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Il dialogo come occasione di crescita: Marco Pedri e Laura Barreca a Studi Aperti 2020

La direttrice del Museo delle Arti contemporanee di Carrara e il grafico e curatore di mostre a confronto

Studi aperti
Il dialogo come occasione di crescita: Marco Pedri e Laura Barreca a Studi Aperti 2020
Carrara - Marco Pedri è tra i promotori della manifestazione studi aperti, curatore di Teké Gallery, dello spazio espositivo di Torart e grafico della Hollow Press. Laura Barreca è la direttrice del MUDAC, nuovo nome del Museo delle arti contemporanee di Carrara, nonché docente presso l’Accademia di Belle Arti di Carrrara. Entrambi sono ospiti di “Studi Aperti 2020 - Oltre il Lockdown”, la nostra rubrica dedicata agli artisti in quarantena. Ci accompagna, come sempre Juan Carlos Allende, presidente dell'associazione di promozione sociale Oltre e tra i promotori di Studi Aperti.



Dove si trova il tuo studio?
Marco: Un po’ ovunque: vivo tantissimo del mio tempo a Carrara, nonostante abbia casa a Massa, perché mi sono innamorato di questa città.

Come e cosa lavori?
Marco: Sono più un curatore, anche se ho buone idee mi piace di più vedere il lavoro degli altri e organizzarne la promozione. Posso mostrarvi un Super Mario in marmo, che considero un fermo immagine della mia generazione, cresciuta coi videogiochi.

Lavoro in collaborazione, gestendo sia la parte scenografica delle mostre che la produzione e le pubblicazioni. Alla Tekè Gallery abbiamo ospitato il professor Bad Trip, uno dei più importanti esponenti dell’Underground in Italia.Poi Jesse Jacobs, in altro artista psichedelico che vive e lavora in Canada, disegnatore di mondi distopici. E Igor Hofbauer, una sorta di professor Bad trip in versione balcanica che promuvoe suggestioni su tanti generi, dalla musica al cinema. Ho inoltre curato alcuni libri esposti al Mudac, come quello dedicato a Daniel Spoerri, artista principale della Marble Week di quattro anni fa, realizzato in collaborazione con Luciano Massari. Per la Hollow Press ho curato un manga da 200 pagine di Shintaro Kago, uno dei maestri dell’horror giapponese, impaginandolo in italiano, giapponese e inglese.

Come stai vivendo la quarantena?

Marco: Per me come per molti altri artisti passare tempo in casa è usuale, ma essere costretti a farlo è molto diverso. Abbiamo dovuto iniziare a organizzarci in modo nuovo, producendo materiale audiovisivo e facendo rete attraverso internet. E’ stato bello vedere come le persone abbiano voglia di combattere la solitudine estrema attraverso la tecnologia. Gli strumenti che abbiamo ci danno la possibilità di continuare a progettare il nostro lavoro, anche rispetto a come cambieranno le nostre vite dopo la crisi.

Che idee sono germogliate in lockdown?

Marco: Tantissime, ma alcune non posso svelarle perché sono ancora in embrione. Sono tornato ad utilizzare i social che avevo abbandonato, visto che in fase di promozione di opere ed eventi se ne occupavano altrii. Ho fatto varie videointerviste ad autori di fumetti per conto della Hollow Press, ho collaborato con Juan per le grafiche di “Oltre il Lockdown”. Ho iniziato a postare su facebook gli articoli della Costituzione italiana, per mostrare come dopo 75 anni i principi che ne sono alla base siano stati disattesi. Altro che Repubblica fondata sul lavoro, è un’oligarchia dove non potrai mai scalare i vertici senza agganci. Sarebbe molto interessante trovare un illustratore per corredare questa mia versione della Carta costituzionale, ironica ma anche intelligente. Del resto è per questo che amiamo l’arte underground: perché scuote il fruitore, ma serve, dal basso, a dare una visione diversa e trasversale delle nostre vite,

Tu sei nativo di Massa. Che rapporto hai con Carrara?

Il mio rapporto con Carrara è nato negli anni dell’Accademia, dove mi sono iscritto dopo essermi diplomato alla scuola di comics di Firenze. Allora lavoravo già come grafico a Massa, ma per metà giornata ero libero. Mi sono reso conto di come la comunità di artisti fosse tanto variegata da permetterti di dialogare con tutti e cinque i continenti. Il dialogo ci fa crescere.

Laura Barreca: Il progetto museale che stiamo costruendo con l’amministrazione di Carrara è un dispositivo che mette insieme gli artisti; farà parte di un programma culturale che voglio proporre, proponendo un rapporto stretto tra la città e la comunità artistica di Carrara, il vero patrimonio immateriale da preservare della città. Marco, tu come immagini questo dialogo?

Marco: Artista per tanti è una persona stravagante, che fa le cose come gli vengono. Invece artista è chi ha uno sguardo diverso rispetto al rapporto sociale a cui appartiene. Sarà bello e interessante intrattenere un rapporto proficuo con le istituzioni.
Lunedì 1 giugno 2020 alle 11:34:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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