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Ultimo aggiornamento ore 12.49 del 14 Novembre 2018

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Bambini maltrattati all'asilo: si aggrava la posizione delle maestre

Ammesse tutte le costituzioni di parte civile: non soltanto i sei piccoli della scuola di San Luca a Carrara che hanno subìto le percosse ma anche altri quattro presunte vittime di violenza assistita

i fatti risalgono al 2014
Bambini maltrattati all´asilo: si aggrava la posizione delle maestre
Carrara - Sono state ammesse tutte le costituzioni di parte civile, questa mattina, nell'udienza per il caso di maltrattamenti nella scuola d'infanzia San Luca di Bonascola, Carrara. Non soltanto per i sei bambini iscritti come persone offese ma anche per altri quattro, presunte vittime di violenza assistita. Con quest'ultimo termine si intende quella forma di violenza che avviene quando i minori, specifica il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia, «sono spettatori di qualsiasi forma di maltrattamento espresso attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minori».

I fatti risalgono al 2014, quando una maestra segnalò alla preside e ai carabinieri quattro sue colleghe che colpivano i bimbi con la stampella su testa, gambe e schiena, li tiravano per i capelli o per le orecchie, li trascinavano dai piedi e li schiaffeggiavano. Ma non solo, anche pesanti insulti e frasi razziste erano rivolti ai piccoli, secondo l'accusa. Con questa denuncia quella maestra divenne vittima di mobbing.

Successivamente con la mamma di un bambino, si rivolge all'associazione La Via dei Colori. La denuncia-querela è del 13 marzo 2017. Dopo oltre un anno è così arrivato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del pubblico ministero Alessandra Conforti. Sono quattro le persone indagate: due di 64 anni, una di 60, l'altra di 67. Devono rispondere dell'accusa di maltrattamenti aggravati. Nell'atto risultano sei persone offese.

L'11 Ottobre 2018 si è svolta l'udienza preliminare senza arrivare alla decisione sul rinvio a giudizio.

“Nonostante la posizione della difesa, il giudice ha concordato con quanto da noi sostenuto sia nelle costituzioni di parte civile sia nella memoria, ovvero il concetto di violenza assistita”. Così commenta l'avvocato Giulio Canobbio, direttore del comitato scientifico de La Via dei Colori Onlus e difensore delle famiglie che hanno denunciato i maltrattamenti. “Oltre i bambini citati come persone offese nella richiesta di rinvio a giudizio, ce n’erano altri nella classe che hanno almeno assistito alle condotte poste in essere dalle imputate. E la violenza assistita comporta danni emotivi, cognitivi e relazionali che la rendono equiparabile alla violenza diretta. Difatti, in caso di maltrattamenti all'interno di una comunità educativa, le violenze sul singolo si ripercuotono su tutti gli individui della comunità”.

Il giudice per l'udienza preliminare, Giovanni Maddaleni, ha anche ammesso la citazione del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca come Responsabile civile. “Sono contenta – dice una mamma presente in aula – perché dopo tanta sofferenza qualcosa evolve a nostro favore. Io sono fiduciosa”. La prossima udienza è fissata per il 12 febbraio 2019.
Martedì 6 novembre 2018 alle 18:50:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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