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Cocaina nascosta nella Vivinc: fine corsa per la C3 di Bonascola

Arrestato 23enne: nell'auto teneva undici dosi ingegnosamente camuffate

Cocaina nascosta nella Vivinc: fine corsa per la C3 di Bonascola
Carrara - Aveva escogitato un dispositivo molto ingegnoso: cocaina nascosta nelle pastiglie di Vivinc. Nelle ultime settimane i carabinieri di Carrara hanno notato una Citroen C3 sospetta aggirarsi nella zona di via Bonascola intorno ai luoghi abitualmente frequentati da tossicodipendenti. Martedì pomeriggio alcuni di loro viaggiavano a bordo di un’auto civetta quando hanno incrociato la macchina lungo la Provinciale Carrara-Avenza; si dirigeva verso Bonascola. Riconoscerla è stato facile: era stata inserita nella black list dei mezzi da ricercare e controllare. L'hanno seguita. Avvisando un secondo equipaggio, che è partito per Bonascola a bordo di un'altra auto di copertura.

Il primo gruppo di agenti ha trovato la C3 e intimato l'alt, ma l'inseguito ha effettuato una pericolosa manovra per schivare l’auto civetta e sgommare via. È stata la seconda macchina di copertura a sbarrarle la strada, ponendo fine all'inseguimento. Il conducente un 23enne alla guida che aveva seduto al suo fianco lo zio 45enne residente a Massa. "Non abbiamo droga," ha protestato la coppia. In effetti addosso non avevano nulla.

La perquisizione del veicolo ha dato risultati ben diversi: da una delle guarnizioni di gomma degli sportelli dell’auto sono spuntate tre palline di cocaina perfettamente sigillate. Dopo aver smontato il portaoggetti dietro lo sportello del passeggero, i carabinieri hanno trovato un contenitore di pastiglie Vivinc che non conteneva affatto il famoso medicinale, bensì undici dosi di cocaina confezionate e pronte per la vendita. Per un totale di quattordici dosi di cocaina del peso complessivo di circa sette grammi.

I due uomini sono stati condotti nella caserma di Via Chiesa. Il giovane è un migrante irregolare e nel 2017 era finito in carcere su ordine del GIP di Novara per spaccio di droga. Nonostante lui abbia cercato di scagionare lo zio assumendosi tutta la responsabilità dell'iniziativa, entrambi sono stati arrestati.

Ieri pomeriggio il giudice Alessandro Trinci ha disposto per il 23enne divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. Lo zio, invece, è stato rimesso in libertà dopo le dichiarazioni rese in udienza dal nipote che lo ha scagionato dalle accuse.
Venerdì 5 ottobre 2018 alle 13:33:30
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