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Ultimo aggiornamento ore 16.07 del 22 Maggio 2019

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La storia degli antichi ponti di Carrara. Oggi la mobilitazione per salvarli

Italia Nostra: «È bene ricordarlo a chi vuole abbatterli, ecco la scheda sintetica degli attraversamenti storici di Carrara: Bugia e Groppoli»

«no alla demolizione»
La storia degli antichi ponti di Carrara. Oggi la mobilitazione per salvarli
Carrara - «È bene ricordarlo a chi vuole abbatterli, ecco la scheda sintetica dei ponti storici di Carrara: il ponte della Bugia e il ponte di Groppoli». Lo afferma Italia Nostra che sarà presente alla manifestazione organizzata oggi, sabato, a Carrara per salvare i ponti storici dall'abbattimento voluto dalla Regione Toscana per la messa in sicurezza del torrente Carrione. La partenza dell'iniziativa sarà alle 15.30 da piazza Accademia. Sarà presente anche il sindaco Francesco De Pasquale che nei giorni scorsi ha chiesto più volte alla Regione di salvare i ponti storici. Di seguito riportiamo la scheda a cura di Italia Nostra sulla storia di quei ponti.

Il ponte della Bugia è strettamente connesso alla storia sviluppo urbanistico della città di Carrara. E’ situato nel cuore del quartiere di Vezzala, uno dei due borghi gemelli che formavano la Città nel primo millennio e sede del vescovo di Luni; per questa radice storica il quartiere, tradizionalmente guelfo, rimase sempre fuori dalla cinta muraria della città di Carrara (il cui nucleo centrale era tradizionalmente ghibellino). Il ponte costituì da epoca immemorabile il by pass tra le sponde del fiume Carrione (anticamente Flumen Aventia) per il trasporto del marmo nella città. Più precisamente univa e unisce, la via Carriona sulla destra, che dalle cave portava al mare, alla via di Vezzala sulla sinistra, che immetteva, tramite la porta del Bozzo, nella città murata e, quindi, nell’asse via del Bozzo – via Santa Maria dove si insediarono le prime botteghe dei maestri del marmo. Le origini del nome vengono attribuite dall’Arch. E. Galeotti (1925), alla presenza di un personaggio proveniente da Bosia (CN) nel tredicesimo secolo (per altri da Bosio); altre teorie propendono per l’illuminazione con “bugie”, candele.
Il ponte è citato nell’aggiunta agli statuti comunali del 1519. Ma, in particolare, il Ponte della Bugia, unitamente al Ponticello di Groppoli, viene citato nel Bando del 1643 di Carlo I Cybo Malaspina… a delimitare il tratto di fiume ove era proibito di “pigliare trote di quantità… e né meno di pescare o con canna o con mazzacare…. “in quanto riservato alla Sua persona. Ha la caratteristica architettonica, a differenza degli altri ponti cittadini, di essere a sesto ottuso. È lastricato in macigno.
A pochi passi dal Ponte abitava un certo Michelangelo Buonarroti quando se ne veniva a Carrara a scegliere i suoi marmi… Negli atti notarili della fine del 1400 si legge: ACTUM CARRARIA IN DOMO FRANCESCO PELLICCIA SITA IN STRADA DEL BOZO SOLITIA RESIDENTIA DELL’EXCELLENTE HOMO M.O MICHELAGNOLO FIGLIOLO DI LUDOVICO BONAROTE SCULPTOR ET CITADINO FIORENTINO. Vien fatto di pensare che Michelangelo transitasse sovente in quello che doveva già essere il Ponte della Bugia… Si dà il caso che, nello stesso sito, a pochi metri dalla volta della Porta del Bozzo, all’angolo tra Via Finelli e la stradetta che porta a Via dell’Arancio ci sia la Casa Natale di ARTURO DAZZI sulla cui povera facciata c’è questa lapide: QUI NACQUE ARTURO DAZZI CHE DEL MISTERO DELLA PIETRA CAVO’ PER FORZA D’ARTE CANTI DI POESIA 13. 1. 81 – 15. 10. 66.
Nella tradizione popolare è il riferimento stesso dei lavoratori carraresi (cavatori, carratori, lizzatori ecc) che lì si davano convegno prima dell’alba per formare i gruppi e salire in cava a lume di bugia (dando una delle interpretazioni del nome). Una strofa aggiunta al canto anarchico di Pietro Gori “Addio Lugano Bella” recitava: “Addio mio bel Carrara, Ponte della Bugia / addio Ninetta Mia, addio Ninetta mia”; il ponte è quindi simbolo della città, della sua storia e del suo lavoro.

Il ponte di Groppoli congiungeva il borgo suburbano omonimo, sulla sponda destra del Carrione, con il nucleo murato, attraverso la strada della “fontana del topo” o del Pidocchio (oggi via San Piero). E’ citato da fonti antiche come il ponte “extramuros”, cioè fuori della cinta muraria della città (quindi risale all’epoca medievale). Groppoli è una delle “vicinanze” originarie del Comune di Carrara, cioè i centri abitati che riuniti nella “communitas vallis Carrariae” formavano l’entità comunale carrarese riconosciuta dagli statuti del tredicesimo secolo.
Un bando del 1643 del Marchese di Carrara vietava la pesca nel tratto urbano e sub urbano del torrente Carrione e, per circoscriverlo, vengono citati proprio i due ponti. Il divieto, infatti, era compreso tra il “ponte delle Bugie” e “il ponte del frantoio di Groppoli”.
Il Ponticello, perché tale è, ha resistito finora tranquillamente a tutte le piene storiche del torrente, compresa l’ultima, violentissima e disastrosa del 2003.
Nel Dizionario di Emanuele Repetti si cita GROPPOLI nel valloncello di Avenza.
– Borghetto suburbano della piccola città di Carrara lungo la strada Carrareccia alla destra della fiumana di Avenza, ivi detta del Carrione, sulla testata settentrionale di un ponte che quella fiumana cavalca nella parrocchia Comune e Giurisdizione di Carrara, Diocesi di Massa Ducale, già di Luni Sarzana, Ducato di Modena.
Una membrana dell’Archivio di S. Frediano di Lucca del 4 gennajo 1219 fa menzione del fitto di una terra di pertinenza della pieve di S. Andrea di Carrara, posta nel luogo di Groppoli.
Sabato 23 marzo 2019 alle 07:05:46
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