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Ultimo aggiornamento ore 23.29 del 19 Novembre 2019

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«Cave, più attenzione ad ambiente, sicurezza lavoratori e occupazione»

Andrea Figaia (Cisl) interviene sulla nuova legge regionale 35

«Cave, più attenzione ad ambiente, sicurezza lavoratori e occupazione»
Carrara - Riceviamo e pubblichiamo da parte del segretario provinciale della Cisl di Massa-Carrara Andrea Figaia, a proposito della nuova legge 35 in materia di cave:

"L'approvazione della nuova legge 35 in materia di cave assieme al PRC (Piano Regionale Cave),avvenuta in aula il 31 luglio 2019, consente di esprimere alcune riflessioni, esplicitando le nostre valutazioni.

La proposta di legge (pdl181) ora approvata venne inizialmente preparata nel 2017, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, in materia di beni estimati degli agri marmiferi apuani.
La legge è scritta ed è modificata con continue osservazioni giuridiche di rimando sul testo, rendendo il tutto francamente difficile da comprendere senza poter disporre al momento del testo definitivo.
Rimasta nel cassetto fino ad oggi, prevede alcune concessioni che vengono permesse alle imprese, come la diluizione del temine del cosiddetto 58 bis, cioè la possibilità di presentare domanda di aggiustamento legale della pratica a seguito di ispezioni, effettuate dagli organi competenti, che hanno rilevato escavazioni fuori o ben fuori dal perimetro autorizzato.
Vogliamo sottolineare che non fosse così scontato il nuovo slittamento termini, come invece ritenuto tale dalle imprese.

Altra questione assai importantae la valorizzazione della cosiddetta filiera. Premesso che il 50% non sarà più calcolato sull' "escavato" ma piuttosto sul materiale "da taglio", sembra che possa costituire un bel vantaggio per le imprese, considerando l'escavato di gran lunga superiore al materiale da taglio.

Inoltre risulta che, da ultimo, sia stato inserito un emendamento che prevede il calcolo della percentuale suddetta non più soltanto sulla ' lavorazione in loco ma anche su "altri progetti" che andranno poi visti bene e nel dettaglio.
Sono stati inseriti nel testo diversi prolungamenti di date perentorie già fissate e scadute o in scadenza, permettendo sia alle imprese che ai Comuni una maggiore libertà di azione, che non dovrà comunque gravare sull'ambiente di escavazione, ben sapendo che in questo settore, ogni cosa non regolamentata di fatto viene resa possibile.

Rimaniamo dubbiosi sul fatto che si possa permettere ai soggetti "proprietari" di beni estimati di poter gestire l'intero bacino di escavazione limitrofo o confinante come se fosse proprietà piena. Si deve ancora attendere l'iter giudiziario civilistico definitivo sulla "sua" cava: in questo modo invece, di fatto, il proprietario potrà disporre sia del "bene estimato" che della cava o delle cave limitrofe, purchè siano inferiori di consistenza volumetrica a quella già in sua gestione .

Anche l'aumento della cubatura complessiva di escavazione dal fisso di 100 tonn al variabile da 100 a 9500 (con un 4,5% di equilibrio), se da una parte sembra ragionevole diversificando cave assai diverse tra loro da una stessa regola che ora diventa flessibile, dovrà certamente servire per istruire le imprese che dovranno passare da una visione statica di diritti aprioristici pretesi ad una visione più ragionata delle cose, dove businness va sposato con maggiore attenzione all'ambiente alla sicurezza sul lavoro ed all'occupazione, che invece sta calando vistosamente.

Appare invece positivo il fatto che le imprese devono garantire occupazione in caso di cambio di gestione (clausola sociale) ed anche che questo principio sia diventato un criterio premiante. Che debbano investire in loco nella filiera senza limitarsi ad esportare il marmo in blocchi. Appare altresì assai positiva la costituzione del Distretto lapideo apuo versiliese; distretto che sindacalmente avevamo a più riprese ed a gran voce chiesto venisse ricostituito dopo la crisi precedente. Andranno però chiarite le opzioni di partecipazione delle parti sociali".
Mercoledì 7 agosto 2019 alle 21:05:25
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