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Ultimo aggiornamento ore 09.44 del 17 Luglio 2018

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«Non siamo schiave». La rabbia delle cuoche di Apuafarma

La protesta in Comune. Martinelli: «Problemi legati alle risorse»

«Non siamo schiave». La rabbia delle cuoche di Apuafarma
Carrara - Ieri una decina delle 36 cuoche di Apuafarma si è riunita in piazza 2 giugno intorno alle 15.30. Una piccola rappresentanza, su un totale di 36 cuoche: “Molte di noi sono state scoraggiate dal venire qui – spiega una di loro – ma noi non siamo certo qui perché siamo pazze, chiediamo solo condizioni lavorative più umane”. La Cisl non ha appoggiato la manifestazione, che è stata spontanea ed autogestita; l’unico rappresentante sindacale presente era infatti Gianni Marchi dell’Usi. Le lavoratrici preferiscono rimanere anonime: “Parliamo a nome di tutte,” precisano. Le loro richieste sono semplici e chiare: primo, portare il loro contratto a tempo indeterminato di 9 mesi e mezzo all’anno, siglato nel 2011 a 12 mesi come quello di tutti gli altri dipendenti delle partecipate (a eccezione degli autisti di Apuafarma). Secondo, mantenere le 38 ore di lavoro settimanali anche nel mese di luglio, in cui vengono ridotte a 30. Terzo, prolungare il servizio mensa fino al 15 di agosto, giorno in cui termina la stagione lavorativa degli autisti. Molte di loro, nei mesi estivi, sono costrette a trovare degli espedienti per tirare avanti: una di loro ad esempio serve nelle mense del Comune di Piacenza. Svolgono lo stesso lavoro del periodo invernale, solo che in 6 ore giornaliere anziché in 8: “L’anno scorso ci hanno pure messo a fare le pulizie. Non possiamo fermarci mai, nemmeno per mangiare.” Lamentano anche le condizioni in cui versano le cucine delle scuole, che descrivono come piccole e poco attrezzate. “Ce n’è una in cui non riusciamo a muoverci in due, coi carrelli. La ventola non funziona. Se manca qualcosa dobbiamo portarlo da casa.” L’occasione per il cambiamento avrebbe potuto essere la fusione di Amia e Apuafarma in Nausicaa. Il presidente di Apuafarma, Luca Cimino, ha però annunciato che per il momento non sono previste modifiche ai contratti. Parlando dell'orario ridotto, ha aggiunto che i pasti nella stagione estiva vengono consegnati più tardi: “Il nostro lavoro non cambia,” osserva tuttavia una cuoca. Alcune di loro vorrebbero anche più occasioni di confronto col presidente di Apuafarma: "L'ex presidente Volpi era più presente, lui non lo vediamo praticamente mai."

Le cuoche vengono ricevute da Matteo Martinelli, vicesindaco con delega alle partecipate. All'uscita la loro portavoce commenta: "Dicono che questi sono problemi che non avevano considerato." Il vicesindaco dichiara: "C'è un problema di risorse. L'azienda sino ad oggi non è stata gestita in modo impeccabile e ha difficoltà in tutti i settori. Cercheremo di migliorare il servizio e di porre attenzione a questa problematica." Quanto alla possibilità di attingere alle risorse del forno crematorio: "Ci sono norme stringenti che regolano la gestione del bilancio, non è così semplice spostare le risorse da un servizio a un altro." Martinelli ha dato la sua disponibilità a incontrare nuovamente le cuoche insieme a Cimino per illustrare i cambiamenti che l'amministrazione apporterà ai centri estivi.
Mercoledì 4 luglio 2018 alle 08:49:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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