettivo dell’Adsp è quello di aumentare i traffici portuali e indubbiamente questo è un nuovo traffico interessante in termini di tonnellate movimentate; questa prima operazione, è stata però anche utile per sperimentare un sistema che si è rivelato perfettamente funzionante, che non ha comportato riflessi negativi in termini ambientali e che potrà senz’altro ripetersi in futuro, essendo molti i riempimenti portuali che dovremo realizzare al porto della Spezia e sicuramente in programma anche in altri porti» ha dichiarato Carla Roncallo.

«Fin dal suo insediamento – ha aggiunto l’assessore Raggi – l’amministrazione comunale ha incentivato l’asportazione dei materiali di risulta dal monte il cui accumulo rappresenta una violazione delle norme e soprattutto una minaccia per la sicurezza idraulica. Questo progetto rappresenta l’apertura di un canale commerciale importante per questi materiali e speriamo si tratti solo della prima di una lunga serie di esperienze di questo tipo. Si tratta di un’iniziativa che non è in conflitto con la destinazione turistica di quella parte del porto: sono attività complementari che hanno il merito di garantire il pieno sfruttamento degli spazi. Il tutto in attesa della futura nuova darsena commerciale che permetterà ad entrambe le funzioni, commerciale e turistica, di avere pieno sviluppo».

«La Dario Perioli – ha dichiarato Giromini – ha contribuito con piacere allo sviluppo di un progetto di economia circolare molto utile per l’attività estrattiva del marmo. Il terminal ha appena iniziato la propria operatività ed ha come obiettivo quello di generare benessere ed essere una risorsa ed un fattore strategico per lo sviluppo di tutto il territorio».

Vernazza ha poi mostrato una presentazione dettagliata del progetto che coniuga economia circolare e tecnologi: «Siamo molto soddisfatti – ha detto – di essere riusciti a sviluppare questa opportunità, oltre 24 mesi di trattative per chiudere l’appalto. Sono state riconosciute le qualità fisico meccaniche di questo derivato da taglio, nonché il ridotto impatto ambientale in quanto già prodotto. Il vero successo di questo progetto è stata la collaborazione tra tutti gli stakeholder: le istituzioni, l’amministrazione comunale e tutte le aziende, che, operando in simbiosi, hanno permesso di fornire 800mila tonnellate di materiale in meno di nove mesi. Stiamo già lavorando su altri progetti, e riteniamo che le best practices adottate possano convincere le stazioni appaltanti a richiedere che vengano sempre più utilizzate queste risorse presenti sul nostro territorio». Uno degli aspetti che ha più soddisfatto gli attori del progetto ha riguardato il trasporto dal monte al porto. Infatti, inizialmente, i timori erano che i 200 camion aggiuntivi quotidiani che sarebbero arrivati a Marina, avrebbero causato disagi da un punto di vista acustico e ambientale ma così non è stato. «Questo perché – ha spiegato Vernazza – abbiamo utilizzato delle tecnologie che permettono ai camion, attraverso un sistema di lettura targhe, di accedere al porto immediatamente senza sostare all’esterno dello scalo».

Dal canto suo, il direttore di Confindustria Livorno Massa-Carrara, Umberto Paoletti, ha detto: «La valutazione di Confindustria è che il progetto San Colombano rappresenta uno degli esempi più concreti di economia circolare, poiché chiude un circolo virtuoso utilizzando il materiale proveniente da cave qualificate e risultante da derivati dei materiali da taglio, per il riempimento degli escavi per la costruzione della piattaforma multifunzionale nel porto di Vado Ligure. Un ulteriore valore aggiunto è, che il progetto San Colombano si è potuto realizzare attraverso una attiva collaborazione con l'Adsp e l'amministrazione comunale e apre quindi, una interessante prospettiva anche di proiezione nazionale».
Venerdì 17 maggio 2019 alle 22:23:44
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