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Imprese alluvionate, l'odissea dei rimborsi: «Siamo abbandonati»

I fondi previsti dal bando regionale sono bloccati da un problema burocratico. I titolari: «Vogliamo delle risposte»

Imprese alluvionate, l´odissea dei rimborsi: «Siamo abbandonati»
Carrara - I titolari delle imprese che hanno subito l’alluvione del 2014 sono stanchi: i tanto sospirati risarcimenti non arrivano. Hanno partecipato bando della Regione Toscana per la concessione dei contributi alle imprese colpite da calamità naturali, approvato con decreto dirigenziale 10849 del 21 luglio 2017.Dopo la scadenza nell’ottobre successivo, sono serviti due mesi per la valutazione delle domande. A febbraio è stato pubblicato l'elenco delle imprese escluse, dove non rientrano. Il sito di sviluppo Toscana recita: “fino a quando non sarà approvato il provvedimento di concessione dell'aiuto non si potrà dare avvio alla procedura di erogazione dei contributi”. Insomma c’è un problema burocratiche.

Giovanni Lucchetti è titolare della ditta di informatica “Gquattro” con sede in via Garibaldi: “Abbiamo subito danni per circa 10mila euro, abbiamo buttato via una stampante laser a colori nuova, almeno due computer, altro materiale. Rovinate le porte, gli infissi, le pareti, coperte da 40 cm di umido”. Lucchetti ha ricevuto un primo contributo di circa 3mila euro dalla Camera di commercio nel 2016. Poi ha partecipato al bando, chiedendo di essere risarcito per 7mila euro. Non è tra gli esclusi

Emanuele Bonotti possiede la “Timbri nova”, un negozio di grafica applicata con sede in via Ruga Alfio Maggiani. Nel giorno dell'alluvione 40 cm di fango hanno invaso i locali, danneggiando le opere murarie, gli arredi di negozio e le scorte di magazzino. Danni per decine di migliaia di euro. “Ho inoltrato la domanda protocollata al Comune subito dopo l'evento – spiega Bonotti – una procedura completamente online senza nemmeno avere il privilegio un contatto umano. Ancor oggi nessuno ci fa sapere sapere niente.” Aveva chiesto 15mila euro di risarcimento, cui sembrerebbe avere diritto.

Giovanna Cucurnia del negozio “Rebecca Uomo” in via Maggiani è stata costretta a chiudere per 23 giorni: “La porta esterna sfondata, i magazzini allagati, le pareti in cartongesso rovinate. I pavimenti sono stati ricoperti da 80 cm di fango e sono saltati. Ho dovuto rifarli da zero”. Lei ha chiesto un risarcimento per 10mila euro. Gli unici aiuti che ha ricevuto sono arrivati dalla Camera di commercio e dalla Caritas, che ha stanziato 1600 euro. “Il Comune non ha istituito alcuno sportello, non abbiamo un referente a cui rivolgerci. Siamo abbandonati.”

A fare da portavoce per i commercianti è stata Lara Benfatto, che in qualità di ex presidente del consiglio dei cittadini di Marina ha seguito la vicenda fin dall'inizio. "Chiedo che tutti i livelli amministrativi si occupino della questione per risolvere al più presto questo vincolo burocratico," ha dichiarato Benfatto.
Giovedì 15 marzo 2018 alle 15:36:57
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