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Cave e edilizia, l'allarme della Cgil: 60 posti a rischio a Carrara

Quadrelli della Fillea: «Tutto questo per un blocco delle autorizzazioni a lavorare causa una interpretazione legislativa sull’accertamento, la valutazione e il rilascio di compatibilità paesaggistica»

la denuncia
Cave e edilizia, l´allarme della Cgil: 60 posti a rischio a Carrara
Carrara - «Cave ed edilizia a Carrara: a rischio posti di lavoro e sviluppo». La denuncia arriva da Leonardo Quadrelli della Fillea-Cgil di Massa-Carrara. «Abbiamo notizie – fa sapere – che tra qualche giorno ci saranno problemi occupazionali per oltre 30 lavoratori diretti delle cave e altrettanti indiretti che rischiano di essere lasciati a casa. In particolare per le cave mi riferisco ai dipendenti della Coop Canalgrande, ma non solo. Tutto questo per un blocco delle autorizzazioni a lavorare causa una interpretazione legislativa sull’accertamento, la valutazione e il rilascio di compatibilità paesaggistica in merito all’art. 167 – Dlgs 42/2004».

«Il contenzioso – spiega il sindacalista – è tra Comune di Carrara e Sovrintendenza per le province di Lucca e Massa-Carrara. Interpretazione che sta bloccando anche autorizzazioni per il settore edile. Settore da tanto in crisi, dove si contano tanti muratori in disoccupazione pronti a lavorare e che questo blocco davvero non aiuta. Non spetta al sindacato dire chi ha ragione o ha torto tra Comune e Sovrintendenza. Anche se il Comune ci ha più volte dato prova, a noi e ai lavoratori, di interessarsi ai problemi occupazionali e ci assicura che, anche in questo caso, ha fatto tutto quanto il possibile per evitare il blocco delle cave e delle pratiche edili».

«Come sindacato però – prosegue la Cgil – ci spetta dire che questo non è giusto e denunciare il fatto che come al solito, chi rischia il posto di lavoro sono i lavoratori che non hanno nessun culpa. Come Fillea Cgil la nostra posizione su questi temi è sempre stata chiara. Siamo per il rispetto della legalità, del paesaggio e dell’ambiente e chi non sta alle regole va fermato. Ma non può essere corretto che le imprese che nei tempi giusti chiedono all’amministrazione pubblica un permesso questo possa essere negato per mesi e mesi per questioni meramente burocratiche di interpretazione delle norme e avere negato il diritto al lavoro».

«Siamo naturalmente a disposizione di entrambe le istituzioni – conclude Quadrelli – per facilitare una soluzione ma anche determinati, se questa cosa non dovesse avvenire, a difendere i lavoratori delle cave e dell’edilizia che rischiano di perdere Il posto di lavoro con tutte le azioni che riterremmo opportune».
Giovedì 6 febbraio 2020 alle 14:24:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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