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Morte Savio, la rabbia dei sindacati: «Aveva un contratto di 5 giorni!» | Foto

Oggi si è fermato il mondo del lapideo. Cgil e Cisl: «La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. È una sconfitta per tutti»

«LA STRAGE CONTINUA»
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Carrara - Cgil e Cisl intervengono sulla morte sul lavoro avvenuta stamani manifestando il loro cordoglio e la loro rabbia per l'ennesimo incidente mortale. Stamani, infatti, in un deposito marmi di Avenza è morto travolto da un blocco di marmo un operaio 37enne, Luca Savio il suo nome. I dettagli sono riportati in QUESTO ARTICOLO.

«A distanza di 2 mesi un altro infortunio mortale sul lavoro – ha fatto sapere la Cgil di Massa-Carrara – si è portato via un lavoratore della provincia. Dalle prime notizie sembra che il giovane stesse lavorando intorno ad un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando. Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 6 luglio e della durata di soli 5 giorni. Un ragazzo di 37 anni ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli 5 giorni! Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro e così hanno fatto tanti lavoratori del piano del settore lapideo. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione Toscana continua la strage, perché di vera e propria strage si parla, di lavoratori. La nostra posizione è sempre la stessa: le imprese che non rispettano le leggi e le regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere chiuse! Inoltre tutti gli attori coinvolti devono riflettere sull’ opportunità di consorziare le piccole imprese in maniera tale da avere più garanzie e tutele per lavoratori e lavoratrici. La CGIL di Massa-Carrara oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo e lancia ancora una volta un appello affinchè tutti i soggetti istituzionali coinvolti si impegnino fermamente per fermare questa strage».

«Ancora una morte sul lavoro – è il commento della Cisl Massa-Carrara – ancora una vittima sacrificata al prezzo del mercato del lapideo. Ancora uno strappo lacerante alla convivenza tra lavoro e marmo. Troppi sono troppi i morti. Troppe, sono troppe le parole. La morte non guarda in faccia alla appartenenza politica e/o istituzionale. Si prende il suo avere. Escavazione lavorazione depositi e commercio non c'è limite alcuno alle tragedie. Impotenza e rabbia la fanno da padrone. Lo sbaglio si paga caro. Occorre che si rispettino le procedure, ognuno faccia il suo mestiere. Nel piazzale le operazioni di carico e scarico devono essere svolte da lavoratori preposti e formati allo scopo. Ecco, tutto quanto si è fatto non è servito a niente. E' una nuova sconfitta per tutti».

Intervenuta anche la Fillea-Cgil e la Feneal-Uil: «Stamani appena appresa la notizia che un giovane lavoratore mentre stava movimentando un blocco di marmo è rimasto ucciso sul lavoro i cavatori hanno immediatamente smesso di lavorare in segno di rispetto e solidarietà. Lo stesso hanno fatto tantissimi lavoratori del piano del settore lapideo. Quest'iniziativa è stata fatta con il pieno sostegno delle scriventi organizzazioni sindacali che sono orgogliose della massima solidarietà che i lavoratori del settore sempre manifestano. Nell'esprimere sentite condoglianze alla famiglia vogliamo ribadire che occorre incrementare lo sforzo di tutte le istituzioni e gli organi di controllo al fine di vigilare il territorio. Dove si trovano situazioni non in regola le attività lavorative vanno sospese o chiuse. Perché se i morti sul lavoro sono un emergenza bisogna rispondere con leggi e strumenti di emergenza. Eventuali iniziative per il giorno dei funerali saranno prese in collaborazione con le nostre Confederazioni e con le Categorie Provinciali di riferimento del contratto merceologico applicato dall'azienda del lavoratore deceduto.
Invitiamo tutti a riflettere come è possibile che con tutte queste disgrazie nessuno ha imparato niente e non sia ancora maturata una cultura della sicurezza che grida: prima la vita e poi il lavoro».

Mauro Fuso, segretario toscano della Cgil, invece ha dichiarato: «Mentre il dibattito politico ruota intorno all'estensione dei voucher, dovremmo domandarci se questo lavoratore, con un contratto di pochi giorni, abbia ricevuto la corretta formazione sulla sicurezza nel lavoro oppure se questa formula e la conseguente precarietà non sia all'origine dell'infortunio mortale. Probabilmente stenterà ad affermarsi una forte cultura di sicurezza sul lavoro se non recuperiamo con assoluta nettezza il valore del lavoro e della dignità della persona a tutto tondo».
Mercoledì 11 luglio 2018 alle 16:12:21
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