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Truffa aggravata e turbativa d'asta: dirigente comunale interdetto dai pubblici uffici

Non potrà più svolgere attività lavorativa presso qualsiasi ente pubblico. Nel mirino della Procura anche tre imprenditori su varie vicende relative alle strutture per l'informazione turistica di San Martino e del Tarnone

pretese anche un rolex
Truffa aggravata e turbativa d´asta: dirigente comunale interdetto dai pubblici uffici
Carrara - Nella mattinata del 1° febbraio 2019, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Massa-Carrara hanno dato esecuzione alla misura interdittiva dell’esercizio di un pubblico ufficio nei confronti di un dirigente del Comune di Carrara che, unitamente a tre imprenditori edili della provincia apuana, sono stati ritenuti responsabili a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio, turbativa degli incanti e falso in atto pubblico.

Nello specifico le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa Alberto Dello Iacono, sono state avviate nel 2014 e hanno riguardato gli accertamenti in ordine al regolare svolgimento della gara d’appalto e della progettazione, esecuzione, rendicontazione e liquidazione dei lavori pubblici nel comune di Carrara, per realizzare un ufficio accoglienza e informazione in località Tarnone e un ufficio informazione, accoglienza e ristoro in Località San Martino.

In particolare riguardo al primo appalto nella zona del Tarnone il dirigente comunale, che all’epoca era dirigente del Settore Attività Economiche/Servizi alle Imprese/Progetti e Finanziamenti Comunitari del Comune di Carrara, svolgeva la funzione di direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento di appalto pubblico avente ad oggetto le opere di riqualificazione dell’area. Infatti dopo aver tenuto nel mese di luglio 2011 una prima gara di appalto induceva la giunta comunale a deliberare per la suddivisione dei lavori in due lotti riuscendo quindi poi a far vincere le gare d’appalto a due imprese riconducibili allo stesso imprenditore e complice.

Come accertato dalle indagini condotte dal personale del Comando Provinciale di Massa agli ordini del colonnello Gianluca Dinoi, il frazionamento degli appalti non era necessario ma solamente strumentale a prolungare i lavori ed ottenere più denaro per la realizzazione degli stessi. Riguardo invece al risanamento dell’area San Martino sempre il dipendente comunale, sfruttando il suo ruolo di dirigente del Settore Attività Economiche, imprese progetti e finanziamenti comunitari, e quale responsabile unico della gara d’appalto al termine dei primi lavori svolti regolarmente da una impresa estranea alla vicenda, riusciva a fare emettere dalla giunta comunale una nuova delibera per riappaltare nuovamente i lavori facendo risultare che vi era ancora necessità di ulteriori opere oltre a quanto realizzato nel precedente appalto.

Nella nuova gara d’appalto lo stesso dirigente alterava il regolare svolgimento della gara e favoriva altri due imprenditori. Inoltre giustificava il ritardo della ditta di uno dei due nella consegna dei lavori attestando falsamente che vi erano condizioni meteo avverse evitando quindi che fosse pagata la giusta penale e ottenendo oltretutto anche un contributo di 40.000 euro di fondi regionali per attività di smaltimento dei rifiuti e degli inerti che in realtà spettavano alla ditta dell’appaltante.

L’attività investigativa è stata svolta dalle Fiamme Gialle attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali oltre che con l’esame della copiosa documentazione riguardante tutte le vicende criminose che ha consentito alla Procura di Massa di individuare gli illeciti commessi del Dirigente unitamente agli imprenditori coinvolti negli illeciti.

Allo stesso dirigente, la Procura di Massa, guidata da Aldo Giubilaro, contesta una ipotesi di concussione nei confronti di un rappresentante di un consorzio operante nel settore degli spettacoli viaggianti al quale il dirigente richiedeva favori ed elargizioni senza le quali avrebbe ostacolato e ritardato il rilascio di licenze di installazione di giostre. In particolare il dirigente comunale pretendeva di avere un navigatore satellitare e una somma di denaro dal rappresentante del consorzio. Dopo qualche tempo alzava anche la pretesa, chiedendo un orologio Rolex ma tale richiesta non andava a buon fine. Con la notifica del provvedimento di interdizione di oggi è stato impedito al dirigente di continuare a svolgere alcuna attività lavorativa presso un qualsiasi ente pubblico dello Stato.
Lunedì 4 febbraio 2019 alle 15:18:04
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