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Ultimo aggiornamento ore 22.35 del 25 Giugno 2019

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Vittorio Sgarbi difende i pini di Marina di Carrara: «Barbarie, denuncio tutto»

«Mi auguro che la magistratura intervenga, chi fa una cosa di questo genere merita la galera». E annuncia battaglia anche il Grig

«violato l'articolo 9 della costituzione»
Vittorio Sgarbi difende i pini di Marina di Carrara: «Barbarie, denuncio tutto»
Carrara - Sul taglio dei pini in corso da lunedì in viale Colombo a Marina di Carrara interviene anche Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte già in altre occasioni si era schierato per la salvaguardia degli alberi e lo fa anche in questo caso, per una città che, peraltro, conosce molto bene. «Il taglio di 17 pini è una forma di barbarie che merita solo la galera» dice alla Voce Apuana col suo solito modo di fare diretto e senza fronzoli. «E chi fa una cosa di questo genere – prosegue il professore – in questo mondo di disordine e di degrado merita l’arresto. Purtroppo i magistrati si occupano di teoremi e fantasie e, invece di guardare la realtà, fanno distruggere l’Italia con le pale eoliche e l’abbattimento dei pini. Quello che è visibile e che è un reato oggettivo non lo vedono, in compenso stanno a seguire le telefonate di Siri».

«Se fossi un magistrato – aggiunge Sgarbi – mi sentirei offeso dal mancato intervento. Quindi mi auguro che la magistratura prenda atto di queste gravi violazioni dell’articolo 9 della Costituzione che tutela il paesaggio. Se questo valeva e vale per tutta la questione dell’eolico che ho combattuto per vent’anni, a maggior ragione vale anche per il caso dei pini».

E poi non risparmia la giunta pentastellata di Carrara: «Secondo me sono inadeguati. Dovrebbero avere come unico motivo ideologico la legalità e invece non ce l’hanno. Questa è una cosa profondamente illegale, è incostituzionale, e quindi tradiscono la loro ragione politica».

Quando si fa presente che anche persone diversamente abili hanno condiviso la scelta dell’amministrazione di abbattere i pini per ripristinare i marciapiedi distrutti dalle radici degli alberi, Sgarbi risponde così: «Tutte fregnacce. Questo è il tipico ricatto e la questione dei disabili viene usata per compiere degli atti barbari. I disabili amano gli alberi come gli altri e dovrebbero essere pronti anche loro a valutare che è molto più importante tenere un albero vivo che non abbatterlo per fare un marciapiede. Questo è un pretesto e un alibi schifoso di gente che non ha nessun rapporto vero con la natura. Spero che un magistrato intervenga perché altrimenti la denuncia la farò io, in televisione e in tribunale».

E intanto sull’argomento interviene anche il Grig. Riportiamo di seguito il loro intervento.
Su segnalazioni accorate di cittadini, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (13 giugno 2019) una specifica istanza al Comune di Carrara e ai carabinieri forestali (informata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa) per fermare il taglio di 17 esemplari di Pinus lungo il viale Colombo, a Marina di Carrara.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Carrara, secondo informazioni stampa, sarebbe quello di sostituirli con esemplari di Palma messicana (Washingtonia Robusta), specie arborea decisamente fuori dal nòvero di quelle autoctone come i Pinus.
Non solo: nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,).
Tali divieti sono ripresi dall’art. 79, comma 2°, della legge regionale Toscana n. 30/2015 e s.m.i.
Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter cod. pen.
Stop, quindi, al taglio dei pini e, se proprio deve farsi luogo alla loro sostituzione, si scelgano essenze arboree autoctone.
Venerdì 14 giugno 2019 alle 07:01:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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