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«Alla "Regina Elena" lavoratrici di serie A e B. Pronti alla lotta»

La Cgil denuncia la situazione all'interno della casa di riposo di Carrara: «Il direttore e il Cda hanno preso in carico il problema, così non è stato dalla coop Compass»

«carichi di lavoro insostenibili»
«Alla `Regina Elena` lavoratrici di serie A e B. Pronti alla lotta»
Carrara - «La situazione rispetto ai carichi di lavoro all’interno della Casa di Riposo Regina Elena è oramai insostenibile. Il servizio agli ospiti all’interno dell’ex Istituzione, oggi azienda speciale del Comune di Carrara, viene gestito in parte utilizzando personale dipendente dell’azienda, in parte da personale di Cooperative alle quali sono stati affidati diversi reparti». La denuncia arriva da Alessio Menconi della segreteria provinciale della Fp Cgil.

«Le relazioni sindacali – dice – hanno continuato ad essere, in continuità con quelle che si avevano con l'amministrazione precedente, costanti e rispettose e molti passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda qualità del servizio e mantenimento dei livelli occupazionali. Stessa cosa, purtroppo, non rileviamo nelle relazioni sindacali con la Cooperativa Compass. Qualche mese fa lavoratrici e lavoratori della Cooperativa Compass si sono rivolti a noi per denunciare una situazione di carichi di lavoro superiori rispetto a quelli dei propri colleghi di Regina Elena».

«Nello specifico – spiega Menconi – rispetto a una condizione che vede due moduli da 37 pazienti gestiti dalla Cooperativa ed altri due moduli speculari (stesso numero di pazienti stesse mansioni da svolgere) gestiti da Regina Elena rileviamo che mentre i dipendenti dell'azienda speciale ricevono giustamente un aiuto giornaliero (un operatore/trice OSS di supporto per 3 ore) le dipendenti della Cooperativa non ricevono aiuti».

«Stesso numero di persone da assistere – sottolinea il sindacalista – meno forza lavoro impiegata. In pratica chi ha la sfortuna di essere dipendente Compass deve lavorare di più. Come Cgil Funzione Pubblica ci siamo subito adoperati per cercare una soluzione percorribile al problema, ma mentre da parte del direttore e del Cda di Regina Elena vi è stato da subito una presa in carico del problema, tecnicamente di non facile soluzione, stessa cosa non possiamo dire rispetto all’atteggiamento tenuto dalla cooperativa».

«Riteniamo inaccettabile – conclude Menconi – il comportamento di chiusura della Cooperativa Compass rispetto a chi cerca di rivendicare il diritto al lavoro senza doversi per forza spaccare la schiena. Non esistono lavoratrici di serie A e lavoratrici di serie B. Se le nostre voci non verranno ascoltate ci troveremo costretti, nostro malgrado, ad utilizzare tutte le forme di lotta necessarie al raggiungimento dei nostri obiettivi, che sono garanzia di diritti per i lavoratori e qualità del servizio pubblico per gli utenti».
Sabato 10 agosto 2019 alle 20:02:22
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