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Ultimo aggiornamento ore 15.11 del 19 Novembre 2018

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Incanta il Marble Cafè dedicato a Michelangelo

Tutto esaurito per la serata dedicata al Buonarroti. Imbucci: «Carrara maestosa»

WHITE CARRARA DOWNTOWN
Incanta il Marble Cafè dedicato a Michelangelo
Carrara - Michelangelo è stato il protagonista del Marble Cafè di mercoledì presentato da Marzia Dati e dedicato al rapporto del grande artista con la città. Un successo, com'era evidente dal tutto esaurito del “Fuori Porta”, con cocktail eccellenti e prodotti di qualità serviti dall’impeccabile Andrea Fusani. Ospiti della serata Antonietta Bandelloni, blogger d'arte di “Michelangelo Buonarroti è tornato”; Cinzia Parnigoni, restauratrice del David e dei Prigioni; l’attore Valentino Infuso, interprete di Michelangelo nel “Giudizio universale” di Marco Balich in scena a Roma; Nicola Sapio, marketing director dello spettacolo; Caterina Rapetti, studiosa dell’arte e delle tradizioni lunigianesi; e naturalmente Imbucci. La troupe di Sky si è dovuta misurare con le riprese nella cava Calacata Borghini di Torano, dove il Michelangelo di Enrico Lo Verso recita il suo monologo. Gli spettatori hanno avuto modo di ammirarne il dietro le quinte. Le scene di ricostruzione storica del lavoro estrattivo sono state girate in ambienti dove il marmo è rimasto ruvido, grezzo, come lo vide Michelangelo nel Cinquecento. La cava moderna, invece, è stata scelta dal regista come un luogo dell’anima, una sorta di “limbo” dove l'artista tormentato racconta di sé. "Il nome del film, "infinito", ha più significati – ha spiegato Imbucci – innanzitutto Michelangelo cercava sempre un nuovo limite da superare. Poi, quello che ci ha lasciato è infinito. In ultimo, incompiuto: come i prigioni. Per lui era importante afferrare il senso, non la compiutezza dell'opera." E su Carrara: "Sono rimasto incantato dalla cava, maestosa, imponente. I carraresi si sono mostrati disponibilissimi."

Nel corso della serata è stato proiettato anche un estratto dello spettacolo di Babich, dov'è il corpo e la sua plasticità a farla da padrone. Parnigoni ha ripercorso l'incredibile avventura del restauro del David: "Non volevo nemmeno accettare, all'inizio, non avrei voluto tutti quegli occhi addosso. Poi il mio professore ha sdrammatizzato: è solo un pezzo di marmo! Quando ho concluso il lavoro, ho pianto. Ho ripulito la statua, rimosso macchie di cera, chiuso molti "tàroli", i fori scuri che ne costellano la superficie." Quel blocco fu scelto dal Buonarroti proprio perché "difficile", racconta Rapetti: "Era stato scartato da altri due celebri artisti perché considerato di cattiva qualità." Lui lo trasformò in un'opera immortale. Bandelloni si è calata nei panni dell'artista, secondo lo stile del blog, narrando in prima persona la vicenda carrarese. Michelangelo si recò a Carrara per la prima volta nel 1497: aveva solo 22 anni e doveva scegliere il marmo che sarebbe divenuto una delle sue opere più incredibili: la Pietà.
Venerdì 8 giugno 2018 alle 18:20:13
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