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Ultimo aggiornamento ore 09.02 del 17 Agosto 2018

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«Su beni estimati De Pasquale ha tradito le promesse elettorali»

L'accusa di PD, PRI e PSI: «Sosteneva di poter risolvere il problema con una delibera, oggi lamenta il vuoto normativo»

«Su beni estimati De Pasquale ha tradito le promesse elettorali»
Carrara - Sui beni estimati il sindaco Francesco De Pasquale ha tradito le promesse elettorali: è la dura critica dei segretari Gianluca Brizzi del PD, Leonardo Buselli del PSI e Moreno Lorenzini del PRI, cui va aggiunta la lista “Alternativa per Carrara”. I vertici dei tre partiti in conferenza stampa hanno contestato il comportamento tenuto dell'amministrazione dopo sentenza del giudice Paolo Puzone, che ha stabilito la natura privata dei beni estimati.

“A marzo dello scorso anno e a dicembre del 2016, De Pasquale arringava il popolo carrarese in Consiglio comunale – ha dichiarato Manenti – esprimendo la certezza che i beni estimati fossero naturalmente ascrivibili al patrimonio indisponibile del Comune. Quello stesso marzo aveva presentato un esposto alla Corte dei conti. Ci domandiamo se anche l’attuale maggioranza sarà condannata per danno erariale. De Pasquale sosteneva che i beni estimati potessero essere aboliti e superati con una semplice delibera. Dopo giorni passati in un silenzio assordante, il sindaco e il suo movimento esigono invece la necessità di una legge nazionale che sancisca definitivamente la natura pubblica delle cave."

Di beni estimati, nelle linee programmatiche dell’amministrazione, non si parla: “La mancanza di visione complessiva del settore è assoluta, come dimostra il nulla di fatto sulle terre stoccate alle cave e sul regolamento degli agri marmiferi, più volte annunciato e mai portato in Consiglio. Siamo in attesa di conoscere i risultati della ricognizione dei beni estimati, avviata dall'amministrazione precedente.”

“Il marmo è stato un tema infuocato per cinque anni di consiglio comunale e in campagna elettorale – ha spiegato Buselli – nel consiglio comunale del 19 dicembre 2016, l'allora delegato al marmo De Pasquale disse che era semplicissimo superare la problematica dei beni estimati, criticando ferocemente la strategia dell’amministrazione. Nel bilancio di previsione appena presentato non è previsto nessun maggiore gettito derivante dalla tassazione dei beni estimati: evidentemente la maggioranza non è poi così sicura delle sue posizioni. Allora risolva tutto con la famosa delibera, oppure ammetta finalmente che la nostra era l’unica strada percorribile”.

“Non si può passare dal definire gli industriali del marmo “i soliti noti” e “lobby” – ha affermato Lorenzini – ad accoglierne indiscriminatamente i suggerimenti. È compito dell’amministrazione farli convergere su temi che possano avere una ricaduta positiva per la cittadinanza. Se avessimo seguito il suggerimento di De Pasquale, oggi gli industriali avrebbero chiesto il risarcimento di somme imponenti.”

"Il sindaco richiama la necessità di cambiare la legislazione avviando una fase di confronto e di concertazione – ha aggiunto Manenti – lo abbiamo sempre sostenuto, ma non vorremmo che si trasformasse in un tavolo del baratto con accordi poco chiari e trattative sottobanco, svendendo le promesse elettorali. De Pasquale mantenga la parola data agli elettori che in tutta onestà si sono affidati a lui."


Venerdì 9 febbraio 2018 alle 21:20:00
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