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Ultimo aggiornamento ore 18.31 del 16 Agosto 2018

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Estraevano fuori perimetro, attività sospesa in tre cave

L’amministrazione conferma che l’obiettivo è garantire l’attività estrattiva nel pieno rispetto della norma, con massima attenzione verso le ricadute occupazionali

OCCUPAZIONE A RISCHIO
Estraevano fuori perimetro, attività sospesa in tre cave
Carrara - Venerdì scorso sono state notificate 3 ordinanze di sospensione dell’attività estrattiva ad altrettante cave. Il provvedimento trae origine da un parere emesso dall’Avvocatura regionale sulla definizione di perimetro autorizzato ai sensi dell’art 2 comma 2 lett.g e procedure di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 21 LRT 35/2015.

Questo parere dà una definizione di “perimetro autorizzato” diversa da quella a cui ha storicamente fatto riferimento il comune di Carrara. Fino a oggi, infatti, l’attività di estrazione effettuata al di fuori del piano di coltivazione comportava una sanzione pecuniaria da 5 a 50mila euro e l’inibizione all’estrazione limitatamente all’area fuori piano. Solo a seguito della presentazione di controdeduzioni, nelle quali il titolare dell’autorizzazione richiedeva una variante autorizzativa compensativa a volume zero e solo dopo le valutazioni del caso da parte del Comune, l’attività poteva eventualmente riprendere. Il parere dell’avvocatura regionale, richiesto dal Corpo Forestale dei Carabinieri, di fatto prevede che laddove si verifichi un’estrazione fuori piano, scatti la sospensione dell’attività estrattiva per l’intera cava e l’avvio della procedura per la decadenza dell’autorizzazione.

Si tratta di un parere che mette in crisi una prassi consolidata ed incentrata, appunto, sulla presentazione di una variante autorizzativa a volume zero. Il caso ha la massima attenzione del sindaco, che stamani ha convocato una conferenza stampa sull'argomento, della giunta e dello staff legale, impegnati nella ricerca di una soluzione sia a livello politico che tecnico. Senza entrare nei dettagli legali della vicenda, l’amministrazione conferma che l’obiettivo è certamente quello di garantire l’attività estrattiva nel pieno rispetto della norma, con massima attenzione verso le ricadute occupazionali.

«La situazione può avere conseguenze gravi per l’intera comunità conto molto sul dialogo e la collaborazione con i vertici regionali. Stiamo davvero facendo tutto il possibile per trovare una soluzione» ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale. L’assessore al marmo Alessandro Trivelli ha precisato che le ordinanze emesse dal Comune sono 3 e non 4, come riportato da un altro quotidiano, e che questa vicenda non riguarda direttamente i Piani attuativi di Bacino.

[immagine di repertorio]
Lunedì 30 luglio 2018 alle 16:44:46
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