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Ultimo aggiornamento ore 08.06 del 30 Marzo 2020

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«Quelle lavorazioni non producono gas e le aziende non andavano multate»

Controlli emissioni lapideo, prima apertura dalla Regione. Soddisfatte le associazioni di categoria. Confartigianato: «Siamo speranzosi. Ora serve al più presto un chiarimento scientifico di Arpat»

«pronti a collaborare»
«Quelle lavorazioni non producono gas e le aziende non andavano multate»
Carrara - “Caos controlli nel lapideo, c’è stata una apertura da parte della Regione a rivedere i criteri di verifica per le attività soggette o meno ad autorizzazione per le emissioni in atmosfera. In linea di principio hanno confermato la nostra posizione: attività come il taglio a umido, dove l’acqua è usata per raffreddare la lama, non emettono nulla in atmosfera e non servono autorizzazioni specifiche. Ora attendiamo che le buone intenzioni siano messe nero su bianco”. Una vittoria per Confartigianato di Massa-Carrara e Lucca, dopo l’incontro che si è svolto mercoledì con l’assessore all’ambiente, Federica Fratoni, e i tecnici della Regione, i comandanti delle Capitanerie di Porto di Livorno, Viareggio e Massa-Carrara, il direttore generale di Arpat, Marcello Mossa Verre, Confindustria, Cna, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, i sindaci di Pietrasanta e Seravezza.

Un tavolo che doveva fare luce sui recenti casi di imprese della trasformazione del marmo del distretto apuo-versiliese multate o finite sotto sequestro. Sulla vicenda le Confartigianato di Massa-Carrara e Lucca avevano espresso una posizione netta e doverosa, in linea con quelle che sono le previsioni normative: “Se un'azienda con le sue lavorazioni produce gas, vapori o polvere deve avere l'autorizzazione. Diversamente no perché non emette nulla in atmosfera se non un aerosol acquoso che non necessita di alcuna autorizzazione". Una linea ribadita da Confindustria e su cui adesso si posizionano anche gli uffici regionali, come emerso dal vertice a Firenze, in attesa di un chiarimento scientifico di Arpat: “E’ evidente che la Regione non può certo prendersi tutta la responsabilità di una situazione estremamente intricata – ribadisce la direzione di Confartigianato -. Per questo si attende un parere espresso di Arpat che serva a separare il grano dal loglio: bisogna dirimere ogni dubbio sotto il profilo scientifico e normativo per permettere poi alle aziende di poter lavorare in tutta tranquillità, senza essere costrette a ricorrere a costosi e inutili consulenze di presunti esperti del settore e senza vivere con il terrore di una interpretazione nebulosa della legge”.

La Regione ha assicurato che entro la metà di gennaio sarà pubblicato un documento tecnico di carattere generale che chiarirà tutti gli aspetti: “Riguarderà tutte le lavorazioni del lapideo. Le cave, la macinazione di inerti e pure le lavorazioni al piano come scultura, segagione, taglio e via dicendo – prosegue l’associazione di categoria -. Ci sarà scritto come si svolge la lavorazione e quali problematiche può presentare ogni tipo di operazione. Ed evidenzierà con certezza quali autorizzazioni servono, di carattere ambientale o sanitario, o se invece non siano proprio dovute”.

Un documento estremamente tecnico a cui le associazioni di categoria sono pronte a dare il proprio contributo, come ribadito sia da Confartigianato sia da Lorenzo Melani, di Confindustria Livorno Massa-Carrara: “La speranza è che il documento esca il prima possibile. Siamo speranzosi, perché la Regione si è dimostrata disponibile. Per quanto ci riguarda, come associazioni siamo pronte a fornire una collaborazione prettamente tecnica e non politica per predisporre o modificare il documento, sempre che ce ne sia bisogno. A ogni modo – concludono – la Regione si è impegnata a fare un nuovo incontro a breve per vederlo insieme e lì se ne discuterà”.
Venerdì 13 dicembre 2019 alle 21:36:29
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