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Ultimo aggiornamento ore 13.03 del 26 Giugno 2019

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«Cave a rischio chiusura, serve un fondo d'emergenza per i lavoratori»

La Lega Cavatori chiede l'istituzione di un fondo d'emergenza per i cavatori in caso di un eventuale stop all'estrazione

tutela occupazionale
Carrara - La Lega Cavatori chiede l'istituzione di un fondo d'emergenza per i cavatori in caso di un eventuale stop all'estrazione. Chiede, inoltre, di poter partecipare agli incontri dove si decide il futuro delle cave. Così interviene sullo sciopero del primo aprile: "Come cavatori siamo scesi in piazza scioperando, chiedendo la tutela occupazionale che secondo noi veniva messa a rischio dai cambiamenti normativi riguardanti le cave. Cambiamenti che auspicavamo fossero chiari e semplici, di univoca interpretazione; al contempo speravamo che i progetti di lavorazione sarebbero stati applicati con velocità, perizia e solerzia.Tutto ciò nell'interesse dei lavoratori, perché avevamo sentore che un differente quadro normativo futuro avrebbe avuto ripercussioni soprattutto su di loro. Abbiamo manifestato per il timore di perdere il lavoro, per la paura di non poter essere più un sostegno economico per le nostre famiglie. Ferme restando la volontà di adeguarci ai cambiamenti e la consapevolezza che il marmo è un bene inesauribile e per questo la sua estrazione va regolamentata."

La lega spiega di essere stata invitata ad aderire a quello sciopero "decidendo di parteciparvi perché sapevamo chi avrebbe pagato il conto più salato per eventuali fermi: gli operai. Pur esenti da colpe essi rischiano di perdere il lavoro, per errori di terzi o per eventuali ritardi degli uffici competenti non così improbabili nella burocrazia in perfetto stile italiano. Sapevamo che sarebbero andati incontro all'incertezza diffusa, che ci sarebbe stata la possibilità nemmeno troppo remota che la produzione fosse accelerata in vista di un possibile fermo all orizzonte; tutto questo con il risultato di sottoporre l operaio a periodi di stress per poi lasciarlo in ferie forzate senza sapere con esattezza quanto durerà il riposo."

Colpa della Regione, del Comune o delle ditte? "Fare luce sulla situazione ci interesserebbe, visto che si parla del futuro di noi cavatori. Soprattutto, però, c'interessa tutelarci: esigiamo la tutela dei posti di lavoro e chiediamo che sia garantito il salario ai dipendenti anche in eventuali momenti di fermo. A garanzia di questo va istituito un fondo: ma che venga istituito subito, non sbandierato sui giornali com'è successo in passato per poi arrivare ad oggi, con ben otto cave chiuse e nulla di concreto. Il fondo sarebbe mirato a garantire all'operaio un salario qualora le ditte non fossero in grado di fronteggiare l'emergenza."

"C'interesserebbe avere informazioni maggiori, e dunque partecipare agli incontri in merito alla legge 35, ma così va il mondo. Veniamo presi in considerazione quando possiamo essere sfruttati a fini politici, ma molto più spesso veniamo ignorati perché altro non siamo che semplici lavoratori che in prima persona vogliono impegnarsi per la rivendicazione dei diritti, ivi compreso quello alla salute e alla sicurezza. Poco importa se costituiamo una associazione di cavatori: ci verrà chiusa la porta della sala dove si sta decidendo il nostro destino lavorativo. Tutto ciò è da ritenersi, a nostro parere, scorretto: chi dovrebbe rappresentare i lavoratori non li rappresenta più, e ad oggi sono i cavatori a difendere la propria categoria. Probabilmente è finito il tempo del dialogo cordiale; sono troppo differenti gli interessi in gioco, e noi troppo distanti dalle stanze del potere. Se qualcuno vuol parlare a nome nostro deve avere le mani sporche di lavoro e il sudore sulla fronte come noi, altrimenti taccia," concludono i rappresentanti della Lega.
Giovedì 13 giugno 2019 alle 21:09:50
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