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Ultimo aggiornamento ore 13.58 del 20 Febbraio 2019

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Autorizzazioni mancanti e ispezione carabinieri: chiuse le cave Michelangelo

Si tratta dei bacini marmiferi "Amministrazione" e "Canalbianco" che fanno capo all'imprenditore Franco Barattini. L'assessore Trivelli: «Chiusure non legate a Regolamento Agri, Piani Attuativi o 58 bis»

«il comune ha sollecitato la regione»
Autorizzazioni mancanti e ispezione carabinieri: chiuse le cave Michelangelo
Carrara - In merito alle notizie sulla chiusura di Cava Michelangelo e Cava Canalbianco pubblicate in queste ore da alcune testate locali, l’assessore al marmo Alessandro Trivelli tiene a precisare quanto segue. «Grazie alla collaborazione con l’Ufficio Marmo già da tempo stiamo seguendo con grande attenzione questa vicenda che desta non poche preoccupazioni, anche e soprattutto per le ricadute occupazionali. Va detto che il mancato rilascio delle autorizzazioni non è imputabile in alcun modo al Comune di Carrara. A seguito di un ulteriore, recente, approfondimento possiamo dire che da parte dell’Ufficio Marmo non c’è stato alcun ritardo. Le cave attualmente ferme che fanno capo a Franco Barattini, sono due, “Amministrazione” e “Canalbianco”».

«Per “Amministrazione” – specifica Trivelli – c’è un iter in corso presso gli uffici della Regione Toscana: si tratta del procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) che include quello per il rilascio della compatibilità paesaggistica. Per procedere all’autorizzazione della cava il Comune deve ricevere questi due atti che non sono stati ancora completati. Va detto che il nostro Ufficio ha già sollecitato la Regione per chiedere il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa, a conferma dell’attenzione per questa vicenda. Fino al completamento del procedimento in Regione però, il Comune non può fare nulla se non appunto sollecitare, cosa che ha già fatto».

Per quanto riguarda invece “Canalbianco”, l’assessore Trivelli precisa: «Si è trattato di una chiusura scattata a seguito di un sopralluogo e alcuni importanti rilievi da parte dei Carabinieri Forestali». Queste due chiusure dunque non sono legate né alla stesura del Regolamento degli Agri Marmiferi, né a quella dei Piani Attuativi di Bacino e non hanno nulla a che vedere nemmeno con la norma transitoria (58 bis) sui fuori piano.

L’assessore al marmo conclude con una riflessione: «Siamo ben consapevoli che in questo momento l’attenzione sul mondo del marmo è molto alta. Stiamo attraversando una fase di grandi cambiamenti che preoccupano gli imprenditori e i lavoratori del comparto. L’amministrazione comunale sta dialogando con tutti i soggetti interessati su più fronti, dal Piano Regionale Cave ai Piani Attuativi di Bacino, passando per il Regolamento degli Agri Marmiferi ed è sempre disponibile al confronto. E questo senza grandi clamori, proprio perché siamo consapevoli che siamo in una fase delicata in cui nulla deve essere strumentalizzato. Scaricare le responsabilità di tutti i problemi sempre e solo sul Comune di Carrara però non è corretto. Gli iter autorizzativi com’è noto si svolgono su più livelli e richiedono la collaborazione di più enti» ha concluso l’assessore al marmo.
Lunedì 4 febbraio 2019 alle 18:46:17
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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