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Ultimo aggiornamento ore 21.40 del 16 Luglio 2019

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Marmo pregiato “mascherato” da informe: sequestro milionario per azienda

Si tratta di un'impresa carrarese scoperta dalla Guardia di Finanza. In particolare, a fronte di un prezzo medio ritenuto congruo per l’andamento del mercato di euro 900, venivano esposti prezzi che variavano dai 200 ai 300 euro a tonnellata

l'operazione delle fiamme gialle
Marmo pregiato “mascherato” da informe: sequestro milionario per azienda
Carrara - Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Massa Carrara ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di somme di denaro e/o di titoli depositati nei conti aziendali di un’impresa di Carrara operante nel settore del marmo e in quelli personali del suo amministratore, per oltre 1.400.000 euro.

Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Massa, in accoglimento della richiesta della locale Procura della Repubblica, fino alla concorrenza della somma di 1.821.000 euro, è giunto al termine di una verifica fiscale eseguita dalla locale Direzione Provinciale di Massa-Carrara dell’Agenzia delle Entrate.

A seguito dell’omessa indicazione nella dichiarazione annuale del 2014 di oltre 1 milione di euro ai fini Ires e di oltre 800.000 euro ai fini Iva, è stata superata, per ciascuna imposta, la soglia di euro 150.000 e, conseguentemente, è stata inoltrata alla Procura della Repubblica, a carico del rappresentante legale della società, la denuncia per dichiarazione infedele, reato previsto e punito dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74.

L’evasione è stata perpetrata soprattutto attraverso ripetute sottofatturazioni e la ricorrente indicazione, nelle fatture di vendita, di merce ceduta come “materiale informe”, in luogo di materiali di pregio e più costosi. In particolare, a fronte di un prezzo medio ritenuto congruo per l’andamento del mercato di euro 900, venivano esposti prezzi che variavano dai 200 ai 300 euro a tonnellata.

Successivamente, in applicazione della normativa che ha esteso la confisca obbligatoria ai reati tributari, anche per equivalente, del prodotto o del profitto del reato, le Fiamme Gialle hanno svolto l’attività di polizia giudiziaria finalizzata alla preliminare individuazione delle somme di denaro e al sequestro delle disponibilità finanziarie costituite dai conti bancari e da titoli mobiliari, ritenute strettamente legate all’evasione fiscale perpetrata, fino a concorrenza corrispondente all’ammontare delle imposte evase.

L’attività svolta testimonia l’intensificato ricorso alle nuove strategie di contrasto all’evasione attraverso provvedimenti ablativi che impediscono il consolidamento del profitto derivante dalla sottrazione al fisco di entrate dovute e si inserisce nei collaudati rapporti di collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, ai fini di una convergente e proficua azione di contrasto dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale.
Lunedì 8 luglio 2019 alle 11:43:48
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