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Riprende l'escavazione per Canalgrande e Lorano II. Via libera dal Tar | Video

Cavatori al lavoro da stamani, venerdì, dopo l'ordinanza del Tribunale amministrativo regionale. L'avvocato Lattanzi soddisfatto. L'assessore Trivelli: «Provvedimento equilibrato»

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Carrara - Il Tar della Toscana ha accolto «parzialmente» i ricorsi presentati dalla Cooperativa Cavatori Canalgrande e dalla società Lorano II per la ripresa delle attività estrattive nelle rispettive cave, chiuse in funzione dell'articolo 58 bis della legge regionale 35/2015. Sulla base di questo era stato il Comune di Carrara, infatti, a emettere una sospensiva delle lavorazioni in queste e altre quattro cave.

Nelle ordinanze, emesse dal Tribunale amministrativo in via cautelare, viene quindi consentita la ripresa delle lavorazioni nelle sole aree in cui non sono state contestate difformità. Lo stop alle attività, infatti, era scattato dopo che l'avvocatura della Regione Toscana aveva evidenziato delle escavazioni fuori dal perimetro consentito. Da stamani, quindi, i cavatori delle due aziende hanno ripreso a lavorare ma solo in quelle aree in cui non sono state contestate le difformità.

Soddisfatto l'avvocato Antonio Lattanzi, legale della Coop Canalgrande insieme ai professori Giuseppe Morbidelli e Sergio Menchini e gli avvocati Roberto Righi e Riccardo Diamanti. «La pronuncia del Tar – ha dichiarato alla Voce Apuana – è importante per due motivi. Da un lato fa da apripista a tutta una serie di situazioni future, per cui anche se dovessero essere trovate difformità, verrebbero sospese le autorizzazioni unicamente nelle aree in difformità. Dall'altro, è importante che si sia accolta la tesi dei ricorrenti, ovvero che non è stata effettuata una coltivazione delle cave selvaggia, bensì nel rispetto della legge e delle autorizzazioni rilasciate dal Comune».

Dal canto suo sembra soddisfatto anche l'assessore al marmo del Comune di Carrara, Alessandro Trivelli: «L'ordinanza del Tar è equilibrata – ci ha detto – visto che mantiene il provvedimento di sospensione dell'area difforme e permette la ripresa dell'attività estrattiva. Un provvedimento equilibrato inoltre perché, pur non essendo entrato nel merito, conferma che abbiamo applicato correttamente la normativa». La domanda, però, a questo punto è: ma perché il Comune non ha da subito sospeso l'attività solo nelle aree difformi? «Perché il 58 bis ci dice di sospendere l'autorizzazione in toto» ha risposto l'assessore.

Intanto la Cooperativa Cavatori Canalgrande, che proprio questa settimana ha pubblicato un video (intitolato "A muso duro" e che alleghiamo all'articolo) per esprimere la sua amarezza per quanto accaduto, alla luce dell'ordinanza del Tar si fa promotrice di una iniziativa che «tende a creare un tavolo tra tutti gli operatori affinché si individui con esattezza l'area delle Alpi Apuane che sarà destinata a escavazione e che, nel rispetto delle leggi sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla stabilità dei fronti, si consideri l'area estrattiva come un cantiere di lavoro e non, come è stato fatto fino a oggi, quasi come le cucine di un ristorante stellato. Dall'altra parte – affermano – proponiamo anche di istituire fin da subito un tavolo tecnico per riunificare la normativa sulle cave e compendiarla in un testo unico».

Tornando alla questione legale, il prossimo 2 aprile il Tar affronterà la questione nel merito, ma «entro quella data – ha affermato l'assessore Trivelli – probabilmente il problema sarà già superato, dal momento che le due aziende hanno presentato il progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell'area necessario per la ripresa della regolare attività estrattiva». Un via libera che dovrà arrivare nelle prossime settimane dalla conferenza dei servizi.
Venerdì 11 gennaio 2019 alle 15:05:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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11/01/2019 - Cooperativa Cavatori Canalgrande: "A muso duro"



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