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Studi aperti 2020, primo appuntamento con Mattia Dorici e Gabriel Fariña

Due modellatori tra tradizione e innovazione. E Marco Angeli di Fablab: «Stampiamo in 3D dpi per i medici»

Oltre il lockdown
Studi aperti 2020, primo appuntamento con Mattia Dorici e Gabriel Fariña
Carrara - 400 visiere per gli ospedali stampate in 3d da FabLab, i modelli in 3D di Gabriel Fariña e le sculture di Mattia Dorici: queste sono solo alcune delle scoperte che faremo nel primo episodio della rubrica Studi Aperti 2020: Oltre il lockdown. Ci accompagna in questo viaggio virtuale Juan Carlos Allende, presidente dell’associazione di promozione sociale Oltre, con la partecipazione dell’assessora alla cultura e al turismo del Comune di Carrara Federica Forti e la collaborazione di ITKI US, BEBOBOP, del Network Città Creative Unesco e del nostro giornale.




Allende è tra i promotori di “Carrara Studi Aperti”, un’iniziativa che apre annualmente le porte di circa 80 tra studi e laboratori d’artista. Quest’anno la manifestazione avrebbe dovuto giungere alla sua ottava edizione, ma l’emergenza coronavirus ne ha impedito l’organizzazione fisica. Così è nata l’esigenza di reinventarla, consentendo a tutti di visitare i laboratori senza muoversi dalle proprie case. Ci siamo chiesti: come avranno affrontano la quarantena gli oltre 180 artisti che amano il centro storico di Carrara, città creativa Unesco dal 2017? Quali i loro pensieri, le loro difficoltà, i loro progetti in un momento storico senza precedenti come quello che stiamo vivendo?

I primi artisti che incontriamo sono Mattia Dorici, nativo di Varese, classe 1984, e Gabriel Fariña, nato nel 1974 nella periferia di Buenos Aires. Accompagnati da un creativo d’eccezione: l’elettricista Marco Angeli, carrarese trapiantato a Massa, che col gruppo di stampa 3D fablab sta realizzando dispositivi di protezione sanitaria per tutte le strutture ospedaliere ed rsa della provincia.

“Sono migrato a Carrara nel lontano 2005 per approfondire gli studi di scultura in questa città che ha una tradizione millenaria,” racconta Dorici. “Sono uno scultore figurativo realista, lavoro molto come modellatore al servizio di artisti di fama internazionale realizzando per loro i modelli delle loro idee.” Mattia lavora presso un’associazione di artisti che si chiama Ponte di Ferro: “Ci troviamo in via Carriona di Colonnata. L’associazione, presieduta da Davide Vanzo, è stata fondata nel 2006 da me e Vanni Cenerini, Lorenzo Cianchi, Filippo Salerni e Michele Tajariol con l’intenzione di creare uno spazio attrezzato che fosse fruibile da tutti gli scultori che gravitano intorno alla città di Carrara.”

All’interno dell’associazione ci sono anche altri laboratori: microfusione, di Serena Fusco, ceramica, di Francesca De Cesari e infine lo studio 3D di Fariña, scultore grafico: “Ho avuto una formazione tradizionale da ceramista. Poi fatto un viaggio dalla tradizione alla tecnologia.” Oggi Gabriel stampa in 3D opere d’arte ma anche supporti per le visiere da medico, in collaborazione con Fablab. Un’idea nata da ragazzi come Marco, che spiega: “Seguendo l’esempio di un gruppo di Brescia io e altri ragazzi abbiamo deciso di creare con le nostre stampanti 3D dei dispositivi di protezione sanitaria per tutto il personale medico-sanitario della nostra provincia. Attualmente stiamo stampando quasi 400 visiere a settimana. Ne abbiamo donate più di 50 al NOA, 20 al don Gnocchi, 50 all’OPA e 20 al Regina Elena.”

La quarantena non ha spento la voglia di fare di un giovane attivo come Marco, e nemmeno la creatività di Mattia e Gabriel. “Sto portando avanti una collaborazione per realizzare gli arredi di una nuova parrocchia nel comune di Simeri Mare – racconta Mattia – e in collaborazione con gli artisti James Harris e Mauro Gherardi sto lavorando alle decorazioni di un negozio che Louis Vuitton sta costruendo a Parigi.” Gabriel, oltre a essersi impegnato nel sociale, sta proseguendo con un suo progetto artistico personale: “Scansiono il busto di altri artisti in 3D e poi sovrappongo le loro opere alla loro immagine fisica con la modellazione.” Il risultato è una stampa che coniuga l’immagine degli artisti alle loro creazioni.

Mattia ama Carrara: “Gli artisti sono un po’ pecore nere, e io qui ho trovato un gregge di pecore nere.” Così pure Gabriel, che tanto ha lottato per raggiungerla: “Io modello in 3d e programmo i robot per scolpire per l’azienda in cui lavoro. In Argentina questo sarebbe fantascienza.”

Alle spalle di Gabriel c’è una collezione delle sue opere dove si nota la centralità del corpo umano, dell’incontro con l’altro, nonché una ricerca artistica che piega la fisicità in forme sinuose con l’aiuto del digitale. Mattia ci mostra il volto scolpito di Mirjana Markovic, la defunta moglie di Slobodan Milosevic, commissionatogli dal figlio. E una scultura in scala di una radiosa bambina di due anni, realizzata in collaborazione con Gabriel. Quello che emerge oggi è un mosaico di collaborazioni, sostenuto da un’inesauribile energia creativa e dalla resilienza. Oltre il lockdown.

Studi Aperti 2020: Oltre il lockdown

Sabato 25 aprile 2020 alle 21:50:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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