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Ultimo aggiornamento ore 08.20 del 19 Luglio 2018

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Marmo, una scia di sangue: dal 2006 un morto sul lavoro all'anno | Foto

L'assessore regionale Saccardi: «Gli interventi messi in campo non sono ancora sufficienti»

L'ENNESIMA TRAGEDIA
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Carrara - Una scia di sangue quella legata al lavoro nel mondo del marmo. Negli ultimi 12 anni sono stati 11 gli incidenti mortali che hanno insanguinato i luoghi di lavoro delle Apuane, in media quasi uno all'anno. Solo nel 2017 non ci sono state tragedie nel settore lapideo.

"Ancora un morto sul lavoro. E ancora una volta nel settore del marmo. Il primo pensiero va alla famiglia, alla quale esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà. E' davvero doloroso registrare un nuovo infortunio mortale proprio in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro". Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, vuole far giungere le sue condoglianze alla famiglia di Luca Savio l'operaio quarantenne morto stamani in un deposito ad Avenza, schiacciato da un blocco di marmo.

"In questi ultimi anni – ricorda l'assessore – abbiamo messo in campo interventi concreti. Ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell'impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti".

Nel maggio 2016 la Regione ha approvato, nell'ambito del piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza sul lavoro, il Piano biennale straordinario per la lavorazione del marmo, avviato a partire dal 1° giugno 2016. Nel dicembre 2017 il Piano, che avrebbe dovuto concludersi nel maggio 2018, è stato prorogato fino al maggio 2020. L'investimento complessivo, per l'acquisizione di nuovo personale (tecnici di prevenzione, ingegneri, geologi) e di attrezzature (fuoristrada, auto, computer, macchine fotografiche), è stato di 3.250.000 euro.

Il Piano prevede numerosi interventi, tra i quali:
- il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione del rischio, eseguiti congiuntamente con altre autorità (Direzione territoriale del lavoro, Inail, ecc.);
- l'elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione condivise da tutti i soggetti che partecipano all'organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di prevenzione, ecc.;
- la segnalazione al Ministero competente delle non conformità rilevate sulle macchine tagliatrici a filo diamantato.

Nel 2016, dal 1° giugno al 31 dicembre, nell'ambito del Piano sono stati eseguiti 424 accessi in cava: tutte le 167 cave sono state ispezionate più volte (mediamente 2,5 accessi ciascuna). Nello stesso periodo, sono stati effettuati 87 accessi in laboratori per la lavorazione del marmo.

Nel 2017, dal 1° gennaio al 31 dicembre, sono stati eseguiti 885 accessi in cava (programmati 800), permettendo l'ispezione più volte (in media 4/5 accessi per cava) di tutti i 173 siti. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 supera il 100% . Inoltre, sono stati effettuati 453 accessi (353 zona Apuane e 100 zona Versilia) presso aziende per la lavorazione del marmo (programmato 450). Ogni impresa presente sul territorio è stata oggetto di almeno un controllo, in alcuni casi più di una volta. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 è del 100%.

Gli infortuni nelle cave delle Apuane

A fronte di una diminuzione degli infortuni in cava (dai 174 del 2006 ai 61 del 2016), quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016 (vedi documento allegato). Nel 2017 non si sono registrati infortuni mortali in cava. Dall'inizio del 2018, quello di stamani è il secondo infortunio mortale nel settore del marmo.
Mercoledì 11 luglio 2018 alle 20:31:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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